È ripreso l’esame della nuova legge elettorale nell’aula della Camera. Le opposizioni ieri hanno ritirato tutti i loro emendamenti e ne restano da votare una sessantina (inizialmente si partiva da 200). Oggi tiene banco un nuovo caso: l'emendamento dei vannacciani sulle preferenze bocciato a scrutinio segreto con 233 voti contrari e 139 a favore, tra cui quelli di FdI. Le opposizioni non hanno dubbi: la maggioranza di centrodestra si è spaccata ancora. Già ieri è stato respinto l'emendamento presentato dal partito di Giorgia Meloni con il sostegno di Lega e Forza Italia (187 a favore e 188 i contrari) tra il boato delle opposizioni che hanno chiesto le dimissioni al governo. "Serve una riflessione nella maggioranza", le parole della premier. La segretaria del Pd, Elly Schlein, questa mattina in radio ha ribadito: "Il governo sfiduciato da deputati della maggioranza, è stata punita l’arroganza di Meloni. Elezioni a settembre? Noi siamo pronti”.
Via libera alla riduzione delle circoscrizioni Estero
Via libera all'emendamento del centrodestra che riduce le circoscrizioni Estero: dalle attuali quattro diventano due le circoscrizioni per la Camera, e dalle attuali due si passa a una sola per il Senato. L'emendamento è stato votato a scrutinio segreto. I voti a favore sono 203, i contrari 133 (le opposizioni). Attualmente le circoscrizioni sono: Europa, compresi i territori asiatici della Federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide. Se la legge elettorale verrà approvata in via definitiva, diventeranno una circoscrizione Europa e una che raggruppa Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide per la Camera; per il Senato invece ci sarà una unica circoscrizione Estero.
Voto Estero, Provenzano: “Avremo il senatore planetario, roba da Star Wars”
"Volete solo provare a ottenere qualche seggio in più magari per poter portare un ex missino al Quirinale, beh la memoria di un altro missino lo state umiliando, Mirko Tremaglia". Lo ha detto intervenendo in Aula alla Camera il dem Peppe Provenzano nell'ambito del dibattito sugli emendamenti riguardanti la riduzione delle aree geografiche della circoscrizione Estero inserita nella legge elettorale. "Ci sarà il senatore mondo, il senatore planetario - ha ironizzato - ma che cos'è Star Wars?". "Potete fare tutte le pantomime sui social ma questa operazione di modifica dimostra che siete sempre e solo i soliti trumpiani con qualunque legge elettorale, ma perderete perché gli italiani non vogliono i trumpiani".
Ultime votazioni in serata, voto finale entro domattina
L'aula della Camera si avvia a concludere entro le 23 l'esame degli emendamenti alla proposta di legge per la riforma della legge elettorale e dei relativi 29 ordini del giorno. Il voto finale, a scrutinio segreto, in prima lettura è atteso entro domani mattina. Nella seduta di oggi l'assemblea ha fatto registrare il sì unanime, con il parere positivo del governo, (353 i voti favorevoli) a un subemendamento che consente il voto alle elezioni politiche, europee e ai referendum a chiunque si trovi fuori sede per ragioni di lavoro, studio o salute.
Lollobrigida: “Voto sulle preferenze non è motivo di crisi”
La bocciatura di ieri dell'emendamento sulla preferenze alla legge elettorale "certo non è quello motivo di crisi però noi non siamo entrati in altri governi perché pensiamo che chi ci manda al governo vuole vedere le cose che facciamo, se saremo in grado di portare avanti il nostro programma noi continuiamo e ci sottoponiamo al volere degli elettori, se non siamo più in grado ci sottoponiamo al volere degli elettori prima". Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida in chiusura del 'faccia a faccia' con il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, parlando del voto alla Camera di ieri. "La politica deve avere chiarezza. Ieri per esempio è accaduto un episodio strambo: la presidente Meloni vuole e chiede che i cittadini possano scegliere come votare, scegliere i loro rappresentanti. C'è chi è favorevole alle preferenze, chi è contrario, è legittimo. L'opposizione ha chiesto di votare segretamente. Il voto segreto serve a rispettare la libertà di coscienza. Che c'è da rispettare nel mettere o non mettere le preferenze? C'è da nascondere eventualmente la mano di chi vigliaccamente, qualcuno anche nel centrodestra per tenersi la poltrona non vuole dichiarare quello che vota e io credo che sia una vergogna".
