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Strappo di Trump con Meloni: “Perde voti. Amica? No grazie”. E lei: pensa alla tua popolarità

Donald Trump

 

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Il presidente sul suo social accusa la leader italiana di usarlo per il consenso dopo aver negato sostegno e basi agli Usa. La risposta: “Attacchi insensati, non dipendo da te. E ora basta, spettacolo non all’altezza, credo nell’Occidente”
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NEW YORK – Donald Trump dice che Giorgia Meloni «vuole tornare a essere amica per risalire nei sondaggi», ma a lui non interessa. Giorgia Meloni risponde a Donald Turmp che farebbe meglio a concentrarsi «sulla sua popolarità», in picchiata alla vigilia delle elezioni midterm di novembre, invece di impicciarsi di quella degli altri.

Magari era inevitabile che si arrivasse a questo punto, nel crescendo andato in scena sul palcoscenico globale, tra due personalità in teoria dalla stessa parte politica. Però uno scontro tanto diretto, pubblico e feroce tra il capo della Casa Bianca e quello di palazzo Chigi non si era mai visto prima, neppure quando Bettino Craxi aveva sfidato Ronald Reagan a Sigonella. Dietro le quinte si erano rinfacciati qualsiasi cosa, come confessava il loro interprete Michael Ledeen, ma in pubblico il decoro istituzionale aveva prevalso. Resta adesso da capire se esista ancora uno spazio per ristabilire le corrette relazioni fra i due leader, sulla base degli intere…

NEW YORK – Donald Trump dice che Giorgia Meloni «vuole tornare a essere amica per risalire nei sondaggi», ma a lui non interessa. Giorgia Meloni risponde a Donald Turmp che farebbe meglio a concentrarsi «sulla sua popolarità», in picchiata alla vigilia delle elezioni midterm di novembre, invece di impicciarsi di quella degli altri.

Magari era inevitabile che si arrivasse a questo punto, nel crescendo andato in scena sul palcoscenico globale, tra due personalità in teoria dalla stessa parte politica. Però uno scontro tanto diretto, pubblico e feroce tra il capo della Casa Bianca e quello di palazzo Chigi non si era mai visto prima, neppure quando Bettino Craxi aveva sfidato Ronald Reagan a Sigonella. Dietro le quinte si erano rinfacciati qualsiasi cosa, come confessava il loro interprete Michael Ledeen, ma in pubblico il decoro istituzionale aveva prevalso. Resta adesso da capire se esista ancora uno spazio per ristabilire le corrette relazioni fra i due leader, sulla base degli interessi nazionali comuni, oppure se bisognerà aspettare le prossime amministrazioni per ripristinare la storica amicizia tra Washington e Roma.

Finché la disputa era confinata nei resoconti giornalistici, si poteva sperare che fosse un problema umorale passeggero. Il video con cui Meloni ha risposto venerdì a Trump che l’accusava di avere implorato per una foto al G7 («Io e l’Italia non imploriamo nessuno») ha però cambiato la dinamica. Il presidente americano ha sentito la necessità di dare una risposta inequivocabile, pubblica e plateale, usando il suo social che ormai anche per i diplomatici è il vangelo ufficiale della presidenza: «Il primo ministro italiano Giorgia Meloni ha chiesto, più e più volte, una foto con me durante la riunione del G7 in Francia». Questo perché «le cose stanno andando male in Italia per quanto riguarda il suo livello di popolarità, forse perché ha rigettato gli Stati Uniti d’America, un paese che ama e protegge davvero l’Italia, quando si è trattato di negare all’Iran la possibilità di ottenere o sviluppare un’arma nucleare (la Nato ha fatto lo stesso, a dire il vero!). Non ci ha permesso nemmeno di usare le piste di atterraggio italiane, un grande inconveniente logistico, e questo nonostante gli Usa contribuiscano con centinaia di miliardi di dollari all’anno per proteggere l’Italia e altri cosiddetti alleati Nato». Il vento però è cambiato, sostiene: «Ora, dopo che gli Stati Uniti hanno sconfitto militarmente l’Iran, lei vuole tornare ad essere amica per aumentare i suoi “numeri” nei sondaggi. No, grazie!!». Dunque da una parte c’è il lamento per il mancato aiuto durante le operazioni in Iran, in particolare con il rifiuto di usare Sigonella, dall’altra il risentimento politico e personale per il tentativo di sfruttare ora la sua amicizia allo scopo di risalire nei sondaggi.

Troppo, perché Meloni non rispondesse in maniera altrettanto dura, forse anche perché pensa che ora la sua popolarità dipenda dalla determinazione di tenere testa all’ex amico: «Presidente Trump - scrive sui social in inglese - questi attacchi continui e immotivati sono privi di senso. Per quanto riguarda la mia popolarità, essere tua amica non l’ha certo favorita, né dipende dal mio rapporto con te. La mia popolarità dipende dalla mia capacità di difendere l’interesse nazionale italiano, ed è esattamente ciò che ho sempre fatto». Quindi entra nel merito delle lamentele: «È ciò che ho fatto anche riguardo alle basi militari americane in Italia. Il loro utilizzo è regolato da accordi che abbiamo sempre rispettato e che non potranno essere violati finché sarò primo ministro». La chiusa è un calcio negli stinchi: «L’Italia rimane una nazione sovrana. In ogni caso, la mia popolarità non è affar tuo. Ti suggerisco di concentrarti sulla tua». Meloni però si rende conto che così stanno dando uno «spettacolo» indecoroso («Non all’altezza del nostro compito») e quindi annuncia che da ora in poi smetterà di replicare.

Trump ha ucciso la guida suprema iraniana Khamenei e ora ha firmato un accordo col figlio, quindi il pragmatismo alla fine potrebbe prevale anche con Meloni. Difficile capire come, al momento.

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