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Meloni e Macron, polemiche, sgarbi e baci. Le relazioni pericolose fino al bilaterale di Antibes

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Quattro anni di tensioni tra i due leader. Oggi il primo vertice intergovernativo tra Roma e Parigi dal 2020
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Con il vertice Italia-Francia di oggi ad Antibes ripartono i bilaterali tra Roma e Parigi. Una tradizione che risale al 1982 con Spadolini-Mitterrand. Una serie di 35 incontri, interrotta durante il governo Meloni, in carica dall’ottobre 2022. Anche se bisogna aggiungere la pausa del Conte 1, visto che dal 2017 al 2020 non ce ne sono stati altri. Di fatto, l’ultimo bilaterale si è svolto a Napoli nel 2020. Poi dopo il Trattato del Quirinale del 2021 firmato da Macron e Mattarella nessun altro summit intergovernativo.

Tra le cause dello stallo, le relazioni pericolose tra Meloni e Macron, un’altalena di polemiche e riavvicinamenti, di sgarbi e baci riparatori, che ha preso il via subito dopo l’avvento della leader di destra a Palazzo Chigi. A incendiare le polveri, ci pensò subito la ministra francese Laurence Boone che disse: “Vogliamo lavorare con Roma ma vigileremo su rispetto dei diritti e delle libertà”. Replica immediata di Meloni: “No alle ingerenze dall’estero”. Seguirono le fo…

Con il vertice Italia-Francia di oggi ad Antibes ripartono i bilaterali tra Roma e Parigi. Una tradizione che risale al 1982 con Spadolini-Mitterrand. Una serie di 35 incontri, interrotta durante il governo Meloni, in carica dall’ottobre 2022. Anche se bisogna aggiungere la pausa del Conte 1, visto che dal 2017 al 2020 non ce ne sono stati altri. Di fatto, l’ultimo bilaterale si è svolto a Napoli nel 2020. Poi dopo il Trattato del Quirinale del 2021 firmato da Macron e Mattarella nessun altro summit intergovernativo.

Tra le cause dello stallo, le relazioni pericolose tra Meloni e Macron, un’altalena di polemiche e riavvicinamenti, di sgarbi e baci riparatori, che ha preso il via subito dopo l’avvento della leader di destra a Palazzo Chigi. A incendiare le polveri, ci pensò subito la ministra francese Laurence Boone che disse: “Vogliamo lavorare con Roma ma vigileremo su rispetto dei diritti e delle libertà”. Replica immediata di Meloni: “No alle ingerenze dall’estero”. Seguirono le foto notturne da una terrazza romana dell’incontro informale tra la premier e Macron e il clima sembrò un minimo rasserenarsi.

Tra febbraio e maggio 2023 la situazione precipita di nuovo. Prima il mancato invito di Macron a una cena parigina con Scholz e Zelensky a margine di un Consiglio europeo, poi la dura polemica sulla gestione dei migranti. Con la premier attaccata dalla macroniana Séjourné per una politica “ingiusta, disumana e inefficace”. Tensione che cala a giugno al bilaterale all’Eliseo, anche grazie al lavoro preparatorio del presidente italiano Mattarella.

Passa un anno esatto, e nel giugno 2024 e il nuovo scontro è sull’aborto, assente nel documento finale del G7 in Puglia. Macron sottolineò la diversa sensibilità di Roma e Parigi e le fotografie ufficiali del vertice restano a testimoniare la distanza tra i due leader. L’anno successivo cambia l’oggetto del contendere: la guerra in Ucraina. Alla premier italiana non piacque infatti il volo solitario – che definì “irrituale” – da Trump a Washington. Prodromi dell’esclusione italiana a maggio 2025 dalla riunione di Tirana dei Volenterosi per Kiev. I due comunque si riavvicinano un mese dopo al bilaterale a Roma e poi nel G7 in Canada. Da registrare anche l’escalation diplomatica causata dall’”attaccati al tram” usato dal vicepremier Salvini per criticare l’invio di soldati sul fronte russo-ucraino.

A febbraio scorso, picco di tensione innescato dall’uccisione da parte di studenti di estrema sinistra di un’attivista nazionalista a Lione, Quentin Deranque. Duro il botta e risposta. “Una ferita per l’intera Europa”, commenta Meloni. “Che ognuno resti a casa sua e le pecore siano ben custodite”, la replica sarcastica dell’inquilino dell’Eliseo. “Non è un’intrusione”, la controreplica con postilla al veleno: “La Francia ha dato asilo politico a fior fiore di brigatisti rossi per qualche decennio”. Negli stessi giorni viene reso pubblico il rinvio del bilaterale di Tolosa di aprile a dopo il G7 di Evian.

Parigi, Meloni arriva al vertice dei Volenterosi: l'abbraccio con Macron

Ma a ricompattare i due ci pensail comune ‘nemico’ Donald Trump che ha bombardato l’Iran senza avvertire gli alleati. È il momento della “diplomazia fotografica”, segnato da un bacio caloroso all’arrivo all’Eliseo e dall’istantanea di gruppo con Merz e Starmer per segnalare la compattezza dell’Europa. Seguono effusioni con la coppia dell’Eliseo anche all’ultimo G7 di Evian e clima cordiale all’E5 di Berlino di ieri. Ultima tappa prima del bilaterale in Costa Azzurra.

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