Pastorella (Az): “Passo avanti sui fuorisede, ma criteri restrittivi”
"Dall'inizio della legislatura Azione ha provato in tutti i modi a offrire alla maggioranza gli strumenti necessari per introdurre il voto fuori sede, anche in collaborazione con la società civile e proponendo soluzioni il più possibile neutrali dal punto di vista tecnologico. Era diventato sempre più difficile spiegare agli elettori perché una misura condivisa a parole da tutte le forze politiche non riuscisse a diventare realtà, mentre in molti altri Paesi votare lontano dal luogo di residenza è già possibile. Abbiamo portato avanti questa battaglia dentro e fuori dal Parlamento e l'abbiamo riproposta anche oggi con i nostri emendamenti". Lo dichiara Giulia Pastorella, deputata e vicepresidente di Azione, intervenendo in Aula durante l'esame della legge elettorale. "In un'epoca di tecnologia e digitalizzazione si poteva fare di più e meglio, ma riteniamo comunque preferibile approvare questa - conclude Pastorella - possibilità piuttosto che lasciare ancora una volta senza risposta chi non può votare nel proprio comune di residenza".
Ricciardi (Pd): “Destra elimina rappresentanza all’estero”
“Con questo intervento sulla circoscrizione Estero la destra compie un atto gravissimo: cambia le regole della rappresentanza non per migliorare il sistema, ma perché non riesce a conquistare il consenso. Dove non arrivano con i voti, modificano collegi e circoscrizioni. È una forzatura senza precedenti". Lo dichiara Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo del Partito Democratico alla Camera e deputato eletto nella circoscrizione Estero.
"Un conto è intervenire per rafforzare la sicurezza e la trasparenza del voto, tema sul quale in Commissione avevamo trovato un'ampia convergenza. Altra cosa è stravolgere la rappresentanza di oltre sette milioni di cittadine e cittadini italiani residenti all'estero per inseguire un vantaggio politico. La circoscrizione Estero non può diventare il terreno su cui la maggioranza riscrive le regole del gioco a proprio favore: Chissà cosa penserebbe di voi Mirko Tremaglia. Siete i figli illegittimi di Donald Trump, perché dove non riuscite con i voti cambiate i collegi e le circoscrizioni".
Madia (IV): “Ipocriti entusiasmi del centrodestra, nostra proposta ignorata”
"Gli entusiasmi del centrodestra per l'emendamento sui fuorisede suonano ipocriti: ricordo che la nostra proposta sul tema è stata trasformata dalla maggioranza, prima, in delega e poi abbandonata in Senato". Lo ha detto Marianna Madia, deputata di Iv-Casa Riformista, annunciando il voto favorevole delle opposizioni sull'emendamento alla legge elettorale riguardante i fuorisede.
Ok unanime al voto dei fuorisede, potranno votare nel comune di domicilio
Ok unanime dell'aula della camera, con 353 sì, nessun contrario e parere favorevole del governo, al subemendamento che ha riformulato la norma di maggioranza per il voto ai fuorisede. Hanno votato a favore anche tutte le opposizioni rivendicando però la loro battaglia per una legge 'ad hoc' portata avanti già da tempo. Se la legge elettorale entrerà in vigore, in occasione delle elezioni politiche, europee e per i referendum, chiunque per motivi di studio, lavoro o cura si trovi temporaneamente in comune diverso da quello di residenza, potrà votare per i candidati del collegio dove si è domiciliati facendo apposita richiesta in un registro ad hoc per i fuori sede.
