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Biennale, Cirielli: “Bruxelles coerente, grave la responsabilità di chi ha aperto al Cremlino”

(ansa)

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Il viceministro degli Affari esteri: “Le policy dell’Unione sono chiare e la scelta della Fondazione non era concordata”
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«L’Europa, piaccia o no, ha la sua coerenza. La linea era chiara. È chi ha deciso di dare visibilità allo Stato russo in Biennale ad essersi assunto una grave responsabilità». Edmondo Cirielli, viceministro FdI degli Affari esteri, non cambia idea. È uno di quei casi in cui i meloniani di vecchia scuola sposano la “rigidità” europea.

Viceministro Cirielli, per la Lega lo stop della Ue ai 2 milioni di fondi della Biennale è “ricatto”, “abuso”, “atto inaccettabile” .

«Possiamo definirlo come vogliamo. Ma la policy dell’Unione europea in termini di finanziamento erano chiari...»

Non cede alle ragioni dell’arte.

«Non gioco con le parole e la politica delle sanzioni. L’arte e gli artisti vanno difesi, sempre. Ma, alla Biennale, c’era il padiglione voluto e pagato dallo Stato russo. Quindi c’è in gioco la scelta tutta politica di aderire o non aderire alle misure che intendono sanzionare, a tutti i livelli, un Paese che ha aperto la guerra di aggressione contro l’Ucraina».

Buttafuoco intend…

«L’Europa, piaccia o no, ha la sua coerenza. La linea era chiara. È chi ha deciso di dare visibilità allo Stato russo in Biennale ad essersi assunto una grave responsabilità». Edmondo Cirielli, viceministro FdI degli Affari esteri, non cambia idea. È uno di quei casi in cui i meloniani di vecchia scuola sposano la “rigidità” europea.

Viceministro Cirielli, per la Lega lo stop della Ue ai 2 milioni di fondi della Biennale è “ricatto”, “abuso”, “atto inaccettabile” .

«Possiamo definirlo come vogliamo. Ma la policy dell’Unione europea in termini di finanziamento erano chiari...»

Non cede alle ragioni dell’arte.

«Non gioco con le parole e la politica delle sanzioni. L’arte e gli artisti vanno difesi, sempre. Ma, alla Biennale, c’era il padiglione voluto e pagato dallo Stato russo. Quindi c’è in gioco la scelta tutta politica di aderire o non aderire alle misure che intendono sanzionare, a tutti i livelli, un Paese che ha aperto la guerra di aggressione contro l’Ucraina».

Buttafuoco intendeva realizzare la Biennale della tregua.

«Non concordata. Infatti il ministro Giuli era in disaccordo. Dopodiché, il governo non ha avuto uno sguardo illiberale. Ma che l’Europa tenga fede alle sue policy, e dica: vi revochiamo i fondi, non sorprende».

Dal Collegio Romano si colmerà quel taglio o l’offerta della Biennale sarà meno ricca?

«Questo è il punto. Chi paga? Visto che i destinatari di quell’offerta culturale, che ha la storia prestigiosa della Biennale, sono i cittadini e i fruitori di tutto il mondo, forse paga il Paese. La valutazione non tocca a me, ma credo che chi ha responsabilità di amministrare debba rispondere delle sue scelte politiche».

Le minacce dell’Iran a Meloni. Le intelligence al lavoro da 48 ore, con quale lettura?

«Nessuna minaccia può essere mai sottovalutata. Intanto resta l’ipotesi della frattura interna al governo. C’è la sensazione che la lista assurda di leader messi nel mirino da questo quotidiano, Hamshari, sia dovuta a frange estremiste. Magari le stesse che vogliono far saltare gli accordi e provocano altre crisi nel Golfo».

Confida sempre che il governo di Teheran si scusi?

«Il governo è responsabile. Se non è d’accordo deve smentire e chiedere scusa».

La vera frattura non è stata provocata dai dubbi sull’utilizzo delle basi italiane, tema esploso dopo le esternazione di Rutte?

«L’Iran conosce molto bene i trattati internazionali, sa che vi è stato solo un uso difensivo di tipo logistico delle nostre basi, e la polemica col segretario della Nato Rutte, che si era espresso in maniera molto semplificata, è superata».

Non è superato invece il gelo con Trump. Tanto che il governo partecipa al vertice di Rubio contro il “ movimento antifa”?

«Dobbiamo essere chiari. Si tratta di una partecipazione non politica, ma tecnica. C’è un’ondata di violenza, di terrorismo “rosso” su cui è bene ascoltare ed essere aggiornati».

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