«Avrei voluto portare il presidente della Repubblica a fare un omaggio alla tomba di Luca al cimitero di Limbiate, poteva essere un’occasione ma i tempi erano contingentati». Salvatore Attanasio è il padre dell’ambasciatore Luca Attanasio, ucciso a colpi d’arma da fuoco il 22 febbraio di cinque anni fa assieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo mentre era in viaggio a bordo di un convoglio delle Nazioni Unite nei pressi di Goma nella Repubblica del Congo. Ieri il presidente della Repubblica lo ha incontrato durante la visita a Seveso.
Cosa le ha detto Mattarella?
«Il presidente è sinceramente dispiaciuto per quanto accaduto. È una persona sensibile: suo fratello è stato assassinato e sono sicuro che condivide il dolore e lo comprende. Ha detto che la Repubblica ci è vicina e che faranno di tutto per la ricerca della verità. Lui rappresenta la nazione ed è difensore della Costituzione. Abbiamo avuto uno scambio cordiale, c’era un gran baccano e nell’orecch…
«Avrei voluto portare il presidente della Repubblica a fare un omaggio alla tomba di Luca al cimitero di Limbiate, poteva essere un’occasione ma i tempi erano contingentati». Salvatore Attanasio è il padre dell’ambasciatore Luca Attanasio, ucciso a colpi d’arma da fuoco il 22 febbraio di cinque anni fa assieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo mentre era in viaggio a bordo di un convoglio delle Nazioni Unite nei pressi di Goma nella Repubblica del Congo. Ieri il presidente della Repubblica lo ha incontrato durante la visita a Seveso.
Cosa le ha detto Mattarella?
«Il presidente è sinceramente dispiaciuto per quanto accaduto. È una persona sensibile: suo fratello è stato assassinato e sono sicuro che condivide il dolore e lo comprende. Ha detto che la Repubblica ci è vicina e che faranno di tutto per la ricerca della verità. Lui rappresenta la nazione ed è difensore della Costituzione. Abbiamo avuto uno scambio cordiale, c’era un gran baccano e nell’orecchio gli ho detto “guardi, siamo certi che si è trattato di un omicidio premeditato e non di un incidente. Lui mi ha guardato, poi ci siamo salutati. Non per colpa sua, era tutto programmato».
Ci sono novità?
«La famosa richiesta di istituire una commissione d’inchiesta parlamentare per il triplice omicidio giace sepolta in Senato, non è stata ancora calendarizzata e quindi non viene discussa. Così resta lettera morta. Deve essere il Parlamento ad approvarla, o meno».
C’è un secondo fascicolo ancora aperto alla procura di Roma, stavolta per terrorismo.
«La procura sta indagando su almeno un paio di piste, anche nuove, legate all’omicidio. È stato trovato un ranger congolese che dice che si trovava sul luogo dell’omicidio e che ha delle prove e dei documenti da mostrare. La presidente del Consiglio avrebbe dovuto prendere decisioni coraggiose, in merito all’immunità che protegge gli imputati, ma purtroppo sappiamo che questo coraggio è mancato».