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“Volenterosi alla parata del 14 luglio”. I dubbi di Roma sull’invito di Macron

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La giornata diventa quest’anno una dimostrazione di forza europea
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Due Mirage franco-ucraini nel cielo di Parigi, accanto alla Patrouille de France. Uno pilotato da un aviatore francese, l’altro da un pilota ucraino, con la livrea dipinta nei colori di Kiev. La parata nazionale del 14 luglio, che Emmanuel Macron presiederà per la decima e ultima volta prima della fine del suo mandato, diventa quest’anno una dimostrazione di forza europea, un avvertimento a Vladimir Putin e, indirettamente, una risposta a Donald Trump, mentre Washington continua a chiedere agli alleati di assumersi una parte crescente della difesa del continente.

Il tema scelto per la parata nazionale da Macron è il “risveglio strategico dell’Europa”, accanto a Kiev. Nel presentare l’evento, il generale Loïc Mizon ha ribadito: «L’Ucraina è la prima linea di dif…

Due Mirage franco-ucraini nel cielo di Parigi, accanto alla Patrouille de France. Uno pilotato da un aviatore francese, l’altro da un pilota ucraino, con la livrea dipinta nei colori di Kiev. La parata nazionale del 14 luglio, che Emmanuel Macron presiederà per la decima e ultima volta prima della fine del suo mandato, diventa quest’anno una dimostrazione di forza europea, un avvertimento a Vladimir Putin e, indirettamente, una risposta a Donald Trump, mentre Washington continua a chiedere agli alleati di assumersi una parte crescente della difesa del continente.

Il tema scelto per la parata nazionale da Macron è il “risveglio strategico dell’Europa”, accanto a Kiev. Nel presentare l’evento, il generale Loïc Mizon ha ribadito: «L’Ucraina è la prima linea di difesa dell’Europa occidentale». Mizon ha poi confermato che sono stati invitati i 35 paesi alleati della coalizione dei Volenterosi, ai quali è stato chiesto di inviare propri distaccamenti militari a Parigi. I capi di Stato, di governo o i loro rappresentanti prenderanno posto nelle tribune accanto al presidente francese. Ci saranno anche Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, e il generale Alexus G. Grynkewich, comandante supremo delle forze alleate in Europa per la Nato.

La premier Giorgia Meloni dovrebbe essere a Parigi già il 13 luglio per una nuova riunione dei Volenterosi, ma sulla parata del 14 si stanno valutando livello e forme della partecipazione italiana. Entrare a far parte di un dispositivo militare pensato come un manifesto politico, fotografia di un’Europa in armi, è una decisione sensibile, sia per il governo sia per lo Stato maggiore. L’anno scorso l’Italia aveva partecipato alla parata con un elicottero NH90 Caïman accanto alla Marina francese, ma senza darne troppa pubblicità.

Questa volta, essere dentro alla gigantesca coreografia sui Campi Elisi significa aderire alla narrazione fortemente politica che Macron vuole dare all’intera giornata. «Avremo una parata più massiccia, più potente, più moderna», ha spiegato il generale Mizon, annunciando 8.500 partecipanti nel corteo terrestre, tra cui 6.500 militari a piedi, 95 aerei, 35 elicotteri, 193 cavalli e circa 300 veicoli. Tutti gli aerei della parata porteranno per la prima volta armamenti fittizi, comprese bombe e missili. L’Italia valuta con prudenza come e se inviare qualche assetto mentre altri paesi hanno invece già accettato. Alla formazione aerea prenderanno parte caccia britannici, tedeschi, svedesi e greci. Saranno messi in evidenza anche i soldati dispiegati sul fianco orientale della Nato, in Estonia e in Romania, sotto minaccia di Mosca.

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