ROMA – La novità è nella foto allargata. Non solo Pd, Avs, M5S e Italia viva: sulla Rai anche Azione si aggiunge al fronte comune contro il centrodestra. Oggi scadrà il termine indicato dai presidenti di Camera e Senato ai partiti per la designazione dei nuovi membri della Vigilanza, azzerata il 2 luglio dopo le dimissioni di tutti i commissari. I capigruppo di maggioranza forniranno i propri nomi (perlopiù gli uscenti con poche modifiche). Le opposizioni, invece, incroceranno le braccia. A Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana non arriveranno gli elenchi del centrosinistra, bensì una «dura lettera» per spiegare le ragioni del “no, grazie”. L’intenzione, già nell’aria da giorni, è stata concordata ieri pomeriggio in una riunione a Montecitorio. Presenti: i dem Chiara Braga e Stefano Graziano, il Cinquestelle Dario Carotenuto, Angelo Bonelli di Avs, Maria Elena Boschi di Italia viva e, novità, il capogruppo di Azione Matteo Richetti. Il partito di Carlo Calenda, dopo il passaggio di Maria…
ROMA – La novità è nella foto allargata. Non solo Pd, Avs, M5S e Italia viva: sulla Rai anche Azione si aggiunge al fronte comune contro il centrodestra. Oggi scadrà il termine indicato dai presidenti di Camera e Senato ai partiti per la designazione dei nuovi membri della Vigilanza, azzerata il 2 luglio dopo le dimissioni di tutti i commissari. I capigruppo di maggioranza forniranno i propri nomi (perlopiù gli uscenti con poche modifiche). Le opposizioni, invece, incroceranno le braccia. A Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana non arriveranno gli elenchi del centrosinistra, bensì una «dura lettera» per spiegare le ragioni del “no, grazie”. L’intenzione, già nell’aria da giorni, è stata concordata ieri pomeriggio in una riunione a Montecitorio. Presenti: i dem Chiara Braga e Stefano Graziano, il Cinquestelle Dario Carotenuto, Angelo Bonelli di Avs, Maria Elena Boschi di Italia viva e, novità, il capogruppo di Azione Matteo Richetti. Il partito di Carlo Calenda, dopo il passaggio di Maria Stella Gelmini a Noi Moderati, non aveva più rappresentanti nella bicamerale. Secondo la nuova composizione, invece avrebbe diritto a un deputato. Gli ambasciatori del Pd – Braga e Graziano – si sono però mossi in fretta per includere Azione nella protesta delle opposizioni. E così sarà. Richetti, nell’incontro di ieri, ha comunque invitato a ritrovare la strada del dialogo tra le parti.
Per ora, quanto mai lontano: «La maggioranza ha bloccato la Vigilanza per quasi due anni. Adesso qualsiasi accelerazione è strumentale», commentano i capigruppo 5S Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi. «Serve una svolta sul Media Freedom Act», ribadisce il pd Graziano. Mentre nelle stesse ore, in commissione Industria al Senato, i lavori sulla riforma della governance Rai – che dovrebbe recepire il regolamento Ue – venivano sconvocati per il resto della settimana: manca ancora il parere della commissione Bilancio, se ne riparla la prossima. Il braccio di ferro è solo all’inizio: davanti al rifiuto delle opposizioni di scegliere i propri commissari, i presidenti di Camera e Senato potrebbero prorogare la scadenza e, alla fine, comunque designare d’ufficio i componenti di Pd, Avs, M5S, Iv e Azione. Le minoranze sono pronte ad alzare la voce. Oggi la missiva comune, nei prossimi giorni un’iniziativa pubblica di protesta.