✕

Lega, Salvini rispolvera il terzo mandato per blandire i governatori e rompere il fronte del Nord

(lapresse)

Ascolta l'audio

Giovedì sera, durante la riunione del tavolo di coordinamento con i territori, tra una discussione sul ritiro della cittadinanza per chi compie reati e annunci sulla sicurezza, il leader del Carroccio ha ritirato fuori l’argomento
1 minuti di lettura

Una cosa a Matteo Salvini non è stata mai perdonata dalla pattuglia dei governatori e amministratori del Nord: aver gettato la spugna quando Fratelli d’Italia e Forza Italia rifiutarono di eliminare il limite dei due mandati per i sindaci e i presidenti di Regione. In questa battaglia il leader leghista fu tiepido creando già il primo grande malcontento nel partito. A farne le spese per primo fu Luca Zaia che non poté ricandidarsi alla presidenza del Veneto. Ma, nell’altro schieramento politico, anche Vincenzo De Luca in Campania non ebbe accesso al ritorno in carica da governatore.Il tema è di quelli sensibili nel Carroccio.

E Salvini, giovedì sera durante la riunione del tavolo di coordinamento con i territori tra una discussione sul ritiro della cittadinanza per chi compie reati e annunci sulla sicurezza, ha ritirato fuori l’argomento. Ha detto che vuol di nuovo mettere la questione sul tavolo degli alleati. “Ma come? Proprio lui che l’aveva accantonata facendo spallucce in un mome…

Una cosa a Matteo Salvini non è stata mai perdonata dalla pattuglia dei governatori e amministratori del Nord: aver gettato la spugna quando Fratelli d’Italia e Forza Italia rifiutarono di eliminare il limite dei due mandati per i sindaci e i presidenti di Regione. In questa battaglia il leader leghista fu tiepido creando già il primo grande malcontento nel partito. A farne le spese per primo fu Luca Zaia che non poté ricandidarsi alla presidenza del Veneto. Ma, nell’altro schieramento politico, anche Vincenzo De Luca in Campania non ebbe accesso al ritorno in carica da governatore.Il tema è di quelli sensibili nel Carroccio.

E Salvini, giovedì sera durante la riunione del tavolo di coordinamento con i territori tra una discussione sul ritiro della cittadinanza per chi compie reati e annunci sulla sicurezza, ha ritirato fuori l’argomento. Ha detto che vuol di nuovo mettere la questione sul tavolo degli alleati. “Ma come? Proprio lui che l’aveva accantonata facendo spallucce in un momento delicato come quello del voto in Veneto?”, hanno pensato in tanti.

La mossa di Salvini è duplice. Offrire prima di tutto un ramoscello d’ulivo agli amministratori locali del Nord che in questo periodo, complice l’addio di Roberto Vannacci e il crollo nei sondaggi, stanno contestando la linea politica del segretario nonché l’attuale assetto del partito, ma anche provare ancora a minare il fronte del Nord dei governatori. Attilio Fontana, Maurizio Fugatti e Massimiliano Fedriga, per esempio, potrebbero usufruire del terzo mandato, come invece non ha potuto fare Zaia. Ai tempi i quattro furono compatti nel dare battaglia affinché Salvini insistesse con gli alleati. Ma niente da fare. Adesso l’offerta di Salvini viene letta come un vero e proprio sgarbo all’ex governatore del Veneto.

Per il segretario sarebbe anche modo, prossimamente, per blindare le tre regioni del Nord che torneranno al voto e lasciare i tre governatori sui territori e privi di aspirazione nazionali. Non è questa però la via d’uscita dalla crisi. Il fronte del Nord, per quanto favorevole all’abolizione del limite dei due mandati, chiede altro: la modifica dello statuto e più poteri alle regioni settentrionali con la creazione di fatto delle due leghe. Salvini continua a non volerne sapere ma tra tavolo di coordinamento con i territori e terzo mandato prova a ricucire.

Leggi i commenti