Bonafè (Pd): “Sui fuorisede la nostra battaglia va avanti”
"Anche noi accogliamo con soddisfazione il fatto che anche la maggioranza, dopo che abbiamo portato avanti proposte di legge e una mobilitazione, si sia fatto carico di garantire il diritto di voto ai fuorisede. Anche il Pd voterà a favore di questo emendamento sono state fatte delle modifiche anche in comitato dei nove, poco fa". Lo dice Simona Bonafè, deputata Pd, in Aula alla Camera sull'emendamento sul voto dei fuorisede. "Non è la soluzione che avremmo voluto, tanto che la nostra proposta di legge presentata qualche anno fa e poi trasformata in legge delega e ferma al Senato andava in direzione diversa, chiedevano che non ci fossero nove mesi per certificare il domicilio, erano proposte che dicevano che il voto doveva incidere dove il fuorisede risiede e non domicilia. La battaglia per noi non finisce qui", aggiunge Bonafè, "andremo avanti con i comitati, ma pensiamo che questo primo passo sia stato un passo importante in direzione di facilitare la partecipazione al voto dei cittadini fuorisede".
Pd-M5S-Avs: “La maggioranza vieta diretta tv per nascondere il suo tracollo”
“Apprendiamo con stupore che la maggioranza ha rifiutato la nostra richiesta di autorizzare la diretta televisiva per le dichiarazioni di voto finali sulla legge elettorale. Ci è chiaro che questa scelta è figlia della volontà di nascondere ai cittadini il tracollo di una maggioranza di fatto finita in una 'palude'. Siamo quindi alle solite: nella maggioranza Meloni non c'è alcuna ritrosia a utilizzare la televisione pubblica come megafono di propaganda, cambia tutto invece quando si tratta di fare un'operazione di trasparenza per palesare ai cittadini che questo governo è ormai al capolinea”. Così in una nota i capigruppo Riccardo Ricciardi (M5S), Chiara Braga (Pd) e Luana Zanella (Avs).
Serracchiani (Pd): “Grave crisi politica nella maggioranza”
"E' ormai evidente che è in corso una grave crisi politica, con spaccature sempre più profonde nella maggioranza e giri di valzer con i possibili nuovi partner dell'estrema destra. Dopo la sconfitta sull'emendamento truffa che introduceva le finte preferenze, arriva il voto di FdI insieme ai vannacciani. In nessuno dei due casi Fi e Lega hanno votato con FdI, certificando a tutti gli effetti uno smottamento nell'assetto delle forze". Lo dichiara Debora Serracchiani, componente della segreteria nazionale del Pd. "In pochi giorni la presidente del Consiglio deve incassare degli atti di sfiducia - osserva Serracchiani - su leggi fondamentali e deve sottomettersi ad andare incontro a Vannacci. Sono finiti presto i tempi in cui Meloni voleva ignorare il 'Generale' e ora anzi deve trattare con lui. Coerenza vorrebbe che la premier prendesse atto di quanto succede e ne riferisse al Colle".
Sensi (Pd): “Convergenza su voto fuorisede è ragionevole”
"Mi pare che la convergenza bipartisan sull'emendamento sul voto fuorisede sia ragionevole e dovuta. Una battaglia di tanti anni, nata fuori dal Parlamento su un principio di diritto e di eguaglianza sacrosanto. In questo deserto, un fiore". Lo scrive il senatore del Pd Filippo Sensi su X.
Conte: “Voto fuorisede primo passo avanti”
"Ampliare il più possibile la partecipazione e garantire il sacrosanto diritto di voto è una nostra battaglia sin dall'inizio". Dopo Bonelli di Avs, anche Giuseppe Conte accende luce verde all'emendamento di maggioranza che concede la facoltà di votare fuori dal comune di residenza, ma solo per comprovati motivi di salute. In realtà le opposizioni, che hanno presentato una loro proposta, avrebbero voluto di più - cioè inserire pure chi studia o lavora fuori sede - ma hanno deciso di dire sì al centrodestra perché comunque "rappresenta un primo passo che va nella giusta direzione".
di Giovanna Vitale
Verso la censura dei questori sul filmato del voto dei Vannacciani
Il Collegio dei questori della Camera, riunito oggi dopo la richiesta avanzata ieri dalle opposizioni, valuta l'invio di una lettera di censura ai deputati di Futuro Nazionale che ieri hanno filmato il voto in Aula e diffuso le immagini. Il richiamo a un comportamento più consono, secondo quanto spiega il questore Paolo Trancassini (FdI), intende censurare l'utilizzo del video. Sul caso della parola 'Hitler' che sarebbe stata pronunciata in Aula del deputato Domenico Furgiuele, Trancassini spiega invece che non è stato possibile verificare se l'esponente di FnV l'abbia effettivamente detta.
