Giancarlo Giorgetti frena l’ipotesi di voto anticipato. Le voci si rincorrono già da qualche settimana. Ieri a rilanciare la notizia, anticipata da Repubblica, è stata l’agenzia di stampa Bloomberg. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni starebbe valutando la possibilità di portare l’Italia al voto già ad aprile del prossimo anno, con diversi mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura, prevista entro la fine del 2027.
Alla base del ragionamento ci sarebbero due elementi principali. Da un lato, il timore che il consenso del governo possa diminuire con il passare dei mesi. Dall’altro, la preoccupazione che elezioni troppo vicine alla fine del 2027 lascino al futuro esecutivo poco tempo per approvare la legge di bilancio…
Giancarlo Giorgetti frena l’ipotesi di voto anticipato. Le voci si rincorrono già da qualche settimana. Ieri a rilanciare la notizia, anticipata da Repubblica, è stata l’agenzia di stampa Bloomberg. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni starebbe valutando la possibilità di portare l’Italia al voto già ad aprile del prossimo anno, con diversi mesi di anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura, prevista entro la fine del 2027.
Alla base del ragionamento ci sarebbero due elementi principali. Da un lato, il timore che il consenso del governo possa diminuire con il passare dei mesi. Dall’altro, la preoccupazione che elezioni troppo vicine alla fine del 2027 lascino al futuro esecutivo poco tempo per approvare la legge di bilancio, che deve essere varata entro la fine dell’anno.
Il ministro dell’Economia, tuttavia, mette le cose in chiaro. Autonomia e federalismo, dice Giorgetti, «assolutamente» non sono passati di moda, e «per chiudere positivamente l’iter parlamentare non si può votare ad aprile. Spero che ci sia il tempo necessario per approvarle». E riguardo le anticipazioni delle stampa, aggiunge ironicamente: «Avranno informazioni che noi non abbiamo».
Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, due giorni fa, invece aveva accennato all’ipotesi di voto anticipato parlando della nuova legge elettorale: «Questa riforma serve all’Italia», ha detto. E sulla data del voto, la riforma «permetterebbe una maggioranza solida, quindi anche in autunno. La legge attuale invece costringerebbe ad anticipare in primavera, per evitare di finire a ridosso della finanziaria».