ANTIBES – Francia e Italia provano a costruire il dopo Unifil. Nel loro primo vertice intergovernativo in Costa Azzurra, Emmanuel Macron e Giorgia Meloni lanciano una nuova iniziativa comune sul Libano, in vista della fine del mandato della missione Onu alla fine dell’anno. «Già ad agosto, senza decisioni, comincerà la smobilitazione» allerta Macron. «Aprire un vuoto sarebbe pericoloso», aggiunge Meloni. I due paesi europei più esposti nel dossier libanese provano così a immaginare una nuova presenza internazionale a sostegno dell’esercito di Beirut.
«Dobbiamo darci nuove prospettive e cominciare a collaborare con le autorità libanesi per costruire una soluzione che appoggi le forze di sicurezza libanesi», spiega Macron durante la conferenza stampa con Meloni ad Antibes. L’obiettivo è lavorare a una forza multinazionale diversa da quella che esiste dal 1978, con un mandato «il più chiaro possibile per garantire la continuità di una presenza internazionale». Roma e Parigi, secondo la p…
ANTIBES – Francia e Italia provano a costruire il dopo Unifil. Nel loro primo vertice intergovernativo in Costa Azzurra, Emmanuel Macron e Giorgia Meloni lanciano una nuova iniziativa comune sul Libano, in vista della fine del mandato della missione Onu alla fine dell’anno. «Già ad agosto, senza decisioni, comincerà la smobilitazione» allerta Macron. «Aprire un vuoto sarebbe pericoloso», aggiunge Meloni. I due paesi europei più esposti nel dossier libanese provano così a immaginare una nuova presenza internazionale a sostegno dell’esercito di Beirut.
«Dobbiamo darci nuove prospettive e cominciare a collaborare con le autorità libanesi per costruire una soluzione che appoggi le forze di sicurezza libanesi», spiega Macron durante la conferenza stampa con Meloni ad Antibes. L’obiettivo è lavorare a una forza multinazionale diversa da quella che esiste dal 1978, con un mandato «il più chiaro possibile per garantire la continuità di una presenza internazionale». Roma e Parigi, secondo la premier, «possono guidare una coalizione internazionale in questo senso», facendo leva sull’esperienza accumulata negli ultimi anni. «Non partiamo da zero», sottolinea la presidente del Consiglio, che anticipa l’idea di tenere «presto» una «conferenza» sul dossier.
In una regione dove le crisi si intrecciano dalla frontiera sud del Libano allo stretto di Hormuz, Francia e Italia provano di nuovo ad avanzare insieme anche sul piano operativo. L’altra convergenza emersa dal vertice di ieri riguarda l’Ucraina. «Questo vertice rafforza innanzitutto la nostra cooperazione in materia di difesa», sottolinea Macron. Parigi e Roma rivendicano i successi industriali comuni, a cominciare dai missili Aster e dal sistema Samp/T di nuova generazione, cruciali per la difesa antiaerea di Kiev e uno dei simboli della cooperazione militare franco-italiana.
A pochi giorni dal vertice Nato ad Ankara, i due leader annunciano poi la creazione di un comitato bilaterale per la strategia industriale della difesa e una tabella di marcia sulle capacità militari. Per Macron, questi strumenti dovranno rafforzare la cooperazione «a sostegno della base industriale e tecnologica della difesa europea». Il contesto geopolitico, aggiunge il presidente francese, rende sempre più urgente il rafforzamento dell’indipendenza energetica europea. Parigi guarda con favore al dibattito italiano sul ritorno al nucleare e punta a costruire con Roma una partnership industriale nel settore degli Smr, i piccoli reattori modulari. L’obiettivo è sviluppare una filiera comune lungo l’intera catena di valore, dalla ricerca alla produzione.
Altro capitolo strategico è la «space economy», come la definisce Meloni ricordando che Italia e Francia sono le uniche nazioni europee a disporre di un accesso autonomo allo spazio grazie ai lanciatori Vega C e Ariane 6. «Abbiamo ribadito il nostro sostegno al progetto Bromo, promosso da Thales Alenia Space, Airbus e Leonardo — spiega Macron — che consentirà la nascita di un leader europeo nel settore spaziale, nonché al progetto Iris, che costituirà la spina dorsale della connettività satellitare europea».
Tra gli altri accordi, dalla moda alla cultura — in totale ne sono stati firmati sette — Macron e Meloni confermano infine la volontà di accelerare sui grandi collegamenti transfrontalieri. Vengono indicati come dossier prioritari la seconda canna del Fréjus, il tunnel del Tenda, la riapertura del Moncenisio e della linea Cuneo-Breil-Ventimiglia. È stato inoltre ribadito l’impegno comune sui collegamenti ferroviari strategici, dalla Torino-Lione alla direttrice Marsiglia-Genova, che potrà beneficiare dei finanziamenti europei.