Approvato l’articolo 2
L'aula della Camera, con 213 sì, 144 voti contrari e 3 astenuti, ha approvato anche l'articolo 2 della legge elettorale.
Verso l’accordo bipartisan sul voto fuorisede
Dopo l’apertura del co-portavoce di Avs, Angelo Bonelli, e l’ok del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, parla di “un’ottima notizia” anche la senatrice di Noi Moderati, Mariastella Gelmini, secondo cui si tratta di “una battaglia di civiltà. Con questa riforma daremo finalmente l'opportunità di esercitare il diritto di voto anche a chi è distante dalla propria residenza, per ragioni di studio, lavoro o cura".
Approvato l’articolo 1
La Camera ha approvato l'articolo 1 della proposta di legge elettorale, dopo aver completato l'esame degli emendamenti. I sì sono stati 208, i no 143, gli astenuti 3. Il voto è stato a scrutinio segreto. Si tratta, di fatto, del cuore della modifica del meccanismo di voto che prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 deputati e 35 senatori alla lista o coalizione di liste che ottengono almeno il 42% dei voti. Prevista anche l'indicazione, al deposito del contrassegno, del nome di chi coalizione proporrà al presidente della Repubblica come premier.
Conte: “Voto fuorisede diritto sacrosanto, è la nostra battaglia”
"Ampliare il più possibile la partecipazione e garantire un sacrosanto diritto, il sacrosanto diritto di voto. È la nostra battaglia sin dall'inizio". Lo afferma il leader del M5s Giuseppe Conte in vista del voto in Aula alla Camera sull'emendamento sui fuori sede, confermando l'orientamento delle opposizioni a sostegno del testo.
Donzelli: “Modifica al Senato? Riflessioni dopo la Camera”
“Le riflessioni le faremo dopo che sarà approvato il provvedimento, la proposta di modifica alla legge elettorale alla Camera. Certo, se stessimo andando ad approvare una legge con le preferenze sarei più contento. Sarà comunque una buona legge", osserva il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli, riferendosi a una eventuale modifica correttiva nel passaggio in Senato al fine di reintrodurre le preferenze.
Bonelli: “Noi a favore dell’emendamento della maggioranza sul voto ai fuorisede”
“Voteremo a favore dell’emendamento della maggioranza sul voto ai fuorisede”, annuncia il leader di Avs Angelo Bonelli in Transatlantico. “Non è quello che avremmo voluto noi, il centrodestra prevede di concedere la facoltà di votare in un comune diverso da quello di residenza solo per comprovati motivi di salute, ma almeno è un primo passo”, aggiunge. Una sorpresa, dopo lo scontro durissimo fra maggioranza e opposizione sulle preferenze. I fuorisede invece dovrebbero unire i due fronti in un’intesa bipartisan.
di Giovanna Vitale da Montecitorio
Donzelli: “FdI assieme a Futuro nazionale? Votiamo ciò che riteniamo utile per italiani”
"Fratelli d'Italia vota con Futuro Nazionale? FdI da quando siamo in Parlamento vota qualsiasi cosa che ritiene utile per gli italiani. Non abbiamo motivo di non votare una cosa perché la propongono le opposizioni. Se fosse rimasto l'emendamento del centrosinistra lo avremmo votato. Lo hanno ritirato. Dopo aver fatto polemica per tanti mesi". Così il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli fuori da Montecitorio sul voto di questa mattina all'emendamento Ziello (Futuro Nazionale) sulle preferenze nella legge elettorale che ha visto il partito di Vannacci votare a favore assieme a quello di Meloni. Contrarie oltre alle opposizioni Lega e Forza Italia.
Ironia Conte sui social: "Secondo voi Meloni dove dovrebbe essere?”
