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Tra scoop e true crime, la ricetta di un successo che vale il 10% di share

Chi l'ha visto sul caso Sarah Scazzi

 

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Le radici in Portobello, la stagione di Donatella Raffai, poi la cronaca nera e la comunità di seguaci fissi
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Quel ritornello televisivo diventato luogo comune: tutto è nato da Portobello. Luogo comune un bel niente: una delle rubriche di quel vaso di Pandora di programma si chiamava Dove sei?. Alla ricerca di persone scomparse, o che non davano segno di sé da un bel po’. Da Dove sei? a Chi l’ha visto? il salto di specie è quasi naturale, anni di RaiTre targata Angelo Guglielmi (il racconto popolare nell’empireo televisivo, per una covata di programmi come Telefono giallo, Corrado Augias, che avrebbero cambiato l’orizzonte per sempre). Nomi da leggenda come Lio Beghin a coordinare. 30 aprile 1989, la prima volta di Chi l’ha visto?: c’era Paolo Guzzanti e soprattutto c’era Donatella Raffai, che prese a incarnare di pura grinta, e affabilità in dose impalpabile, il programma tutto intero.

Quel ritornello televisivo diventato luogo comune: tutto è nato da Portobello. Luogo comune un bel niente: una delle rubriche di quel vaso di Pandora di programma si chiamava Dove sei?. Alla ricerca di persone scomparse, o che non davano segno di sé da un bel po’. Da Dove sei? a Chi l’ha visto? il salto di specie è quasi naturale, anni di RaiTre targata Angelo Guglielmi (il racconto popolare nell’empireo televisivo, per una covata di programmi come Telefono giallo, Corrado Augias, che avrebbero cambiato l’orizzonte per sempre). Nomi da leggenda come Lio Beghin a coordinare. 30 aprile 1989, la prima volta di Chi l’ha visto?: c’era Paolo Guzzanti e soprattutto c’era Donatella Raffai, che prese a incarnare di pura grinta, e affabilità in dose impalpabile, il programma tutto intero.

Gli scomparsi, quelli che sparivano, volontariamente o no: i comici si esercitarono per mesi a spremere le gag sulla nuova polizia televisiva. E uno come Antonio Ricci dipingeva per sempre il carattere Raffai («Gronda umanità da ogni artiglio»).

Una storia lunga così, ma divisa in due tronconi assai precisi. Nel senso che a Raffai, che andò e ritornò, con Luigi Di Majo, seguirono altre conduzioni – Giovanna Milella, Alessandra Graziottin, Marcella De Palma, Daniela Poggi – per periodi medio-brevi. E un giorno lei, Federica Sciarelli. Qui inizia la seconda parte della storia, settembre 2004: con l’annuncio di ieri si chiude a 22 anni di conduzione, un’enormità e mai nessuno che abbia trovato da ridire.

La mutazione quasi antropologica del programma col passare delle edizioni è quella che ha creato la comunità, assai ampia, dei seguaci fissi del mercoledì sera. Gli scomparsi, sì, ma solo quando è una cosa seria (per due delusi che volevano solo quelli e se ne andavano, ne arrivavano dieci per il nuovo corso). E quindi via con la sempre più nascente e ribollente voglia di true crime degli italiani – con innumerevoli tentativi di imitazione ovunque, fino al bailamme dei nostri giorni.

Successero cose clamorose, confessarono in diretta assassini (il caso Carretta), sempre in diretta la polizia fece irruzione – e non se n’è mai andata quella sensazione che molte svolte decisive nei casi di cronaca più palpitanti capitassero sempre di mercoledì: così si poteva ricapitolare e fare il punto la sera in tv.

Intanto, la comunità si consolidava, in quell’eterno 10% fisso di share del mercoledì sera, qualunque cosa ci fosse in onda altrove. Compreso Sanremo – Sciarelli ha sempre preteso di andare in onda – compreso qualunque grande evento, compresa la nazionale di calcio in finale ai Mondiali (no, questo è un esempio sbagliato). Un 10 che poteva arrivare a 15 nelle puntate più hot, ma soprattutto quel senso di comunità senza se, ma e altre congiunzioni.

A luglio si andava in pausa e Sciarelli si raccomandava: restiamo aperti. Nel senso che via web l’agenzia di combattimento non si è mai fermata, nemmeno a Ferragosto, pronta a segnalazioni da casa e aggiornamenti. Il sito di Chi l’ha visto apre con le sezioni specifiche. Queste: “Scomparsi”, “Bambini”, “Misteri”, “Dove sei?” (rieccolo), “Li riconoscete?”, “Corpi senza nome”, “Auto pirata”. Di fianco, l’elenco dei modi per mettersi in contatto. C’è anche il fax.

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