ROMA – La guerra ibrida della Russia passa anche da una panchina di un parco romano. Da un foglietto piegato in quattro infilato nella tasca di una camicia. Da una scheda di memoria nascosta dentro un post-it giallo. E da una busta bianca con quattromila euro in contanti. È il primo grande colpo inferto dall’Italia alla rete di spionaggio che, secondo gli investigatori, Mosca aveva costruito per …