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Trump contro Meloni, Tajani e Crosetto minimizzano. L’opposizione: “Frasi indecenti”

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La premier non chiede il sostegno dei leader Ue, silenzio da Bruxelles. Schlein e Conte: “Un errore appiattirsi su Donald”
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Un altro schiaffo. Proprio alla vigilia del vertice Nato di Ankara. Ma Giorgia Meloni non risponde a Donald Trump, che si augura «un ordine restrittivo» per tenerla lontana. Non chiama nessun leader europeo per avere sostegno e dalla Commissione guidata da Ursula von der Leyen fanno sapere di non avere alcuna intenzione di commentare l’ennesimo attacco del tycoon.

In Italia i ministri provano a minimizzare. Per opportunità e imbarazzo. «Fin dall’inizio abbiamo detto che non avremmo risposto a dichiarazioni di questo tipo, le relazioni transatlantiche vanno ben al di là delle singole dichiarazioni», commenta il ministro degli esteri Antonio Tajani. «Nessuna reazione», gli fa eco il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che aggiunge: «La cosa fondamentale è mantenere i rapporti con un alleato storico come gli Stati Uniti».

Trump passerà, un giorno. Questo è la consegna. Ma nel frattempo — le prossime elezioni americane saranno nel novembre del 2028 — bisognerà barcamenarsi. Anche se co…

Un altro schiaffo. Proprio alla vigilia del vertice Nato di Ankara. Ma Giorgia Meloni non risponde a Donald Trump, che si augura «un ordine restrittivo» per tenerla lontana. Non chiama nessun leader europeo per avere sostegno e dalla Commissione guidata da Ursula von der Leyen fanno sapere di non avere alcuna intenzione di commentare l’ennesimo attacco del tycoon.

In Italia i ministri provano a minimizzare. Per opportunità e imbarazzo. «Fin dall’inizio abbiamo detto che non avremmo risposto a dichiarazioni di questo tipo, le relazioni transatlantiche vanno ben al di là delle singole dichiarazioni», commenta il ministro degli esteri Antonio Tajani. «Nessuna reazione», gli fa eco il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che aggiunge: «La cosa fondamentale è mantenere i rapporti con un alleato storico come gli Stati Uniti».

Trump passerà, un giorno. Questo è la consegna. Ma nel frattempo — le prossime elezioni americane saranno nel novembre del 2028 — bisognerà barcamenarsi. Anche se con ogni attacco diventa sempre più difficile gestire la furia demolitoria di Donald Trump. Nel frattempo la premier incassa la vicinanza dei presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa. Anche le opposizioni difendono l’onore dell’Italia. «Attacchi inaccettabili — specifica la leader del Pd, Elly Schlein — non possiamo accettare minacce o insulti». Ma, ricorda, Meloni ha sbagliato scommessa. «Il governo non è riuscito fino in fondo a scegliere l’Europa. Noi o facciamo un salto di integrazione come Ue o rischiamo di rimanere schiacciati». Solidale ma duro è il commento di Giuseppe Conte, leader M5S. Gli attacchi sono inaccettabili, «ma Meloni è stata una fan adorante di Trump, della sua ideologia Maga, della sua dottrina, delle sue azioni illegali». Per Carlo Calenda, leader di Azione, il tycoon agisce da «ignobile bullo da quattro soldi». Matteo Renzi difende Meloni, «contro di lei frasi infami». Spiega: «Tra Trump e Meloni sto con Meloni, perché sto dalla parte dell’Italia». Anche se ricorda che dieci anni fa, dai banchi dell’opposizione, Meloni disse che tra Putin e Renzi avrebbe preferito Putin. «Questi sono i sovranisti alle vongole», ora si accorge che «il suo innamoramento era sbagliato. Noi abbiamo bisogno di insistere sugli Stati Uniti d’Europa». E pochi giorni fa gli esponenti del governo, nonostante i reiterati attacchi, erano al ricevimento offerto dall’ambasciata Usa per i 250 anni dell’America. Ora la nuova bordata. Il ritornello per cavarsi d’impiccio è sempre lo stesso, nel governo: «Noi siamo amici degli Stati Uniti, che sono un partner strategico, sono la parte dell’Occidente più importante insieme all’Europa, a noi questo interessa», per citare Tajani. «I rapporti con gli Stati Uniti sono incrollabili e non vengono messi in discussione neanche da queste fibrillazioni delle quali non è chiara la natura», gli fa eco il ministro Piantedosi. Ma fino a che punto si può essere amici dell’America se il suo presidente non perde l’occasione per offendere la presidente del Consiglio? Giorgia Meloni dovrà riposizionarsi. Solo che nella maggioranza hanno tre politiche estere diverse, ricorda Schlein. Una di Meloni, una di Tajani, una di Salvini.

«Trump parla di ordine restrittivo? L’ordine restrittivo che deve fare l’Italia è bloccare i 17 miliardi in più per il riarmo nei prossimi due anni e dire no alla corsa verso il 5% del Pil in armi e difesa. Questa è la vera risposta politica che Meloni dovrebbe dare», afferma il verde Angelo Bonelli.

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