ROMA – «C’è stata una bella risposta, non era scontato. È importante venire ad ascoltare punti di vista diversi, confrontarsi». Al termine dell’intervento di Elly Schlein, il presidente di Federmanager Valter Quercioli, lontano dai microfoni, fa un bilancio con lo staff della segretaria Pd. La leader, a qualche passo di distanza, stringe mani e annuisce attenta agli interlocutori, tutti quadri delle aziende.
È la sfida (pre-elettorale) a colpi di proposte economiche. Nel pomeriggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlerà al congresso della Uil, all’ora di pranzo la segretaria dem la anticipa al forum dei manager. Dove riceve una buona accoglienza.
La platea dell’Auditorium Antonianum di Roma la applaude spontaneamente per sei volte mentre parla del piano del suo partito per la crescita. Piace il passaggio sulla necessità di superare «l’unanimità in Europa» se si vuole davvero fare un «salto nell’integrazione». Convince l'insistenza sugli investimenti comuni necessari per un…
ROMA – «C’è stata una bella risposta, non era scontato. È importante venire ad ascoltare punti di vista diversi, confrontarsi». Al termine dell’intervento di Elly Schlein, il presidente di Federmanager Valter Quercioli, lontano dai microfoni, fa un bilancio con lo staff della segretaria Pd. La leader, a qualche passo di distanza, stringe mani e annuisce attenta agli interlocutori, tutti quadri delle aziende.
È la sfida (pre-elettorale) a colpi di proposte economiche. Nel pomeriggio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlerà al congresso della Uil, all’ora di pranzo la segretaria dem la anticipa al forum dei manager. Dove riceve una buona accoglienza.
La platea dell’Auditorium Antonianum di Roma la applaude spontaneamente per sei volte mentre parla del piano del suo partito per la crescita. Piace il passaggio sulla necessità di superare «l’unanimità in Europa» se si vuole davvero fare un «salto nell’integrazione». Convince l'insistenza sugli investimenti comuni necessari per un grande «piano industriale e sociale europeo»: «Oggi ce n'è più bisogno di quando sono stati stanziati in mezzo alla pandemia, perché l'Europa è circondata da aggressività commerciale e militare». E ancora di più la riflessione sulle lungaggini burocratiche che dilatano i tempi per la realizzazione delle rinnovabili: «Bisogna ammettere che è un fallimento di governance».
Qua e là piccole critiche al governo, ma senza gli attacchi frontali che non funzionerebbero con una platea interessata al pragmatismo. Al quale viene improntato il discorso della leader dem: «Noi non abbiamo l’obiettivo di cambiare per forza tutto quello che è stato fatto prima, terremo quello che funziona». Cita come esempio “Credito 2.0” per la digitalizzazione e modernizzazione dei servizi finanziari. Martella sulla «questione salariale», un problema per gli imprenditori oltre che per i lavoratori: «Incide sui consumi e quindi incide sulla crescita. La qualità del lavoro, il rafforzamento della contrattazione collettiva, la riduzione della precarietà, come hanno fatto in Spagna, sono tutte strade che vogliamo perseguire con le nostre proposte concrete» (in platea annuisce con convinzione l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano). I manager si mostrano d'accordo anche quando Schlein parla della fuga dei cervelli: «Dobbiamo essere competitivi per tenere qui i nostri giovani». E poi ancora dell’«ossessione per gli asili nido»: «Non possiamo continuare a essere agli ultimi posti in Europa per occupazione femminile».
L’ultimo applauso si prolunga. La leader si ferma a parlare con i dirigenti che la avvicinano, rilascia alle tv un’ultima dichiarazione sui temi del forum. A chi le chiede altro non risponde: «Oggi parlo di crescita».