Report, sospese le repliche: “Chiarezza sul caso Ranucci”. La redazione: censura Rai
di Giuliano FoschiniQuando la bomba esplose sotto casa di Sigfrido Ranucci c’era chi voleva chiudere Report. Ora che quella bomba è deflagrata nella maniera più impensabile, Report è stata chiusa per davvero: le repliche estive, certo. Ma il segnale è bastato per far scoppiare un grande caos. La decisione della direzione Approfondimento della Rai di sospendere «in via cautelativa» la messa in onda delle puntate già trasmesse, «in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda», ha provocato una rivolta dentro e fuori il servizio pubblico.
Viale Mazzini spiega che il provvedimento è stato adottato «a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico» e precisa che «resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione di Report» in autunno. Una spiegazione che però viene respinta con forza dagli stessi giornalisti del programma. «Apprendo con sconcerto e con preoccupazione per l’informazione tutta che la Rai ha deciso di utilizzare il pretesto delle vergognos…
Quando la bomba esplose sotto casa di Sigfrido Ranucci c’era chi voleva chiudere Report. Ora che quella bomba è deflagrata nella maniera più impensabile, Report è stata chiusa per davvero: le repliche estive, certo. Ma il segnale è bastato per far scoppiare un grande caos. La decisione della direzione Approfondimento della Rai di sospendere «in via cautelativa» la messa in onda delle puntate già trasmesse, «in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda», ha provocato una rivolta dentro e fuori il servizio pubblico.
Viale Mazzini spiega che il provvedimento è stato adottato «a tutela di un patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico» e precisa che «resta fermo l’appuntamento con la nuova stagione di Report» in autunno. Una spiegazione che però viene respinta con forza dagli stessi giornalisti del programma. «Apprendo con sconcerto e con preoccupazione per l’informazione tutta che la Rai ha deciso di utilizzare il pretesto delle vergognose congetture, assurde, che sono state veicolate nelle ultime ore da alcune dichiarazioni politiche e da alcune ricostruzioni giornalistiche», dice Sigfrido Ranucci. Per il conduttore la sospensione «non è la protezione del patrimonio editoriale di grande valore per il servizio pubblico», ma rappresenta «la delegittimazione non solo della mia persona ma anche di tutto il lavoro dei singoli giornalisti che in modo autonomo e indipendente hanno curato inchieste importanti e che sono vero patrimonio per l’informazione e la democrazia».
Ancora più dura la presa di posizione della redazione: «Non comprendendo quale connessione possa esserci tra i fatti emersi in questi giorni e le nostre inchieste, riteniamo che questa decisione sia lesiva del nostro lavoro e del nostro impegno e temiamo che possa preludere a una nostra cancellazione in vista della prossima stagione». I giornalisti ricordano che fino al giorno precedente il direttore Paolo Corsini aveva valutato positivamente il ciclo di repliche e osservano come la decisione sia arrivata mentre continuavano le pressioni politiche sul programma.
Di più: atti giudiziari alla mano Ranucci è stato vittima di un attentato con metodi mafiosi, è parte lesa. «Questa censura senza precedenti avviene ancor prima che le indagini della magistratura abbiano definitivamente chiarito che cosa e chi sta dietro l’attentato a Sigfrido — dicono i giornalisti — Sappiamo bene che Report è un obiettivo. Ma sappiate che lo difenderemo, centimetro dopo centimetro».
Accanto a Report c’è l’Usigrai che attacca: «La sospensione colpisce il lavoro di tutta la redazione» ed è «solo un modo per togliere dagli schermi il programma che più di altri infastidisce con le sue inchieste»; il segretario della Fnsi Vittorio Di Trapani parla di «un atto gravissimo», mentre il presidente dell’Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli definisce la scelta «incomprensibile e sbagliata». Critici anche i consiglieri di amministrazione Rai Alessandro Di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale: «Non si capisce cosa c’entri con l’esigenza di chiarezza» la sospensione delle repliche e il provvedimento «sembra solo una punizione che vuole soddisfare le richieste giunte a gran voce da una parte politica». Sul fronte opposto Fratelli d’Italia difende la scelta dell’azienda, definendola sui social «una decisione più che legittima, a tutela del servizio pubblico». Una posizione che arriva dopo settimane di attacchi politici alla trasmissione e mentre il partito aveva chiesto alla Rai un’indagine interna su Report. Le opposizioni, invece, parlano apertamente di censura. M5S è accanto a Ranucci. Per Walter Verini, capogruppo del Pd in commissione Antimafia, la sospensione è «grave e pretestuosa» e «non può autorizzare i vertici Rai a tagli e censure». Peppe De Cristofaro, di Avs, accusa invece l’azienda di «trasformare la vittima di un attentato in un sospettato» e sostiene che con questa decisione «i vertici di TeleMeloni si levano un fastidio».