"Secondo voi una premier che ha bloccato il Parlamento sulla legge elettorale anziché su stipendi e sanità e che è stata appena sfiduciata dalla sua stessa maggioranza, dove dovrebbe essere oggi? 1. Al Quirinale per dimettersi. 2. A un vertice di maggioranza per uscire dalla palude in cui sono precipitati e hanno precipitato l'Italia. 3. Alla cerimonia di premiazione dei Maestri della cucina. Vi metto la risposta esatta nei commenti", è il posto del presidente M5S Giuseppe Conte sui social.
Arianna Meloni posta foto del Pd che esulta in aula: “Sembrano i Mondiali, sono vergognosi”
"Non dimenticate mai questa foto. Tenetela sempre a mente. La sinistra che esulta come se avesse vinto i Mondiali dopo aver bocciato la proposta di Giorgia Meloni di restituire agli italiani il diritto di scegliere chi mandare in Parlamento. Sono vergognosi", scrive su Instagram Arianna Meloni, responsabile politica di FdI e sorella della premier postando una foto dei deputati del Pd, tra cui la segretaria Elly Schlein, che esultano in aula alla Camera appena visto il risultato del voto di ieri sulle preferenze della legge elettorale.
Vertice dei leader di Pd-M5S-Avs alla Camera
Un vertice durato circa mezz'ora e al quale hanno partecipato i leader di Pd, Avs e M5S, più la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga e il responsabile organizzazione del Nazareno, Igor Taruffi. Sotto gli sguardi degli ex presidenti della Camera immortalati nel salone di Montecitorio detto 'Corea', Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno discusso delle prossime mosse da fare in aula in vista dei prossimi emendamenti alla legge elettorale. In particolare, si sarebbe discusso del comportamento da tenere sull'emendamento presentato da FdI sul voto ai fuorisede. Stando a quanto riferiscono fonti parlamentari, l'orientamento dei leader dei tre partiti sarebbe quello di non votare l'emendamento, nonostante sia stato più volte modificato. Sarebbero ancora troppi, per il campo progressista, i paletti posti a chi lavora, studia o si cura lontano dal comune di residenza per dare il via libera al provvedimento. Tanto più, viene fatto presente, che con ogni probabilità la norma passerà, visti i numeri di cui gode la maggioranza e il fatto che altri partiti di opposizione, come +Europa, hanno fatto sapere di essere disposti a dare il proprio via libera. Date le premesse, è il ragionamento fatto in ambienti del centrosinistra, perché fornire un assist a una compagine che sulla legge elettorale sta mostrando segni di cedimento?
Alla Camera scatta la “caccia alle Franche”, le deputate di centrodestra
“Andiamo a caccia delle Franche”. È una missione quasi impossibile quella che si son dati un gruppo di cronisti parlamentari a Montecitorio: scovare le “franche tiratrici”, ovvero le deputate di centrodestra che nel segreto dell’urna hanno bocciato l’emendamento Bignami sulle preferenze che prevedeva di cancellare l’alternanza di genere dalle liste elettorali. Le più “cercate” in Transatlantico sono le forziste, in particolare Debora Bergamini (che però ieri era assente giustificata) e Katia Polidori. Nella Lega si insegue invece Simonetta Matone. Intanto Mara Carfagna di Noi moderati smentisce seccamente: “Io non ho tradito”.
di Giovanna Vitale da Montecitorio
Collegio dei questori si riunisce alle 15 sui video dei vannacciani al voto
Alle 15 si riunisce il collegio dei questori per esaminare la questione dei video registrati dai vannacciani al momento del voto per decidere eventuali sanzioni.
