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Il primo arresto saltato dello 007 italiano e quei dati chiesti da Mosca sulla difesa di Kiev

(ansa)

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Dal riarmo europeo ai missili italiani a lungo raggio in Ucraina nelle richieste del Gru
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Non è la storia di due ex agenti infedeli. È il racconto di un’operazione di intelligence che, almeno secondo la procura di Roma, nell’indagine coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunta Lucia Lotti, va avanti da cinque anni e che ha visto cambiare gli uomini ma non l’obiettivo: penetrare gli apparati della sicurezza italiana per ottenere informazioni sull’intelligence, sulla Nato e sul sostegno militare all’Ucraina. Le carte dell’inchiesta descrivono una continuità impressionante. Nel 2021 viene arrestato il capitano di fregata Walter Biot. Nel 2023 il ministero degli Esteri espelle come persona non grata l’addetto militare russo Damir Ravilevich Kurmashov, scoperto a corrompere sempre Piras. Poteva essere fermato ma l’inchiesta viene archiviata proprio perché il diplomatico lascia l’Italia. Ma, secondo gli investigatori, il canale non si interrompe. Al posto di Kurmashov arriva Mikhail Astakhov, ufficiale della Marina russa accreditato all’ambasciata di Roma, che er…

Non è la storia di due ex agenti infedeli. È il racconto di un’operazione di intelligence che, almeno secondo la procura di Roma, nell’indagine coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunta Lucia Lotti, va avanti da cinque anni e che ha visto cambiare gli uomini ma non l’obiettivo: penetrare gli apparati della sicurezza italiana per ottenere informazioni sull’intelligence, sulla Nato e sul sostegno militare all’Ucraina. Le carte dell’inchiesta descrivono una continuità impressionante. Nel 2021 viene arrestato il capitano di fregata Walter Biot. Nel 2023 il ministero degli Esteri espelle come persona non grata l’addetto militare russo Damir Ravilevich Kurmashov, scoperto a corrompere sempre Piras. Poteva essere fermato ma l’inchiesta viene archiviata proprio perché il diplomatico lascia l’Italia. Ma, secondo gli investigatori, il canale non si interrompe. Al posto di Kurmashov arriva Mikhail Astakhov, ufficiale della Marina russa accreditato all’ambasciata di Roma, che eredita gli stessi contatti e riprende gli incontri con l’ex agente dell’intelligence italiana.

La lista della spesa

Uno dei documenti più significativi è un semplice foglietto consegnato dall’ufficiale russo a Piras. Dentro c’è la lista delle informazioni richieste da Mosca: gli effetti degli attacchi contro i siti nucleari iraniani, il Gat Report dell’Osdife, la disponibilità dei missili a lungo raggio Storm Shadow-Scalp, il piano di riarmo di Italia, Unione europea e Nato, le prospettive di sviluppo delle forze armate, le priorità della difesa europea e la possibilità che l’Italia contribuisca alla produzione di missili a lungo raggio in Ucraina. È il promemoria delle priorità del Gru, che gli investigatori ritengono il filo conduttore dell’intera attività di spionaggio. Il foglietto viene consegnato durante un incontro a Santa Marinella e Piras lo legge punto per punto: «Mamma mia... fammi leggere... eeeh bel casino», commenta davanti alla prima richiesta. Sul Gat Report osserva: «Sì lo so cos’è». Poi, arrivato ai programmi di difesa, aggiunge: «Questa è pesante». Quando Astakhov insiste per ottenere informazioni scritte, l’ex agente italiano precisa: «Io posso farlo ma ben inteso io mica posso dare il documento, non ci sono i documenti».

Il Grifo e i droni

Ma è un altro nome a colpire più di tutti. È il Grifo, il nuovo sistema italiano di difesa aerea basato sui missili Camm-Er, destinato a diventare uno dei pilastri della futura difesa dell’Esercito. Astakhov chiede informazioni proprio su questo programma, ancora poco conosciuto al grande pubblico ma ritenuto strategico anche dall’Ucraina, che da tempo guarda con interesse a quella tecnologia. Accanto al Grifo compaiono le batterie Samp-T, i missili Aster e gli Storm Shadow, già utilizzati nel conflitto. Ma Mosca vuole sapere anche altro: nei colloqui emerge un forte interesse per Avio Cmd, l’azienda italiana che produce motori per droni e missili, già finita nei mesi scorsi nel mirino della propaganda russa. L’ordinanza ricorda che la richiesta era «espressamente finalizzata al lavoro svolto dall’azienda italiana Avio, gruppo CMD». È lo stesso Astakhov a citare «Grifo» e «Aster», mentre Piras, temendo di dimenticare qualcosa, gli chiede «di scrivere tutti i dettagli desiderati» così da poter reperire le informazioni richieste. Tra gli obiettivi russi c’è anche la missione Nato in Bulgaria, dove è schierato un contingente italiano. Durante uno degli incontri Piras indica la scheda di memoria preparata per Astakhov e spiega che contiene «i dati tecnici della missione»: «Numero dei militari, appartenenza degli stessi, alloggio, mezzi militari a disposizione, linee di penetrazione». Racconta di avere ottenuto quelle informazioni grazie ai contatti con un ex colonnello della Folgore che dirige la missione.

L’agente con il passaporto ucraino

Nelle carte compare anche un’altra figura in particolare: il cittadino russo Suriadov Ruslam, descritto come un russo in possesso di passaporto ucraino e residente a Matera. Piras lo inserisce in un file intitolato «urgentissimo cittadino russo in contatto con personale dell’Aise», definendolo «sospettato di essere un agente dell’intelligence russa» e quindi «controllato dall’Aise». Ma è durante il successivo incontro con Astakhov che emerge il dettaglio più delicato. Indicando il supporto di memoria appena consegnato, Piras «allertava l’agente del Gru sul cittadino russo Suriadov», spiegando che era monitorato dall’Aise «in quanto sospettato di condurre un’operazione di “false flag”», cioè un’operazione per attribuire falsamente la responsabilità a un altro Paese.

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