✕

Mollicone: “Dialogo con il generale solo se smette di votarci contro”

(ansa)

Ascolta l'audio

Il presidente FdI della commissione Cultura della Camera: “Il capo di Fn deve fare chiarezza. Finora non ha mai preso le distanze da Putin sull’Ucraina”
2 minuti di lettura

Per Federico Mollicone, presidente meloniano della commissione Cultura alla Camera, con Roberto Vannacci «può esserci una comunanza di vedute su alcuni temi, visto che copia-incolla i nostri programmi». Purché sia chiara la gerarchia: «La vera destra nazionale siamo noi, loro scimmiottano le nostre posizioni, talvolta con accenti folkloristici».

Se Futuro nazionale confermerà il trend di crescita nei sondaggi, sarà inevitabile includerlo nella coalizione?

«I vannacciani, al momento, votano contro il governo Meloni e vogliono mandarlo a casa esattamente come Schlein, Conte e Soumahoro».

Per Federico Mollicone, presidente meloniano della commissione Cultura alla Camera, con Roberto Vannacci «può esserci una comunanza di vedute su alcuni temi, visto che copia-incolla i nostri programmi». Purché sia chiara la gerarchia: «La vera destra nazionale siamo noi, loro scimmiottano le nostre posizioni, talvolta con accenti folkloristici».

Se Futuro nazionale confermerà il trend di crescita nei sondaggi, sarà inevitabile includerlo nella coalizione?

«I vannacciani, al momento, votano contro il governo Meloni e vogliono mandarlo a casa esattamente come Schlein, Conte e Soumahoro».

Così sembra che la scelta sia solo sua. Per voi è idoneo come alleato?

«Prima di qualsiasi ragionamento di questo tipo, Vannacci deve fare chiarezza su un punto fondamentale: non ha mai detto niente in dissonanza con Vladimir Putin. La nostra posizione in difesa dell’Ucraina, come maggioranza, non è mai stata ambigua. Non vogliamo interferenze esterne».

Temete che possa avere dei contatti con la Russia?

«So solo che durante le campagne elettorali in Moldova, in Romania, in Georgia è capitato che spuntassero leader improvvisati, investiti di una repentina popolarità sui social».

L’ex generale ha detto è “aperto”, aspetta che la premier lo chiami.

«Smetta di attaccare il governo, intanto. In ogni caso penso che il presidente del Consiglio abbia cose più urgenti a cui pensare».

FdI può trovare battaglie condivise con Futuro nazionale?

«Il mio partito ha una storia politica decennale, governa insieme agli alleati l’Italia da quattro anni e ha un programma elettorale chiaro. Quando vedremo i posizionamenti definitivi di Futuro Nazionale valuteremo gli eventuali punti in comune».

La remigrazione, per esempio, vi convince?

«E cosa vuol dire? Facciamo già le espulsioni. Non abbiamo bisogno di farci insegnare niente. Specialmente in materia di immigrazione. Abbiamo introdotto in Ue il modello dell’accoglienza nei Paesi terzi».

C’è un problema di incompatibilità con Forza Italia? Più di un azzurro chiude: “I valori di Vannacci non sono i nostri”.

«Ognuno ha i suoi principi irrinunciabili ma fare politica vuol dire anche venirsi incontro e dialogare. Detto questo, non voglio certo esprimere il posizionamento di un partito che non è il mio».

Repubblica ha svelato che tra i dirigenti di FdI girano alcuni sondaggi che danno Fn a doppia cifra entro l’estate. Quanto siete in allarme?

«Non eravamo preoccupati dei risultati degli altri quando eravamo un partito al 3% e l’unico all’opposizione. Figuriamoci oggi che continuiamo a essere il primo partito in Italia».

Ci sono contatti in Parlamento tra voi e i vannacciani?

«Come con tutte le forze politiche rappresentate in emiciclo, soprattutto sulle questioni prioritarie».

Salvini domenica è stato netto: “Non mi faccio fregare ancora”. Vede una ricucitura possibile?

«Anche qui, non spetta certo a FdI parlare di ricucitura tra Vannacci e Lega».

Lei conosce bene Gianni Alemanno, no?

«Da quando eravamo bambini, abbiamo una storia di militanza comune».

E cosa pensa della sua scelta di aderire a Futuro nazionale?

«È un errore tattico e strategico. Dettato probabilmente da un revanscismo alimentato da delusioni personali. Purtroppo, ha anche lui troppe ambiguità sulla Russia: ricordo che da ragazzo lui scriveva “né Usa né Urss, ma Europa nazionale”. Ecco, noi siamo rimasti dalla parte di quell’Europa nazionale».

Leggi i commenti