Palazzo Montecitorio. Ore 10: l’aula approva l’iter accelerato per la proposta di legge leghista sulla revoca della cittadinanza agli stranieri che commettono reati gravi. Ovvero: tempi più rapidi per l’esame in commissione, e poi in assemblea. Ore 11: lo stato maggiore di Fratelli d’Italia è davanti alle telecamere in conferenza stampa per illustrare un’altra proposta di legge sui rimpatri e, anche qui, sulla revoca della cittadinanza.
Due mosse complementari, un obiettivo evidente: presidiare il cavallo di battaglia del contrasto all'immigrazione, insidiato da Roberto Vannacci e dai suoi parlamentari. Che infatti partono subito a pungere: “Probabilmente l'effetto Vannacci è sempre più presente – dice il futurista Edoardo Ziello – e questo spinge i colleghi a destarsi dal torpore nel quale erano caduti da anni”. Dall’altra parte della barricata, ci si limita alle frecciatine indirette: “Bene così! Altri parlano, la Lega fa”, scrive Matteo Salvini su X per commentare lo scatto in avan…
Palazzo Montecitorio. Ore 10: l’aula approva l’iter accelerato per la proposta di legge leghista sulla revoca della cittadinanza agli stranieri che commettono reati gravi. Ovvero: tempi più rapidi per l’esame in commissione, e poi in assemblea. Ore 11: lo stato maggiore di Fratelli d’Italia è davanti alle telecamere in conferenza stampa per illustrare un’altra proposta di legge sui rimpatri e, anche qui, sulla revoca della cittadinanza.
Due mosse complementari, un obiettivo evidente: presidiare il cavallo di battaglia del contrasto all'immigrazione, insidiato da Roberto Vannacci e dai suoi parlamentari. Che infatti partono subito a pungere: “Probabilmente l'effetto Vannacci è sempre più presente – dice il futurista Edoardo Ziello – e questo spinge i colleghi a destarsi dal torpore nel quale erano caduti da anni”. Dall’altra parte della barricata, ci si limita alle frecciatine indirette: “Bene così! Altri parlano, la Lega fa”, scrive Matteo Salvini su X per commentare lo scatto in avanti sulla revoca della cittadinanza.
Nelle stesse ore, in conferenza stampa, basta il nome del generale per far sollevare gli occhi al cielo ai meloniani: “Sono proposte nel nostro programma da inizio legislatura, oggi possibili dal lavoro fatto da Giorgia Meloni in Europa”, risponde il capogruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami: “Ma speriamo che Vannacci e altri non votino contro come successo in altre occasioni”. Piccolo colpo di fioretto. Come a dire: sono loro quelli che intralciano la destra. E quindi: “Non rincorriamo nessuno – aggiunge il responsabile Organizzazione Giovanni Donzelli – anzi, sono le altre nazioni che guardano noi”.
E Forza Italia? Silente nel mezzo. In attesa che l’esame dei provvedimenti entri nel merito, ma con tutta l’intenzione di proporre delle modifiche per smussare gli angoli più acuminati.
I due testi
La proposta di legge della Lega, a firma di Igor Iezzi e Simona Bordonali, sostanzialmente estende le cause di revoca della cittadinanza: oggi la normativa la prevede in casi limitati, per condanne legate al terrorismo o all'eversione. Il Carroccio punta ad aggiungervi una lunga lista di reati contro la persona e il patrimonio, tra i quali l’omicidio, la violenza sessuale, i maltrattamenti contro familiari e conviventi, la tratta di esseri umani, la costrizione o l’induzione al matrimonio.
Il testo di Fratelli d’Italia, invece, mira a facilitare i rimpatri degli stranieri condannati in via definitiva a più di un anno di detenzione: ad oggi questi trasferimenti sono ostacolati dalla necessità che il detenuto dia il proprio consenso. Il provvedimento dei meloniani non lo renderebbe più necessario.