"Non intendo continuare ad alimentare questo confronto" con il presidente americano Donald Trump, "il nostro lavoro bilaterale con gli Usa deve tornare alla normalità". Così la premier Giorgia Meloni intervistata al 'Giorno della verità’. La premier si è detta comunque “sinceramente colpita” da Trump.
"Il ministro Tajani ha fatto bene ad annullare la sua missione a Washington, ha dato un segnale ma non è necessario andare oltre", ha affermato.
"Sulla politica estera non cambio idea", i rapporti "tra Usa e Italia sono solidi", "non vedo rischi di contraccolpi. I nostri rapporti vanno bene" sia a livello istituzionale che economico, osserva la presidente del Consiglio ribadendo che i ministri saranno il 2 luglio a villa Taverna per la festa dell'indipendenza.
L'audio integrale della telefonata in cui Trump attacca Meloni
I rapporti Italia-Usa "sono due sistemi che hanno una storia di cooperazione talmente antica e solida che non è che si cancella e ridiscute per una discussione sui social media".
"Mi pare che la nostra attività e i nostri rapporti vadano bene anche nelle ultime settimane e mesi a livello istituzionale ed economico".
La premier ha ricordato la visita del ministro Guido Crosetto a Washington e l'export italiano "cresciuto nonostante i dazi americani nell'ultimo periodo, a dimostrazione che i nostri prodotti sono molto ben recepiti".
“Politica estera non è Temptation Island”
Italia e Usa hanno rapporti "che non iniziano e finiscono in base a chi governa in quel momento, dobbiamo riportare i termini della politica estera alla profondità cui devono stare, parliamo di politica estera come fosse Temptation Island ma è più complessa, lo dico per i meme che vedo girare".
"Iran non può avere armi nucleari, garantire libertà navigazione Hormuz”
Sul negoziato fra Usa e Iran "sono abbastanza ottimista, anche se so che "non è semplicissimo. Penso che il nostro non debba essere un ottimismo statico, dobbiamo dare mano sul piano diplomatico e anche dando la disponibilità per una missione". Così Meloni dopo aver sottolineato gli aspetti chiave dell'accordo.
Il primo, ha spiegato, è "il destino del nucleare iraniano: non possiamo consentire che il regime si doti di testate nucleari nel momento in cui ha dimostrato di avere missili a lungo raggio. Noi non ce lo possiamo permettere, i termini dell'accordo su questo devono essere chiari. Nessun paese della regione - ha aggiunto - può e deve sentirsi minacciato, vale per Israele ma anche per i Paesi del Golfo".
La premier ha poi indicato il tema della libertà di navigazione, "una grandissima questione. Abbiamo visto come la chiusura di Hormuz abbia impattato sull'economia. Dobbiamo garantire pieno ripristino navigazione, non solo per lo snodo che Hormuz rappresenta ma anche per il precedente che un controllo sullo Stretto di Hormuz comporta". Per Meloni, "se consentissimo il pagamento di un pedaggio agli iraniani a Hormuz, ci troveremmo in un mondo in cui ogni passaggio può essere considerato come un'arma. È la ragione per cui abbiamo dato la disponibilità, in uno scenario di pace, a una missione per garantire libertà di navigazione: servirebbe l'autorizzazione del Parlamento ma credo che l'Italia dovrebbe fare la sua parte".
"Sul Libano Italia e Francia possono lavorare insieme”
In Libano "l'Italia ha una storia di impegno in prima linea straordinario. Esiste oggi un negoziato parallelo diretto tra Libano e Israele, e anche questo è un quadrante su cui l'Italia può giocare un ruolo di primo piano. È uno dei temi con cui intendo discute con Macron al vertice intergovernativo di giovedì, è una di quelle cose su cui Italia e Francia possono lavorare insieme".
"Nucleare, prima estate spero legge delega"
“Confido che prima della pausa estiva si possa arrivare all'approvazione definitiva della legge delega. Intanto il governo sta già lavorando ai decreti attuativi, non voglio perdere neanche un giorno. Manca un anno o poco più alla fine di questa legislatura, vorrei arrivare alla fine di questa legislatura avendo offerto all'Italia concretamente una cosa che io considero estremamente importante, che è il nucleare".
Ironia Meloni: immagino la ventata di ottimismo portata da Giorgetti…
"Immagino la ventata di ottimismo che abbia portato il ministro Giorgetti...". Lo ha detto con ironia la presidente del Consiglio rispondendo al direttore Maurizio Belpietro che accennava a quanto detto poco prima sullo stesso palco dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
Legge elettorale, Meloni: “Non voglio che Italia torni instabile”
"Oggi siamo visti" in Europa "come un'ancora di stabilità in un'Europa instabile. Io non voglio che l'Italia torni ad essere instabile. Questa legge elettorale dà la possibilità di governare per cinque anni. Dovrebbero essere tutti d'accordo, soprattutto la sinistra", ha aggiunto. "Forse la sinistra punta ad un pareggio... Ma sarebbe drammatico...", aggiunge. "E' una legge che non serve al centrodestra ma all'Italia. Vinca il migliore", osserva.
“Le battute di Renzi efficaci ma noi le tasse le abbassiamo”
"Renzi è sempre efficace nelle battute, poi è difficile sostenere che questo è il governo delle tasse. Quando chiedi a questi signori quali tasse abbiamo aumentato non sanno rispondere, perché noi le tasse le abbiamo diminuite", conclude Meloni, commentando l'epiteto di 'lady tax' con cui la chiama l'ex premier Matteo Renzi. "A meno che - ha aggiunto Meloni - a Renzi non dispiaccia, e non potrei escluderlo, che delle tasse le abbiamo aumentate, ossia quelle su banche e assicurazioni. Questo è un governo che in manovra ha chiesto alle banche di darci una mano per aiutare le persone in difficoltà. E ringrazio le banche. C'è gente che si definisce di sinistra ma quando ha governato di sinistra non è".