Un blitz a sorpresa con doppia valenza: comunicare saldezza a Trump e autentico spirito militare a Vannacci. La premier Giorgia Meloni vola al raduno degli alpini di Gemona del Friuli dopo lo scontro senza quartiere col presidente Usa e nei giorni in cui l’ex generale della Folgore segna il record nei sondaggi e il sorpasso sui leghisti.
Un viaggio non programmato – nessuna traccia nell’agenda di palazzo Chigi – e deciso all’ultimo minuto, come specificato nella comunicazione del governo che parla di “visita a sorpresa” al raduno del 3° raggruppamento Alpini del Triveneto. Un omaggio a un’edizione che “assume un significato particolarmente importante: ricorre il 50esimo anniversario del terremoto del Friuli”.
In una settimana segnata dalle foto di Evian, dalla battaglia sui social con il tycoon, e da video-repliche con cui ribadire l’orgoglio nazionale, ecco dunque una nuova immagine forte da aggiungere: la premier circondata dalle penne degli alpini, la forza di eccellenza dell'eserc…
Un blitz a sorpresa con doppia valenza: comunicare saldezza a Trump e autentico spirito militare a Vannacci. La premier Giorgia Meloni vola al raduno degli alpini di Gemona del Friuli dopo lo scontro senza quartiere col presidente Usa e nei giorni in cui l’ex generale della Folgore segna il record nei sondaggi e il sorpasso sui leghisti.
Un viaggio non programmato – nessuna traccia nell’agenda di palazzo Chigi – e deciso all’ultimo minuto, come specificato nella comunicazione del governo che parla di “visita a sorpresa” al raduno del 3° raggruppamento Alpini del Triveneto. Un omaggio a un’edizione che “assume un significato particolarmente importante: ricorre il 50esimo anniversario del terremoto del Friuli”.
In una settimana segnata dalle foto di Evian, dalla battaglia sui social con il tycoon, e da video-repliche con cui ribadire l’orgoglio nazionale, ecco dunque una nuova immagine forte da aggiungere: la premier circondata dalle penne degli alpini, la forza di eccellenza dell'esercito nonché il più antico corpo di truppe da montagna attivo al mondo.
Un bagno di folla identitario. La presidente del Consiglio ha percorso a piedi un lungo tratto di strada, salutata con applausi e strette di mano prima di fermarsi a salutare, chinando il capo, il labaro dell'Ana decorato con 26 medaglie d'oro. Una visita lampo. Qualche battuta con L’Alpino Tv: “Gli alpini sono una certezza e per le istituzioni avere questo genere di certezze fa assolutamente la differenza”. L’idea del blitz patriottico rivendicata a Telefriuli: “Avevo bisogno di un po’ di sano orgoglio nazionale e, se non si trova qui, non so dove altro si potrebbe trovare”, le parole di Meloni che ne ha approfittato anche per fare gli auguri della Guardia di finanza per il 252esimo anniversario dalla fondazione. Poi la ripartenza da Gemona poco prima delle 12.
Per Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, “l'orgoglio nazionale andava difeso fin dall'inizio, quando gli interessi dell'Italia venivano compromessi dalla subalternità del governo nei confronti di Trump – dice – Trump è sempre stato un cafone, ma Meloni, fin dall'inizio del suo mandato presidenziale, lo ha sempre difeso e ha assecondato le sue richieste. Dal no alle tasse sulle big tech, a partire dalla web tax, al sì alle spese per armamenti, fino alla vergogna del Board of Peace ovvero la speculazione immobiliare di Kushner, genero di Trump, alla proposta di Meloni di candidare Trump al premio Nobel per la pace; fino alla definizione come 'legale' del rapimento di Maduro e al 'non condivido, né condanno' sulla guerra in Iran. Ora Meloni fa la vittima, ma chi è causa del suo male pianga sè stessa".