Dare ancora l’idea che la Lega non stia vivendo il suo periodo più buio. «Non ho nessuna proposta di niente». Con queste sei parole, testuali, Matteo Salvini liquida la proposta di modifica dello statuto redatta dai governatori del Nord insieme a Giancarlo Giorgetti e pubblicata da Repubblica. Se ne doveva discutere nel consiglio federale di giugno ma il segretario l’ha bloccata sul nascere, come raccontano tanti leghisti, anche se adesso il vicepremier dice di non averla mai ricevuta.
Eppure la bozza c’è e il malumore anche. Il sottosegretario Claudio Durigon, plenipotenziario di Salvini al Sud e suo fedelissimo, in realtà non esclude che possa essere utile in questa fase «dare la possibilità oggettiva ai territori di avere più forza». Questo, secondo lui, deve valere però non solo per il Nord ma anche per il Centro o per il Sud. La proposta di modifica del nuovo statuto, a cui secondo alcuni avrebbe lavorato anche Durigon anche se lui smentisce categoricamente, chiede in effetti di …
Dare ancora l’idea che la Lega non stia vivendo il suo periodo più buio. «Non ho nessuna proposta di niente». Con queste sei parole, testuali, Matteo Salvini liquida la proposta di modifica dello statuto redatta dai governatori del Nord insieme a Giancarlo Giorgetti e pubblicata da Repubblica. Se ne doveva discutere nel consiglio federale di giugno ma il segretario l’ha bloccata sul nascere, come raccontano tanti leghisti, anche se adesso il vicepremier dice di non averla mai ricevuta.
Eppure la bozza c’è e il malumore anche. Il sottosegretario Claudio Durigon, plenipotenziario di Salvini al Sud e suo fedelissimo, in realtà non esclude che possa essere utile in questa fase «dare la possibilità oggettiva ai territori di avere più forza». Questo, secondo lui, deve valere però non solo per il Nord ma anche per il Centro o per il Sud. La proposta di modifica del nuovo statuto, a cui secondo alcuni avrebbe lavorato anche Durigon anche se lui smentisce categoricamente, chiede in effetti di istituire una Lega della macroregione del Nord che andrebbe ad affiancare la Lega nazionale. Ma, in coda, dà anche al consiglio federale la possibilità di prevedere in altre realtà geografiche ulteriori organi associativi macroregionali.
Il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, tra coloro che invocano un cambio della natura del partito, sostiene che «i malumori» siano «esasperati dai media» ma non nega che una discussione all’interno del Carroccio ci sia anche se non la definirebbe «scontro». La Lega, argomenta ospite a Start su SkyTg24 , «è un partito in cui si discute e si fanno i congressi. Ha ragione Salvini quando dice “ho vinto il congresso, nessuno si è candidato contro”. Questo non fa una piega e non lo mette in discussione nessuno. Non significa però che all’interno, come accaduto sullo spostarsi troppo a destra e sull’imbarcare Vannacci, non ci siano discussioni sui territori del Nord».
E infatti Salvini, per provare a mettere un freno a queste discussioni, ha rinviato il raduno previsto per questo weekend a Treviso e ha invece organizzato un tavolo di coordinamento con i territori. Ieri la riunione da remoto con gli amministratori tra cui Massimiliano Fedriga, Luca Zaia, Maurizio Fugatti e Attilio Fontana. Tra i temi anche immigrazione e cittadinanza. All’incontro ha partecipato anche il sottosegretario leghista agli Interni Nicola Molteni per «parlare - ha riferito Salvini - anche di allontanamento dei minori non accompagnati che commettono reati e revoca del permesso di soggiorno della cittadinanza agli stranieri che commettono reati». Non è un caso dunque se la Lega ha chiesto e ottenuto la calendarizzare in commissione della sua proposta di legge per la revoca della cittadinanza in caso di reati gravi. Un modo per recuperare terreno rincorrendo Vannacci che della remigrazione ha fatto la sua bandiera da sventolare contro gli ex amici accusati di non fare abbastanza.