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Da Bonino a Berlusconi: quando i politici annunciano la malattia

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L’ultimo è stato Clemente Mastella, sindaco di Benevento, che ha scelto di svelarsi alla sua comunità riunita nella basilica della Madonna delle Grazie
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È la manifestazione più delicata del personale che si fa politico. Condividere la malattia, portare il proprio corpo davanti all’opinione pubblica. Rivendicare: la vulnerabilità non è un segreto, la vulnerabilità riguarda tutti.

Nel 2015 Emma Bonino annunciò in diretta su Radio Radicale di avere un cancro al polmone. La voce appena incrinata dal pianto, un messaggio rivolto all’ascoltatore: «Io non sono il mio tumore, e nemmeno voi lo siete». Si raccontò qualche giorno dopo a Repubblica, spiegò il senso della scelta: «Avere fatto quella confessione mi ha aiutata. Molti malati mi hanno scritto: grazie, ha aiutato anche me». Diventò la condivisione di una «speranza», una «fede laica». Un modo per normalizzare il male: lo chiamava «lo stronzo» o «la bestiola». Per Oriana Fallaci era «l’Alieno».

È la manifestazione più delicata del personale che si fa politico. Condividere la malattia, portare il proprio corpo davanti all’opinione pubblica. Rivendicare: la vulnerabilità non è un segreto, la vulnerabilità riguarda tutti.

Nel 2015 Emma Bonino annunciò in diretta su Radio Radicale di avere un cancro al polmone. La voce appena incrinata dal pianto, un messaggio rivolto all’ascoltatore: «Io non sono il mio tumore, e nemmeno voi lo siete». Si raccontò qualche giorno dopo a Repubblica, spiegò il senso della scelta: «Avere fatto quella confessione mi ha aiutata. Molti malati mi hanno scritto: grazie, ha aiutato anche me». Diventò la condivisione di una «speranza», una «fede laica». Un modo per normalizzare il male: lo chiamava «lo stronzo» o «la bestiola». Per Oriana Fallaci era «l’Alieno».

Poi ci fu Roberto Calderoli, nel 2019. Dallo scranno più alto di Palazzo Madama, di cui allora era vicepresidente, si rivelò all’aula dopo aver annunciato l’approvazione all’unanimità di una mozione sulle cure oncologiche: «Il caso ha voluto che a presiedere ci sia una persona che il cancro ce l’ha avuto e da sei anni e mezzo sta combattendolo». Tutti i senatori si alzarono in piedi in un lungo applauso commosso, Calderoli sdrammatizzò da Calderoli: «Vi ringrazio per l’applauso non gradito perché non lo auguro a nessuno però vuol dire che, toccando ferro, si può guarire». Lasciare la politica temporaneamente? «Non ci ho mai pensato – rispose in un’intervista, – sotto la giacca tenevo nascosti i drenaggi». Un altro leghista, Roberto Maroni, annunciò pubblicamente un tumore al cervello nel 2021 che lo costrinse a rinunciare alla campagna elettorale per diventare sindaco di Varese. La progressione del male se lo portò via a novembre 2022. A rendere pubblica la sua condizione di salute fu anche la deputata Pd Laura Boldrini nel 2021, afflitta da un condrosarcoma al femore, un raro tumore osseo: «La malattia non è uno stigma». Aggiunse di sentire «il dovere» di non sottrarsi «alla sensibilizzazione sui sarcomi», ancora poco conosciuti.

Della malattia invece Silvio Berlusconi fece più di una volta l’epica della sua irriducibile volontà di rimanere in campo. Dopo ogni degenza, tornava sotto i riflettori con un sorriso splendente: «Sono immortale». Non occultò però la paura: nel 2016 parlò dell’intervento al cuore («Avrei avuto ancora pochi mesi»), nel 2020 definì il Covid come l’«esperienza più pericolosa» della sua vita.

Il leader Carlo Calenda ha infranto un tabù diverso da tutti gli altri: ha raccontato il male invisibile della mente, ancora poco pronunciato nella lingua di chi frequenta potere e comando. «Ho avuto una depressione, mi sono curato», ha raccontato. «Non c'è niente di cui vergognarsi, è una malattia come le altre».

Negli ultimi mesi, a non temere di mostrarsi fragile in pubblico è stato Giuseppe Conte. Ha fatto nel 2026, rivelando per la prima volta di essere stato operato dopo la scoperta improvvisa di una neoplasia. «La malattia è stata un fulmine a ciel sereno». I controlli in ospedale e, nel giro di poche ore, l’urgenza di un intervento. Gli impegni pubblici cancellati da un giorno all’altro. «La prospettiva non era rosea, poteva diventare davvero tutto complicato».

L’ultimo è Clemente Mastella, il sindaco di Benevento. Ha scelto di svelarsi alla sua comunità riunita nella basilica della Madonna delle Grazie di Benevento. La voce rotta dall'emozione: «A tutti chiedo di pregare per me. Anche io sono malato, spero di farcela».

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