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Autonomia: nuovo stop. Opposizioni chiedono audizioni di Schillaci e Musumeci

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Lettera aperta al presidente La Russa contro le pre-intese tra lo Stato e Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria
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Un nuovo stop alle pre-intese sull’autonomia differenziata per verificare "la sostenibilità finanziaria delle funzioni” che saranno trasferite alle Regioni, nonché la funzione di indirizzo, coordinamento e verifica da parte dello Stato. Il braccio di ferro tra maggioranza e opposizione, andato avanti per settimane, ha portato alla convocazione per il prossimo lunedì 13 luglio dei ministri della Salute, Orazio Schillaci,e della Protezione civile, Nello Musumeci,in commissione Affari Costituzionali al Senato. A chiedere il confronto con i titolari dei dicasteri sono stati i capigruppo delle opposizioni, insorti sia in aula che in una lettera aperta indirizzata al numero uno di Palazzo Madama, Ignazio La Russa, contro le pre-intese sull'autonomia differenziata, tra lo Stato e Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria.

Secondo le opposizioni, infatti, quelle prime intese non terrebbero conto dei dossier bilancio di Camera e Senato. Un punto sul quale alla fine si è espressa la conferenza dei …

Un nuovo stop alle pre-intese sull’autonomia differenziata per verificare "la sostenibilità finanziaria delle funzioni” che saranno trasferite alle Regioni, nonché la funzione di indirizzo, coordinamento e verifica da parte dello Stato. Il braccio di ferro tra maggioranza e opposizione, andato avanti per settimane, ha portato alla convocazione per il prossimo lunedì 13 luglio dei ministri della Salute, Orazio Schillaci,e della Protezione civile, Nello Musumeci,in commissione Affari Costituzionali al Senato. A chiedere il confronto con i titolari dei dicasteri sono stati i capigruppo delle opposizioni, insorti sia in aula che in una lettera aperta indirizzata al numero uno di Palazzo Madama, Ignazio La Russa, contro le pre-intese sull'autonomia differenziata, tra lo Stato e Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria.

Secondo le opposizioni, infatti, quelle prime intese non terrebbero conto dei dossier bilancio di Camera e Senato. Un punto sul quale alla fine si è espressa la conferenza dei capigruppo a Palazzo Madama, accogliendo all'unanimità la richiesta di audizione per Schillaci e Musumeci. Per il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia, “troviamo la democrazia sotto pressione, perché c'è un'evidente forzatura della destra sulle regole. E sul pluralismo le regole sono state calpestate. Abbiamo dovuto ricorrere a un ostruzionismo duro in commissione e anche gli interventi in aula per ottenere una cosa che per noi è sacrosanta, cioè le audizioni di due ministri che per due mesi abbiamo dovuto inseguire, perché scappavano. La conferenza dei presidenti all'unanimità ha chiesto ai ministri di essere conseguenti e quindi di rispondere alle domande delle opposizioni. Ci riferiamo alle pre-intese da noi contestate e che sono state oggettivamente smontate dai dossier bilancio di Camera e Senato”.

Concetto messo nero su bianco anche nella lettera aperta che Boccia insieme a Luca Pirondini, capogruppo del Movimento 5 stelle, Peppe De Cristofaro di Avs e Raffaella Paita di Italia viva-Casa riformista, hanno scritto al presidente di palazzo Madama. Un confronto che le opposizioni definiscono necessario perché il percorso verso l’autonomia differenziata è “un procedimento destinato a incidere sull'assetto costituzionale dei rapporti tra Stato e Regioni e, conseguentemente, sull'esercizio uniforme dei diritti fondamentali. Proprio per tale ragione, riteniamo che il Parlamento debba poter svolgere la propria funzione sulla base di un'istruttoria piena, trasparente e completa”. anche alla luce, prosegue la lettera, della sentenza della Corte costituzionale “che ha profondamente ridefinito il quadro di riferimento dell'autonomia differenziata, affermando principi vincolanti per ii legislatore e per il governo. La Corte ha chiarito che il trasferimento di competenze deve riguardare specifiche funzioni adeguatamente motivate e fondate su un'istruttoria approfondita; che le funzioni incidenti sui diritti civili e sociali presuppongono la preventiva determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni e delle relative risorse; e che il ruolo costituzionale del Parlamento non può essere compresso nel procedimento di approvazione delle intese”, continuano Boccia, Pirondini, De Cristofaro e Paita, spiegando come “proprio alla luce di tali principi, desta particolare preoccupazione il fatto che i dossier predisposti dal servizio studi e dal servizio del Bilancio di Camera e Senato, organismi tecnici e imparziali del Parlamento, abbiano evidenziato una serie di profili che, allo stato, risultano ancora privi dei necessari chiarimenti”.

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