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Magi: “Pronti per un’alleanza al centro, non escludiamo intesa anche con Renzi”

Il segretario di +Europa, Riccardo Magi (agf)

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Il segretario di +Europa: “Come centrosinistra abbiamo già perso nel 2022 con i veti ora servono i voti, non possiamo ripetere lo stesso errore”
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ROMA – Riccardo Magi, leader di +Europa, il suo partito creerà una formazione di centro con il progetto di Alessandro Onorato e il Psi di Enzo Maraio?

«Ci stiamo lavorando. Non sarà una nuova sigla ma un’alleanza elettorale di stampo liberale, socialista, civico. E non sarà moderata».

Cosa intende?

«Quando si dice centro si pensa subito alle proposte più moderate. Noi invece vogliamo concentrarci sulle riforme radicali che servono al Paese. Il baricentro è l’Europa, e intorno a quel baricentro vogliamo sviluppare i temi del fisco, dell’accesso al mercato del lavoro, delle libertà economiche e dei diritti civili».

È un’aggregazione alternativa a Italia viva di Matteo Renzi?

«Come centrosinistra abbiamo già perso nel 2022 con i veti. Ora servono i voti. Non possiamo ripetere …

ROMA – Riccardo Magi, leader di +Europa, il suo partito creerà una formazione di centro con il progetto di Alessandro Onorato e il Psi di Enzo Maraio?

«Ci stiamo lavorando. Non sarà una nuova sigla ma un’alleanza elettorale di stampo liberale, socialista, civico. E non sarà moderata».

Cosa intende?

«Quando si dice centro si pensa subito alle proposte più moderate. Noi invece vogliamo concentrarci sulle riforme radicali che servono al Paese. Il baricentro è l’Europa, e intorno a quel baricentro vogliamo sviluppare i temi del fisco, dell’accesso al mercato del lavoro, delle libertà economiche e dei diritti civili».

È un’aggregazione alternativa a Italia viva di Matteo Renzi?

«Come centrosinistra abbiamo già perso nel 2022 con i veti. Ora servono i voti. Non possiamo ripetere lo stesso errore. Credo ci sia la necessità di partire con un’impostazione aperta».

Insisto: vede un progetto comune che coinvolga anche l’ex premier?

«Non lo escluderei. Nessuno verrà tagliato fuori a priori. Noi individueremo i punti programmatici comuni. Poi sarà Renzi a valutare se fare parte o meno della compagine. Non è l’unico interlocutore con cui vogliamo avviare un dialogo: c’è anche Ernesto Maria Ruffini».

Secondo le letture più maliziose, Onorato guarderebbe più a Giuseppe Conte che Elly Schlein per la guida del centrosinistra. È così?

«Non mi risulta».

E per +Europa sarebbe un problema?

«Ad oggi non si pone il tema della leadership. Per quanto ci riguarda naturalmente dovrebbe essere il segretario o il leader del primo partito della coalizione. Decideremo con i compagni di strada se fare le primarie».

Obbligatorie se dovesse passare questa legge elettorale.

«Rispetto alla quale persino la destra sembra avere dei dubbi. Di certo, anche rispetto al centro, qualsiasi scelta dovrà aspettare che venga chiarito il sistema di voto».

Schlein ha detto che il programma si scriverà a settembre. A quel tavolo vede uno o più rappresentanti del centro?

«Non è necessario che sia una testa per ogni forza. Ma nemmeno che sia un unico rappresentante a tutti i costi. Per esempio, Alleanza Verdi e Sinistra di leader ne ha due e non è mai stato un problema».

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