✕

Centrosinistra, scontro tra Calenda e Magi dopo la piazza di Napoli: “Imbucato", “bullo”

Ascolta l'audio

Scontro sui social tra il leader di Azione e il segretario di +Europa
1 minuti di lettura

All’indomani della piazza napoletana di Pd, M5S e Avs - poca gente, contestazioni di estrema sinistra e problemi organizzativi - al centro c’è chi critica, chi gongola e chi litiga.

Per il leader di Italia viva Matteo Renzi, tra i grandi esclusi dalla manifestazione, il bilancio possibile è solo uno: “Serve anche una componente riformista che dia equilibrio sul posizionamento internazionale e sulle misure economiche”. L’identikit, secondo l’ex premier, risponde più al suo partito che alle nuove sigle moderate in cerca d’autore. “Una componente presente in Parlamento e sui territori, non costruita a tavolino contro qualcuno”.

Di certo, aggiunge Renzi, “spostare sempre più a sinistra la coalizione non funziona: ci sarà sempre qualcuno più a sinistra, come dimostra Potere al Popolo”. La conclusione: “Il centrosinistra unito può vincere, il campo largo di ieri no”.

Nelle stesse ore, il leader di Azione Carlo Calenda, invece, dopo l’indignazione per le parole di Giuseppe Conte sul Cremlino…

All’indomani della piazza napoletana di Pd, M5S e Avs - poca gente, contestazioni di estrema sinistra e problemi organizzativi - al centro c’è chi critica, chi gongola e chi litiga.

Per il leader di Italia viva Matteo Renzi, tra i grandi esclusi dalla manifestazione, il bilancio possibile è solo uno: “Serve anche una componente riformista che dia equilibrio sul posizionamento internazionale e sulle misure economiche”. L’identikit, secondo l’ex premier, risponde più al suo partito che alle nuove sigle moderate in cerca d’autore. “Una componente presente in Parlamento e sui territori, non costruita a tavolino contro qualcuno”.

Di certo, aggiunge Renzi, “spostare sempre più a sinistra la coalizione non funziona: ci sarà sempre qualcuno più a sinistra, come dimostra Potere al Popolo”. La conclusione: “Il centrosinistra unito può vincere, il campo largo di ieri no”.

Nelle stesse ore, il leader di Azione Carlo Calenda, invece, dopo l’indignazione per le parole di Giuseppe Conte sul Cremlino (“stanno costruendo apposta una minaccia russa”), prende di mira su X il segretario di +Europa Riccardo Magi. Colpevole, secondo l’ex ministro, di essersi “imbucato sotto il palco per far vedere che esiste”. E giù schiaffoni: “Davvero chiedo agli amici di +Europa se questa deve essere la vostra fine o non è invece più dignitoso fare una battaglia liberale, riformista ed europeista al centro. Rifletteteci”.

“Buongiorno fenomeno!”, è l’inizio della risposta piccata di Magi. Che accusa Calenda di aver “inciuciato con il centrodestra in commissione per farti fare un emendamento per avere l'esenzione” dalla raccolta firme per presentarsi alle prossime esenzioni.

“Noi - rivendica il leader di +Europa - stiamo facendo una lotta e lo facciamo in Parlamento, sopra e sotto i palchi, per ottenere una riforma per tutti, la firma digitale con Spid per presentare liste, come già abbiamo ottenuto per i referendum”.

Fine? Macché. Calenda, nel post successivo, alza ancora il tiro: “Sei stato lì sotto non invitato a parlare, come un questuante, mentre Conte diceva cose vergognose sull’Ucraina. Questo è. Il resto è fuffa”.

L’ultima risposta, per ora, è di Magi: “Carlo, questo è il gioco (da bullo) che fai da sempre ed è questo il motivo per cui finisci per rompere con chiunque ti si avvicini (vedi come da ultimo hai trattato Boldrin)”. Inteso come Michele Boldrin, segretario del partito Ora!.

“Risultato?”, conclude il deputato di +Europa: “Aiuti solo le destre a vincere e ti ci accordi per essere eletto. Chi è il questuante?”.

Leggi i commenti