Davanti alla direzione nazionale del suo partito, la segretaria Pd Elly Schlein lega con un filo rosso e un’unica accusa l’azione del governo nella politica estera e in quella interna: “La stabilità che la premier Giorgia Meloni rivendica è diventata immobilismo”. Il risultato? “Solo chi sta chiuso nel palazzo può pensare seriamente che la priorità degli italiani sia cambiare la legge elettorale”. L'intento "svelato", secondo la leader dem, è supplire a una delle riforme promesse e mancate di questa maggioranza: “Il Melonellum è un antipasto del premierato”. Per una ragione evidente, argomenta la segretaria Pd: “Prevede l'obbligo di scrivere il candidato presidente del Consiglio sul programma”. E consegna al vincitore “premio enorme” con “liste completamente bloccate”. Mentre non fa nulla per permettere, finalmente, il voto ai fuorisede.
E allora Schlein promette: “Faremo muro con le altre opposizioni, faremo tutto quello che ci è concesso di fare in base ai regolamenti parlamentari”.…
Davanti alla direzione nazionale del suo partito, la segretaria Pd Elly Schlein lega con un filo rosso e un’unica accusa l’azione del governo nella politica estera e in quella interna: “La stabilità che la premier Giorgia Meloni rivendica è diventata immobilismo”. Il risultato? “Solo chi sta chiuso nel palazzo può pensare seriamente che la priorità degli italiani sia cambiare la legge elettorale”. L'intento "svelato", secondo la leader dem, è supplire a una delle riforme promesse e mancate di questa maggioranza: “Il Melonellum è un antipasto del premierato”. Per una ragione evidente, argomenta la segretaria Pd: “Prevede l'obbligo di scrivere il candidato presidente del Consiglio sul programma”. E consegna al vincitore “premio enorme” con “liste completamente bloccate”. Mentre non fa nulla per permettere, finalmente, il voto ai fuorisede.
E allora Schlein promette: “Faremo muro con le altre opposizioni, faremo tutto quello che ci è concesso di fare in base ai regolamenti parlamentari”. Il plurale della coalizione. Insieme, insiste la leader. Dalle battaglie già avviate al percorso di costruzione del programma annunciato per settembre. Con un auspicio: “Non facciamolo nelle stanze chiuse, facciamolo fuori, tra la gente”.
Con quale formazione, quindi? La segretaria Pd cerca di lasciarsi alle spalle le polemiche sugli assenti - Matteo Renzi e Riccardo Magi - nella foto con Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. “L'alleanza progressista è già una realtà, semmai dobbiamo allargare ancora, non certo restringere”. Anche perché, argomenta, nel formato extra-large, il centrosinistra governa “già bene nei territori, nessuno lo mette in discussione e qualche anno fa non era scontato”. Non si torna indietro, è la rassicurazione. Al massimo, si guadagnano nuovi compagni di strada: “La coalizione ha margine per crescere ancora e aprirsi”. L'obiettivo è “costruire qualcosa di più largo di noi, per generare il nuovo e farlo insieme”. Con la destinazione più ambiziosa: “Vi chiedo la massima mobilitazione, perché dopo vent'anni abbiamo finalmente una opportunità: andare insieme ad un'alleanza progressista alle prossime elezioni, vincere quelle elezioni e cambiare finalmente il Paese”.
Una mobilitazione capillare che, come ogni estate, passerà attraverso le Feste dell’Unità. Dalla più grande, annunciata anche quest’anno a Reggio Emilia dall’1 al 13 settembre. Alle più piccole e remote: “Vorrei che non ci fosse nemmeno una festa dell’Unità, nemmeno nella più sperduta area interna, senza uno di noi - dice la segretaria ai suoi dirigenti - presente per ascoltare”.