di Giovanna Vitale da Montecitorio
La Russa: “Al Senato non ci si nasconde dietro un dito”
“Io ho dato una lettura di quelle che sono le regole democratiche". Ignazio La Russa torna ancora sull’incidente per governo e maggioranza ieri alla Camera sulla legge elettorale, sulle sue parole sul prosieguo dell'iter al Senato. "Poi farlo, non farlo, la riflessione che ci vuole...",riprende il presidente del Senato che riconosce "il fatto politico" e rivendica di essere intervenuto ieri con una "brevissima dichiarazione, all'uscita di un ristorante, non è che è un testo sacro...". "Meloni - riprende, sempre a margine della proiezione a Palazzo Giustiniani del documentario '1969-1980. Dagli anni di piombo alla rivolta borghese' - ha sotto controllo la situazione e può decidere la riflessione in che maniera farla ma dal punto di vista della legge e della Costituzione ho semplicemente ricordato - ribadisce - che quello che un ramo del Parlamento decide può essere modificato, cambiato, dall'altro lato. Non piace? Forse non piace a chi non vuole le preferenze, a chi le vuole non lo so. Decidono loro ma sicuramente leggere bene prima di parlare è un bell'esercizio che consiglio anche a Boccia". Su un punto La Russa torna, quello in cui specifica che sull'argomento al centro della contesa, la riforma elettorale, "il Regolamento del Senato non prevede voto segreto. Significa che ciascuno ci deve mettere la faccia in quello che vota. Lo prevede in altri ma in questo caso il Senato non prevede il voto segreto, il che comporta - sintetizza La Russa - che nessuno può nascondersi dietro il dito".
La Russa: “Posso parlare. Non ho doveri da presidente della Repubblica”
Accoglie ironicamente come "una buona notizia" le critiche arrivate per la sua osservazione di ieri sulla possibilità che il voto al Senato rimedi di fatto allo scivolone della maggioranza alla Camera sulla legge elettorale, osserva che gli esponenti dell'opposizione "non sanno leggere, evidentemente" e manda a dire al capogruppo Pd a Palazzo Madama, Francesco Boccia, "strano, perché poi è una persona intelligente, e io ho detto con chiarezza che tutta questa vicenda che ha un significato politico rilevante, che non tocca a me in questo momento, perlomeno, valutare". Qui Ignazio La Russa allarga il discorso e, sempre rispondendo alle domande dei giornalisti a Palazzo Giustiniani, a margine della proiezione del documentario '1969-1980. Dagli anni di piombo alla rivolta borghese', rivendica che una questione come la maggioranza battuta sulla riforma della legge elettorale "posso valutarla perché devono smettere di considerare il presidente del Senato come se fosse con gli stessi doveri del presidente della Repubblica". "Lo sono - puntualizza La Russa - solo nell'esercizio delle mie funzioni, ma in questo caso ho parlato da presidente del Senato e ho detto che ricordo che in un sistema bicamerale quello che viene votato in un ramo del Parlamento può essere cambiato in un altro ramo del Parlamento.
C'è qualcosa che non piace in questo, evidentemente. Me lo spieghino".
La Russa: “Il fatto politico c'è ma si esagera su un emendamento”
“Il fatto politico rimane, e io ho detto che fa bene Meloni a considerare motivo di riflessione importante i voti che sono mancati a un provvedimento voluto dal governo, ma mi pare che si stia facendo una esagerazione su un voto a un emendamento, non a un provvedimento, non a un voto di fiducia, ma neanche a una legge, a un emendamento dicevo, non firmato nemmeno da tutta la maggioranza". Ignazio La Russa torna così, sollecitato dai cronisti a Palazzo Giustiniani, a margine della proiezione del documentario '1969-1980. Dagli anni di piombo alla rivolta borghese', a cura di Bruno Vespa, sul caso di ieri alla Camera sulla legge elettorale. "Ho detto, ricordo, da presidente del Senato, che quello che è un ramo del Parlamento decide può essere cambiato dall'altro ramo del Parlamento. Se a qualcuno non piace, riformuli la Costituzione", aggiunge il presidente del Senato.
Passa l’obbligo di candidatura a capolista per chi corre anche nel listino
Via libera dell'aula della Camera con 229 sì e 139 voti contrari all'emendamento di FdI alla legge elettorale che prevede l'obbligo di candidarsi in posizione di capolista per chi è candidato anche nel listino circoscrizionale. In questo modo chi per chi ha vinto il seggio scatterà dal listino e 'libererà' un posto nel collegio plurinominale.
