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Bonelli: “L’alleanza è al sicuro, nessun favore alla maggioranza”

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Il co-portavoce di Avs: “C’è un pezzo di sinistra che si sente più pura degli altri e dimentica chi sono gli avversari”
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Non c’è nessun rischio che l’alleanza tra Avs, Pd e M5S possa non tenere». A gettare acqua sul fuoco è il co-portavoce di Avs, Angelo Bonelli, che sulle proteste a Napoli non ha dubbi: «Chi vede divisioni ha problemi seri. Quello che è accaduto è un fatto grave, legato alla contestazione di Potere al popolo, che ha fatto un favore alla destra».

Alla destra?

«C’è un pezzo di sinistra che si sente più pura degli altri. E che finisce col fare favori agli avversari politici, che ricordo stanno dall’altra parte. Perché poi quando vince la destra demolisce i diritti sociali e i diritti ambientali, che noi invece difendiamo».

Campo largo a Napoli, Potere al popolo contesta la manifestazione

Tra i contestatori, però, c’era anche una rappresentanza di persone disoccupate. Anche loro hanno fatto un favore alla destra?

«Coi disoccupati ci abbiamo parlato, ci siamo fermati con loro,…

Non c’è nessun rischio che l’alleanza tra Avs, Pd e M5S possa non tenere». A gettare acqua sul fuoco è il co-portavoce di Avs, Angelo Bonelli, che sulle proteste a Napoli non ha dubbi: «Chi vede divisioni ha problemi seri. Quello che è accaduto è un fatto grave, legato alla contestazione di Potere al popolo, che ha fatto un favore alla destra».

Alla destra?

«C’è un pezzo di sinistra che si sente più pura degli altri. E che finisce col fare favori agli avversari politici, che ricordo stanno dall’altra parte. Perché poi quando vince la destra demolisce i diritti sociali e i diritti ambientali, che noi invece difendiamo».

Campo largo a Napoli, Potere al popolo contesta la manifestazione

Tra i contestatori, però, c’era anche una rappresentanza di persone disoccupate. Anche loro hanno fatto un favore alla destra?

«Coi disoccupati ci abbiamo parlato, ci siamo fermati con loro, non soltanto noi ma anche Schlein e Conte. Non siamo come Giorgia Meloni che evita i contestatori, anzi con loro abbiamo cercato di costruire un percorso».

Pensa che la sinistra a volte soffra della sindrome di Tafazzi?

«Sembra essere quasi uno sport diffuso tra quelli che continuano a criticare gli sforzi che io Fratoianni, Schlein e Conte continuiamo a fare per costruire un percorso comune. Invece c’è un pezzo di sinistra che tende a dividersi e che si comporta come se il 7% di voti di Avs non significasse nulla. O come se il 13% del M5S non fosse importante».

Pensa che il problema sia quello?

«È come se si sentissero autosufficienti: temo che non abbiano chiaro come si sviluppa la democrazia. Noi non siamo contro nessuno, vogliamo costruire un programma. E questi episodi dannosi aiutano il centrodestra e Giorgia Meloni. Chi se la ride è lei. Ma gli italiani hanno ben capito qual è la posta in gioco: per questo noi continuiamo a lavorare per il programma, in attesa che l’area più moderata si strutturi».

Dunque porte aperte?

«Noi non abbiamo mai posto veti a nessuno. Il punto per noi resta il programma, non i nomi. C’ è un paese irritato da questo dibattito, che si chiede quale sarà il suo futuro se governiamo noi».

Quale sarà?

«Punteremo sul diritto alla salute per tutti, sul diritto alla contrattualizzazione dei nostri giovani, che altrimenti sono vittime dello schiavismo. E poi la pace, che in questo mondo governato da bulli sembra quasi una bestemmia. Punteremo su serie politiche ambientali, anche rispetto a questo ridicolo dibattito sui condizionatori».

Non pensa che siano di destra?

«Per niente. Credo che quello all’aria fresca sia un diritto. E credo anche che questo diritto venga negato a troppi dei nostri anziani che non si possono permettere di pagare le bollette».

È una nuova forma di povertà?

«È così. E questa destra in Italia sta facendo la guerra ai poveri e non alla povertà. È lì l’avversario da combattere».

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