Qualcuno, ieri, nei banchi della stessa maggioranza, lo ha definito il “decreto Cicalone”, dal nome dello youtuber che gira per metropolitane e periferie italiane. Il nuovo pacchetto sicurezza approvato ieri dal Consiglio dei ministri rincorre la destra estrema sul terreno dell’ordine pubblico e lo fa adottandone anche il lessico: “maranza”, “movida”, “bivacchi”. Termini che fino a poco tempo fa appartenevano soprattutto al dibattito social e alla propaganda politica diventano così il filo conduttore del nuovo intervento dell’esecutivo.
Le novità sono cinque e si aggiungono al pacchetto Sicurezza approvato lo scorso febbraio. Il governo dice di voler dare una risposta al fenomeno delle baby gang e agli episodi di degrado urbano. Il capitolo più significativo è quello che a Palazzo Chigi viene ormai sintetizzato con l’etichetta di norme “anti-maranza”. «Viene estesa la disciplina del cosiddetto fermo di prevenzione anche ai minorenni», ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piante…
Qualcuno, ieri, nei banchi della stessa maggioranza, lo ha definito il “decreto Cicalone”, dal nome dello youtuber che gira per metropolitane e periferie italiane. Il nuovo pacchetto sicurezza approvato ieri dal Consiglio dei ministri rincorre la destra estrema sul terreno dell’ordine pubblico e lo fa adottandone anche il lessico: “maranza”, “movida”, “bivacchi”. Termini che fino a poco tempo fa appartenevano soprattutto al dibattito social e alla propaganda politica diventano così il filo conduttore del nuovo intervento dell’esecutivo.
Le novità sono cinque e si aggiungono al pacchetto Sicurezza approvato lo scorso febbraio. Il governo dice di voler dare una risposta al fenomeno delle baby gang e agli episodi di degrado urbano. Il capitolo più significativo è quello che a Palazzo Chigi viene ormai sintetizzato con l’etichetta di norme “anti-maranza”. «Viene estesa la disciplina del cosiddetto fermo di prevenzione anche ai minorenni», ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, “quando sussiste un fondato motivo di ritenere che possano mettere in atto condotte di pericolo per la sicurezza pubblica”. La misura potrà essere applicata durante i servizi di ordine pubblico nelle aree della movida e, più in generale, nei luoghi caratterizzati da un’elevata presenza di persone. A giustificarla potranno essere, ad esempio, il possesso di armi o di oggetti atti a offendere, l’uso di caschi o altri strumenti che rendano difficile il riconoscimento, oppure precedenti segnalazioni per reati in materia di stupefacenti.
Piantedosi ha anche cercato di spegnere le polemiche nate nelle ultime ore sul ruolo della polizia locale. “C’è stato un malinteso che è tutto tecnico”, ha detto. “La norma già prevede che sia una prerogativa degli agenti di pubblica sicurezza, categoria di carattere funzionale nella quale sono ricompresi gli agenti di polizia locale”. In sostanza, i vigili urbani già impiegati nei servizi di ordine pubblico potranno utilizzare questo strumento senza che sia necessario attribuire loro nuovi poteri. Per contrastare le bande giovanili arriva poi un’altra misura: il questore potrà accompagnare l’avviso orale con un divieto di aggregazione, impedendo così ai gruppi ritenuti pericolosi di continuare a ritrovarsi nei luoghi dove più frequentemente si verificano episodi di violenza o vandalismo.
Il disegno di legge interviene anche sul fronte delle sanzioni. Per il danneggiamento commesso da almeno cinque persone viene introdotta una specifica aggravante, con pene più severe e la possibilità di ricorrere anche all’arresto differito in flagranza.
Un altro capitolo riguarda la legittima difesa. Il disegno di legge modifica il codice civile prevedendo che chi è vittima di una rapina, di una violenza sessuale o di altri gravi reati non debba risarcire l’autore del delitto qualora venga condannato per eccesso colposo di legittima difesa. “Viene in qualche modo escluso il risarcimento del danno in situazioni in cui il fatto si verifichi in occasione del compimento da parte del danneggiato di alcuni reati», ha spiegato il ministro. “Il caso classico è quello della rapina in casa”. E ancora: “Fermo restando la valutazione di carattere penale, viene considerata l’esclusione del risarcimento dei danni", valorizzando “il concorso alla commissione del reato da parte della persona che poi diventa a sua volta parte offesa per la reazione del danneggiato”. Una norma che richiama il caso del gioielliere Mario Roggero, condannato dopo aver ucciso due rapinatori e successivamente destinatario di una richiesta milionaria di risarcimento da parte dei familiari delle vittime.
L’ultimo intervento riguarda la tutela delle forze dell’ordine. Diventa procedibile d’ufficio il reato di lesioni personali commesse nei confronti di ufficiali e agenti di polizia nell’esercizio delle loro funzioni. Così, anche nei casi di lesioni lievi, non sarà più necessaria la querela della persona offesa per avviare il procedimento.