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Governo al vertice Usa sul terrorismo rosso. L’opposizione: “Gita indecorosa per avvicinare Trump”

Il presidente Usa Donald Trump al vertice Nato di Ankara. Dietro, la premier Giorgia Meloni (reuters)

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Il controverso summit convocato da Rubio a Washington il 16 luglio. Amendola (Pd): “La replica di Tajani con il cappello in mano al board of peace”. Maiorino (M5S): “Tentativo disperato di riavvicinarsi al tycoon”. Interrogazione di Avs: “Premier e ministro degli Esteri spieghino”
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Le opposizioni oscillano tra sorpresa e indignazione. Il governo italiano manderà un sottosegretario al controverso vertice trumpiano contro la “rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra” convocato a Washington il 16 luglio dal Segretario di Stato Marco Rubio. Una rappresentanza politica, dunque. Richiesta personalmente dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nonostante gli altri esecutivi europei siano orientati a inviare solo personale d’ambasciata. Consapevoli delle polemiche che il summit ha subito acceso nel dibattito Usa e tra le cancelliere del Vecchio Continente: funzionari anonimi hanno riferito al Washington Post il timore che la Casa Bianca punti a normalizzare l’utilizzo di strumenti antiterrorismo per reprimere l’attivismo di sinistra. Il primo passo Donald Trump l’aveva già fatto a fine 2025, dichiarando Antifa “un’organizzazione terroristica”. Etichetta non condivisa da nessun Paese europeo.

Le opposizioni oscillano tra sorpresa e indignazione. Il governo italiano manderà un sottosegretario al controverso vertice trumpiano contro la “rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra” convocato a Washington il 16 luglio dal Segretario di Stato Marco Rubio. Una rappresentanza politica, dunque. Richiesta personalmente dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nonostante gli altri esecutivi europei siano orientati a inviare solo personale d’ambasciata. Consapevoli delle polemiche che il summit ha subito acceso nel dibattito Usa e tra le cancelliere del Vecchio Continente: funzionari anonimi hanno riferito al Washington Post il timore che la Casa Bianca punti a normalizzare l’utilizzo di strumenti antiterrorismo per reprimere l’attivismo di sinistra. Il primo passo Donald Trump l’aveva già fatto a fine 2025, dichiarando Antifa “un’organizzazione terroristica”. Etichetta non condivisa da nessun Paese europeo.

Le minoranze vedono nell’iniziativa del governo Meloni un nuovo tentativo di riavvicinarsi all’ex amico di Mar-a-Lago: “Dopo il berretto di Antonio Tajani al Board of Peace, ecco una nuova indecorosa missione fuori porta per raccogliere altri gadget elettorali made by MAGA”, commenta Enzo Amendola, ex ministro degli Affari europei e oggi deputato Pd. Per la senatrice M5S Alessandra Maiorino, l’ipotesi di mandare un sottosegretario, “se confermata, sarebbe una decisione inquietante”. Interpretabile in un unico modo: “Conferma – aggiunge – l’affinità ideologica tra Meloni e Trump, un disperato tentativo della premier di rientrare nelle grazie del presidente americano anche a costo di sposare il modello fascistoide trumpiano”. Avs ha già preparato un’interrogazione parlamentare per chiedere spiegazioni al ministro degli Esteri Antonio Tajani e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “È incredibile”, dice Angelo Bonelli: “Con ogni evidenza non solo il rapporto con Trump non si è interrotto, ma la premier continua ad assecondare le politiche anti-democratiche del presidente degli Stati Uniti”. Il quale, aggiunge il leader dei Verdi, considera “terrorismo ogni forma di dissenso” e “utilizza metodi autoritari per reprimerlo”. Come hanno dimostrato gli episodi più sanguinosi che hanno coinvolto l’Ice nei mesi scorsi. Concorda Nicola Fratoianni: “Appare evidente come l'obiettivo dell'incontro internazionale previsto per il prossimo 16 luglio sia quello di tentare di imporre agli Stati invitati una strategia diretta a criminalizzare e reprimere, rappresentandola come minaccia globale, ogni forma di critica e di organizzazione diretta a contrastare le politiche e la visione dell'amministrazione Trump e delle forze sovraniste di destra”. La partecipazione dell’esecutivo al summit lascia perplesso anche Enrico Borghi, senatore di Italia viva e membro del Copasir: “Non è avallando una nuova logica maccartista che il governo italiano potrà sperare – o sognare? – di tornare agli antichi fasti del presunto “ponte” di Meloni. Ancora una volta alle dichiarazioni di presunta autonomia si sostituiscono gli atteggiamenti di costante subalternità”. Punto di vista condiviso dal segretario di +Europa Riccardo Magi: “Se il governo italiano fosse serio e con la schiena dritta direbbe con chiarezza a Rubio che oggi non esiste un pericolo rosso transnazionale e che oggi per le democrazie liberali è ben più forte il pericolo eversivo rappresentato dall'involuzione illiberale degli Usa di Trump”.

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