ANKARA –«Non mi pento di nulla». In una sala stampa glaciale dell’enorme Biblioteca presidenziale di Ankara, Giorgia Meloni fa i conti con il suo passato trumpiano. Una delusione enorme, un fastidioso inciampo che la insegue. Eppure, appena concluso un complesso summit vissuto in equilibrio, non vuole e non può rinnegare gli sforzi per costruire un ponte con la Casa Bianca. Inevitabile, dopo sett…