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Vigilanza Rai, si dimettono Floridia e i consiglieri di opposizione. Lascia anche la maggioranza

La presidente della Vigilanza Rai Barbara Floridia (ansa)

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Come anticipato da Repubblica la presidente e gli altri membri di Pd, 5Stelle, Avs e Iv lasciano la commissione
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Dimissioni in blocco. Tutti e 16 i parlamentari delle opposizioni che siedono in Vigilanza hanno deciso di rimettere il mandato e lasciare la commissione di controllo sulla Rai.

Una protesta clamorosa, anticipata da Repubblica, messa in atto per denunciare le manovre della maggioranza che da quasi due anni diserta i lavori della bicamerale, impedendone il funzionamento. Obiettivo: costringere la minoranza a ratificare la nomina della consigliera di rito forzista, Simona Agnes, alla presidenza della Rai, dal momento che il solo centrodestra non ha i numeri sufficienti per raggiungere il quorum dei due terzi previsto dalla legge.

Una situazione che, per modalità e dimensioni, non ha precedenti. A fare un passo indietro sono infatti la presidente della vigilanza, Barbara Flo…

Dimissioni in blocco. Tutti e 16 i parlamentari delle opposizioni che siedono in Vigilanza hanno deciso di rimettere il mandato e lasciare la commissione di controllo sulla Rai.

Una protesta clamorosa, anticipata da Repubblica, messa in atto per denunciare le manovre della maggioranza che da quasi due anni diserta i lavori della bicamerale, impedendone il funzionamento. Obiettivo: costringere la minoranza a ratificare la nomina della consigliera di rito forzista, Simona Agnes, alla presidenza della Rai, dal momento che il solo centrodestra non ha i numeri sufficienti per raggiungere il quorum dei due terzi previsto dalla legge.

Una situazione che, per modalità e dimensioni, non ha precedenti. A fare un passo indietro sono infatti la presidente della vigilanza, Barbara Floridia del M5S, la vice Maria Elena Boschi di IV, e il resto dei componenti di Pd e Avs.

"È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile – scrive la stessa Floridia sui suoi social – . Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte dinanzi all'arroganza e all'uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni e delle Commissioni parlamentari. Sento vivo dentro di me l'onore e la disciplina che si devono al ruolo che rappresento, per queste ragioni non posso restare a guardare impotente”.

"È un atto politico necessario, conseguenza della paralisi che da mesi impedisce alla Commissione di svolgere il proprio ruolo di garanzia, a causa delle divisioni interne alla maggioranza e di una gestione che ne ha di fatto svuotato le funzioni. Una scelta maturata dopo i ripetuti appelli, rimasti inascoltati, ai Presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e nonostante il richiamo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al pieno funzionamento degli organi di garanzia del Parlamento”. Così Stefano Graziano (Pd), Dario Carotenuto (M5s), Angelo Bonelli e Giuseppe De Cristofaro (Avs), Maria Elena Boschi (Iv), capigruppo di opposizione nella Commissione parlamentare.

“Le anticipazioni dei nuovi palinsesti – continuano – confermano il progressivo declino del servizio pubblico: calano ascolti e credibilità, si riducono il pluralismo e il merito, aumentano i costosi contratti esterni e viene disatteso il Media Freedom Act. Riteniamo che la Commissione non sia più nelle condizioni di esercitare la propria funzione istituzionale di vigilanza. Restare al suo interno significherebbe abdicare alla funzione di controllo democratico e avallare un uso sempre più partitico del servizio pubblico. Le nostre dimissioni chiedono di restituire ai cittadini una Rai libera, autonoma e realmente pluralista”.

A stretto giro arriva anche la risposta dei membri della maggioranza, che lasciano a loro volta: "Anche noi – affermano in una nota -, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla Commissione di vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra. Questa ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza a 2/3 per eleggere il presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare". E aggiungono: "Per quanto ci riguarda siamo disponibili a dare vita a una nuova Commissione con un nuovo presidente, a dare in tempi rapidi un presidente alla Rai".

Pd: “Mortificato parlamento, azienda umiliata

Sulla vicenda il Pd, attraverso Chiara Braga e Francesco Boccia, capigruppo Pd alla Camera dei deputati e al Senato, e Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al parlamento europeo, commenta: "Hanno mortificato il parlamento bloccando per mesi e mesi una commissione di Vigilanza non trovando un nome di garanzia per la presidenza; hanno umiliato la più grande azienda culturale del paese facendo della fedeltà al governo il pilastro della governance e dei palinsesti. A forza di nominare gli amici, sono rimasti solo loro. Chi se n'è andato, invece, sono stati i telespettatori". I tre esponenti dem aggiungono: "Fino alla fine, la maggioranza ha tenuto un comportamento grave e irresponsabile che la dice lunga sul rispetto della cosa pubblica in tutte le sue articolazioni. Hanno toccato il fondo: è il momento che la Rai torni al centro del dibattito pubblico e sia messa nelle condizioni di garantire qualità del servizio e informazione libera".

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