Trump: “Deluso dagli alleati, Meloni brava ma non ci aiuta”. E rivendica la Groenlandia
dal nostro inviato Paolo MastrolilliANKARA – Niente da fare. Gli alleati europei lo hanno deluso, perché non lo hanno aiutato in Iran, e la ferita non si rimargina. Quindi lui sta considerando di ritirare tutte le truppe americane dal Vecchio Continente, anche perché la Danimarca si ostina a non vendergli la Groenlandia. Giorgia Meloni però «mi piace, è una brava persona», e questo forse nella sua mente era il gesto necessario e sufficiente a chiudere le polemiche delle ultime settimane, almeno fino al prossimo messaggio ingiurioso che potrebbe sfuggirgli di mano, o finire per calcolata volontà sui social.
Il presidente Trump era atteso ieri al vertice Nato di Ankara come un fulmine a ciel sereno, e in questo senso non ha deluso le aspettative. Magari non come quando si era presentato al primo summit di Bruxelles minacciando di abbandonare l’Alleanza, ma comunque tenendo alta la pressione, nonostante l’impegno già preso l’anno scorso in Olanda dai Paesi membri di alzare al 5% del Pil gli investimenti nella difesa, e la…
ANKARA – Niente da fare. Gli alleati europei lo hanno deluso, perché non lo hanno aiutato in Iran, e la ferita non si rimargina. Quindi lui sta considerando di ritirare tutte le truppe americane dal Vecchio Continente, anche perché la Danimarca si ostina a non vendergli la Groenlandia. Giorgia Meloni però «mi piace, è una brava persona», e questo forse nella sua mente era il gesto necessario e sufficiente a chiudere le polemiche delle ultime settimane, almeno fino al prossimo messaggio ingiurioso che potrebbe sfuggirgli di mano, o finire per calcolata volontà sui social.
Il presidente Trump era atteso ieri al vertice Nato di Ankara come un fulmine a ciel sereno, e in questo senso non ha deluso le aspettative. Magari non come quando si era presentato al primo summit di Bruxelles minacciando di abbandonare l’Alleanza, ma comunque tenendo alta la pressione, nonostante l’impegno già preso l’anno scorso in Olanda dai Paesi membri di alzare al 5% del Pil gli investimenti nella difesa, e la promessa dal segretario Rutte di ricostruire la base industriale militare anche in Europa.
Come prima cosa, il capo della Casa Bianca ha chiarito che non voleva venire, ma l’ha fatto solo perché il vertice era ospitato da Erdogan. Quando gli hanno chiesto perché continua ad attaccare la premier italiana, ha risposto così: «Mi piace, è una brava persona, ma non c’è stata per noi sull’Iran». Quindi ha aggiunto: «Io non le ho messo molta pressione, però si è rifiutata di essere coinvolta nello Stretto di Hormuz o con l’Iran in generale. Il mio rapporto con lei si è inasprito, ma mi piace e penso sia una brava persona che ha fatto un errore. Non c’è stata per noi e questo non mi ha reso felice».
Il problema però è più ampio di Meloni: «Sono rimasto molto deluso dalla Nato. Anche Gran Bretagna, Francia e Germania ci hanno voltato le spalle. Francamente, se non si fosse tenuto in Turchia, dove un mio amico è un leader molto forte, probabilmente non avrei partecipato al vertice. Sentivo di doverlo fare solo perché so che si è impegnato al massimo. E poi abbiamo l’Iran, tante questioni di cui parlare». La divergenza resta dunque strategica, ma anche economica: «Sono in ballo ingenti quantità di soldi. Noi ne abbiamo spesi tantissimi nella Nato, trilioni di dollari per proteggere gli europei», che però nel caso dell’Iran non hanno ricambiato il favore. E pazienza se era un’operazione offensiva, quindi fuori dal carattere difensivo su cui è fondata l’Alleanza.
Da qui la revisione in corso delle truppe americane schierate nel continente: «Potremmo ritirare tutti i soldati dall’Europa — ha minacciato Trump — perché è un luogo molto diverso rispetto a vent’anni fa. Gli europei dovrebbero stare attenti a temi come l’immigrazione, l’energia, altrimenti l’Europa non regge».
Il suo risentimento resta alimentato anche dal rifiuto di consegnargli la Groenlandia: «Dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti, è importante per gli Usa. La Groenlandia non aiuta la Danimarca. La Danimarca non ha speso soldi per aiutare la Groenlandia, ma è importante per noi. È circondata da navi cinesi e russe, dovrebbe essere controllata dagli Stati Uniti». La premier danese Mette Frederiksen gli ha subito risposto così: «È noto che gli Usa vogliono comprare la Groenlandia, così come è altrettanto noto che non è in vendita». Trump ha in programma di incontrare oggi il presidente ucraino Zelensky e ha detto di aspettarsi una “svolta” a breve nel conflitto scatenato dalla Russia. «Ieri ho avuto un lungo colloquio con Putin. Subito dopo ho parlato con Zelensky. Penso che entrambi vogliano un accordo. È un peccato ci sia voluto così tanto tempo, ma penso qualcosa verrà fuori». L’ambasciatore americano in Turchia, Tom Barrack, ha organizzato ieri una cena col segretario al Tesoro Bessent e alcuni parlamentari, che premono per potenziare le sanzioni contro Mosca.
Insomma, neanche Meloni viene perdonata, anche se Trump ha compiuto quanto meno il gesto di riconoscere che gli piace ed è una brava persona, Iran a parte. Interrogato sulla convenienza per gli Usa di alimentare questa continua conflittualità con i loro migliori alleati storici, un diplomatico assai vicino al presidente ha commentato: «Se servirà ad avere una Nato più forte, ne sarà valsa la pena. Senza abbandonarla, ma per creare un processo di riforma continuo».