Rai, azzerata la Vigilanza. L’opposizione lascia: “Denunciare non è servito”
di Gabriella CeramiPrima i partiti di opposizione e qualche ora dopo, come reazione, anche quelli di maggioranza. La commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai da ieri è terremotata: tutti i suoi componenti si sono dimessi. È l’epilogo di quasi due anni di stallo dei lavori.
La presidente Barbara Floridia del Movimento 5 Stelle e tutti i sedici membri dell’opposizione hanno lasciato ieri mattina l’incarico per protesta contro «la paralisi imposta dalla maggioranza». Un gesto clamoroso, anticipato da Repubblica. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia da quasi due anni infatti disertano i lavori della bicamerale, impedendone il funzionamento con l’obiettivo di costringere la minoranza a ratificare la nomina della consigliera di rito forzista, Simona Agnes, alla presidenza della Rai. Il centrodestra - su cui comunque pesano divisioni interne - da solo non ha i numeri sufficienti per raggiungere il quorum dei due terzi previsto dalla legge.
A nulla sono serviti in questi due anni il richiamo del presid…
Prima i partiti di opposizione e qualche ora dopo, come reazione, anche quelli di maggioranza. La commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai da ieri è terremotata: tutti i suoi componenti si sono dimessi. È l’epilogo di quasi due anni di stallo dei lavori.
La presidente Barbara Floridia del Movimento 5 Stelle e tutti i sedici membri dell’opposizione hanno lasciato ieri mattina l’incarico per protesta contro «la paralisi imposta dalla maggioranza». Un gesto clamoroso, anticipato da Repubblica. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia da quasi due anni infatti disertano i lavori della bicamerale, impedendone il funzionamento con l’obiettivo di costringere la minoranza a ratificare la nomina della consigliera di rito forzista, Simona Agnes, alla presidenza della Rai. Il centrodestra - su cui comunque pesano divisioni interne - da solo non ha i numeri sufficienti per raggiungere il quorum dei due terzi previsto dalla legge.
A nulla sono serviti in questi due anni il richiamo del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al pieno funzionamento dell’organo di garanzia parlamentare, così come gli appelli della minoranza ai presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Da qui la decisione di Pd, M5S e Avs di dimettersi tutti. Una scelta seguita, poco più tardi, dai rappresentanti delle forze di governo, sia pure con opposte motivazioni rispetto a quelle del centrosinistra. Non sembrano invece intenzionati a lasciare i due esponenti del cda Rai eletti in quota minoranza: Alessandro Di Majo, di area 5stelle, e Roberto Natale, vicino ad Avs.
«Il nostro è un atto politico necessario», affermano i capigruppo del centrosinistra puntando il dito contro le «divisioni interne alla maggioranza». Dura la presidente della Vigilanza. «È una decisione sofferta ma necessaria e inevitabile. Ho dovuto prendere atto che restare e denunciare non è servito. Non mi resta che dare un segnale forte - sottolinea Floridia - dinanzi all’arroganza e all’uso spregiudicato che questa maggioranza fa delle istituzioni».
Intervengono anche i leader. «Ringraziamo i commissari per quello che è un atto di responsabilità e un segnale di non complicità rispetto a questa deriva. TeleMeloni deve tornare a essere la Rai di tutti i cittadini italiani», sottolinea la segretaria del Pd, Elly Schlein. Il leader M5s Giuseppe Conte aggiunge che non si è «mai vista un’occupazione così spregiudicata della Rai» e punta il dito contro la premier che ha «la responsabilità politica dello sfacelo».
La maggioranza non incassa e scarica la responsabilità. «Anche noi, come le opposizioni, ci dimettiamo dalla commissione di Vigilanza Rai che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra». Ed ecco l’accusa: «Ha sfruttato cinicamente la legge sulla Rai, che prevede una maggioranza di 2/3 per eleggere il presidente, che noi in questi mesi stiamo cercando di cambiare».
I co-leader di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, replicano a muso duro: «La destra rasenta il ridicolo. Dopo aver paralizzato la commissione a causa delle proprie divisioni e della pretesa di imporre un presidente senza il consenso previsto dalla legge, annuncia le dimissioni della maggioranza, ma solo dopo che le opposizioni hanno compiuto un gesto politico netto per denunciare il sequestro della Vigilanza».
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, interviene con disappunto: «Ho tentato una mediazione già qualche mese fa ma sto ancora aspettando una risposta, soprattutto dall’opposizione a cui avevo chiesto di predisporre una serie di nomi di garanzia da sottoporre alla maggioranza» per la presidenza Rai.
Toccherà adesso ai presidenti delle Camere il compito di provare a ricostituire la commissione per quest’ultimo anno di legislatura, chiedendo i nomi dei componenti ai vari gruppi. A questo proposito interviene anche l’Usigrai, il sindacato della radio televisione pubblica, che parla di «imperdonabile immobilismo» della commissione e invita «le forze politiche a ripristinare il corretto funzionamento della commissione per il bene dell’azienda».