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Oppio e Quirinale, quel tabù che esiste solo sul vecchio Colle di Meloni

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Quando la presidente del Consiglio dice che non c'è mai stato un capo dello Stato di destra è solo apparentemente un errore. Lei intende un erede del postfascismo
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Pochi giorni prima delle Politiche poi vinte, intervistata da Gennaro Sangiuliano allora direttore del Tg2, Giorgia Meloni disse: “Se la destra andrà al governo, finalmente tante persone in questo Paese potranno rialzare la testa”. Sangiuliano non ritenne di fare una seconda domanda, e del resto non poteva esserci una seconda domanda in mancanza della prima, altrimenti avrebbe potuto chiedere: perché, cara Meloni, dice che la destra può andare per la prima volta al governo? E allora Fini? E tutti i ministri di Alleanza Nazionale? E lei stessa, ministro della Gioventù nell’ultimo governo Berlusconi? Ma ovviamente, quando Meloni inseguiva la commozione per annunciare l’imminente arrivo della destra al governo, non era al centrodestra che si riferiva. Era ai missini. Ai postfascisti che conquistavano Palazzo Chigi. A molti missini nulla appariva più deprecabile del prefisso post.

Quell’intervista a Sangiuliano va tenuta presente per capire come mai Meloni oggi dica che è ora di rompere i…

Pochi giorni prima delle Politiche poi vinte, intervistata da Gennaro Sangiuliano allora direttore del Tg2, Giorgia Meloni disse: “Se la destra andrà al governo, finalmente tante persone in questo Paese potranno rialzare la testa”. Sangiuliano non ritenne di fare una seconda domanda, e del resto non poteva esserci una seconda domanda in mancanza della prima, altrimenti avrebbe potuto chiedere: perché, cara Meloni, dice che la destra può andare per la prima volta al governo? E allora Fini? E tutti i ministri di Alleanza Nazionale? E lei stessa, ministro della Gioventù nell’ultimo governo Berlusconi? Ma ovviamente, quando Meloni inseguiva la commozione per annunciare l’imminente arrivo della destra al governo, non era al centrodestra che si riferiva. Era ai missini. Ai postfascisti che conquistavano Palazzo Chigi. A molti missini nulla appariva più deprecabile del prefisso post.

Quell’intervista a Sangiuliano va tenuta presente per capire come mai Meloni oggi dica che è ora di rompere il tabù e mandare al Quirinale per la prima volta qualcuno di destra. Einaudi era di sinistra? Segni un tupamaros? Scalfaro un socialdemocratico? Inutile stare a questionare sull’evidente distorsione cognitiva di Meloni. Basti essere consapevoli che, anche stavolta, quando lei auspica il debutto di un presidente di destra al Quirinale è sempre all'album di famiglia che pensa: agli eredi di quelli che la Costituzione non la scrissero perché erano appena usciti da Salò, a quelli che l'approdo alla presidenza della Repubblica lo considererebbero un trasloco da Colle a Colle, dall'Oppio al Quirinale.

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