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Rossi nella trincea di TeleMeloni: “Non esiste, è solo marketing”

Giampaolo Rossi 

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L’ad: “Un errore non nominare Simona Agnes al vertice”. Avs e 5S attaccano: “Azienda devastata e gli italiani cambiano canale”
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ANCONA – Respinge le accuse: «La definizione TeleMeloni è un marchio che ci portiamo appresso e continuo a trovarla una straordinaria operazione di marketing riprodotta all’infinito». L’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi, ad Ancona per presentare i palinsesti, spiega che «lo sforzo della Rai è creare offerta plurale e capace di raccontare una molteplicità di narrazioni, che non avevano cittadinanza in passato». Poco credibile, visto quello che sta succedendo. L’evento arriva dopo le clamorose dimissioni, in blocco, dei membri della Commissione di vigilanza sulla Rai che hanno definito i nuovi palinsesti «un segno di declino del servizio pubblico».

«Non ho molta possibilità di rispondere su questo - spiega l’ad - La risposta migliore è proprio l…

ANCONA – Respinge le accuse: «La definizione TeleMeloni è un marchio che ci portiamo appresso e continuo a trovarla una straordinaria operazione di marketing riprodotta all’infinito». L’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi, ad Ancona per presentare i palinsesti, spiega che «lo sforzo della Rai è creare offerta plurale e capace di raccontare una molteplicità di narrazioni, che non avevano cittadinanza in passato». Poco credibile, visto quello che sta succedendo. L’evento arriva dopo le clamorose dimissioni, in blocco, dei membri della Commissione di vigilanza sulla Rai che hanno definito i nuovi palinsesti «un segno di declino del servizio pubblico».

«Non ho molta possibilità di rispondere su questo - spiega l’ad - La risposta migliore è proprio la presentazione. Parlare di declino, di fronte a un’offerta così straordinaria, è un’affermazione in cui non mi ritrovo. Mi sembra leggermente un azzardo, ma comprendo che le logiche possano essere altre». La Rai paralizzata, gli fa notare qualcuno, non è riuscita a votare un presidente. «Mi permetto di dire che credo sia stato un errore non nominare Simona Agnes presidente Rai. Abito questa azienda da 25 anni» continua «e credo che Simona sarebbe stata una straordinaria presidente di garanzia. Ne ho saputo apprezzare la competenza e la correttezza. Sarebbe stato di gran lunga superiore a tanti presidenti del passato. Non lo dico per ragioni politiche, ma aziendali». Agnes è seduta in platea, nel Teatro delle Muse dove si svolge l’incontro. «La sua scelta sarebbe stata coerente con il lavoro incredibile che stiamo facendo in cda» dice ancora Rossi «Ci sono sensibilità diverse, ma ogni volta che c’è stata la necessità di fare scelte strategiche, il cda ha votato in compattezza e coerenza con il proprio mandato. La Rai ha in sé la responsabilità di essere baluardo del pluralismo». A parole, tutto perfetto.

Il capogruppo di AVS Peppe De Cristofaro, presidente del gruppo Misto Alleanza Verdi e Sinistra di palazzo Madama, attacca: «TeleMeloni esiste. Non è una straordinaria operazione di marketing come vorrebbe far credere l’ad Rai Rossi. In questi anni hanno occupato tutti gli spazi, riempito le redazioni con nomine di provata fede meloniana. I nuovi palinsesti Rai ci raccontano che la trasformazione del servizio pubblico prosegue. La destra è ossessionata dal controllo della Rai. Hanno sostituito il pluralismo con la “Nazionizzazione” dell’offerta televisiva, vedi Italiana, il racconto dell’identità italiana sui territori, il nuovo canale del digitale terrestre. Il servizio pubblico è utilizzato per propagandare la Nazione come piace a Giorgia Meloni. Se non è TeleMeloni questa». E sui social il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli, ironizza: «Ho appena visto un servizio al Tg5 che sostanzialmente definiva Salvini, Tajani, La Russa e Crosetto come “gli Avengers”. Per quattro anni, oltre che Mediaset, di sostanziale proprietà del governo, hanno devastato la Rai bloccando perfino la Commissione di vigilanza. Poi si offendono se parli di TeleMeloni».

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