Le opposizioni: “È crisi di governo, c'è nuova alleanza FdI-Futuro nazionale”
"Noi chiediamo un'immediata riunione dei capigruppo". Oggi si "svela una nuova minoranza di governo, FdI-FnV. Non si può andare avanti come se nulla stia accadendo in questo Parlamento, sostiene il capogruppo del M5S alla Camera Riccardo Ricciardi nell'aula della Camera impegnata sulla legge elettorale. "Si è costituita una maggioranza di destra-destra", l'attuale "maggioranza non c'è più. Fermatevi!", gli fa eco la capogruppo del Pd Chiara Braga. Luana Zanella di Avs si associa: "C'è il tentativo di FdI di usare il gruppetto Vannacci come stampella per un governo in crisi". "È un fatto politico", concorda Riccardo Magi di +Eu.
I vannacciani urlano "vergogna" in aula dopo il no alle preferenze
“Vergogna”, hanno urlato i deputati vannacciani dopo il no al loro emendamento sulle preferenze. Gli stessi parlamentari hanno esposto in aula cartelli con su scritto: "Partiti padroni? No! Cittadini sovrani". "Ci riproviamo", "diamo la possibilità alla maggioranza" di votare le preferenze, aveva detto Davide Bergamini di Futuro Nazionale nell'aula della Camera presentando l'emendamento dei vannacciani sulle preferenze. "Uscite da quella palude in cui siete caduti", l'appello alla maggioranza.
Bocciato l’emendamento dei vannacciani su preferenze
È stato bocciato, con scrutinio segreto, l'ultimo emendamento rimasto sulle preferenze, a prima firma dei deputati di Futuro Nazionale. Il relatore e il governo si erano rimessi all'aula. I voti contrari sono 233, i favorevoli 139 compresi i sì di Fratelli d’Italia. Hanno vitato no Lega e Forza Italia. I gruppi del campo largo avevano annunciato, per voce del dem Fornaro, il voto contrario.
In aula si discute l’emendamento di Futuro nazionale
In aula è il momento della discussione sull’emendamento di Futuro nazionale che inserisce la preferenze. Il governo si è rimesso all’aula. Davide Bergamini: “Non mi rivolgo al centrosinistra, ma al centrodestra. Con senso di responsabilità dimostrate la dignità che ieri avete perso non votando il vostro stesso emendamento”.
di Gabriella Cerami da Montecitorio
Bocciato l’emendamento di Azione per la parità di genere
L'aula della Camera ha bocciato, con 223 voti contrari e 142 a favore, un emendamento alla legge elettorale sulla parità di genere proposto da Elena Bonetti (Azione).
La dem Guerra intona in aula uno dei canti più celebri di emancipazione femminile
“Sebben che siamo donne, paura non abbiam”. Un applauso lunghissimo e divertito, tributato dalle opposizioni, accoglie l’esibizione canora della deputata del Pd Cecilia Guerra che, alla fine del suo intervento, decide di intonare il ritornello di uno dei canti di lotta e di emancipazione femminile più celebri d’Italia. Comincia bassa, l’ex sottosegretaria al lavoro, poi pian piano alza i toni dinnanzi a un presidente di turno, il “fratello” Fabio Rampelli, colto alla sprovvista e visibilmente interdetto. La battaglia contro le “preferenze-truffa” volute da Giorgia Meloni nell’aula della Camera si fa anche così
di Giovanna Vitale da Montecitorio
Le deputate di opposizioni intervengono in massa sulla parità di genere
L'opposizione sta intervenendo in massa nell'aula della Camera su un emendamento sulla parità di genere proposto da Elena Bonetti (Azione). A sostegno della proposta si sono schierati numerosi gruppi di minoranza, dal Pd al M5s, da Iv fino a Avs e sono in particolare le deputate ad aver voluto prendere la parola. "Sosteniamo questo emendamento che fa una proposta chiara: il 50% di presenze di entrambi i generi nelle liste", ha detto la dem Valentina Ghio. "Chiedo alle colleghe donne e anche ai colleghi uomini" di pensare a "quanto abbiamo bisogno di portare qui almeno il 50% delle donne", ha affermato la collega Silvia Roggiani. Tanti altri gli appelli rivolti dai banchi dalle opposizioni alle donne del centrodestra: "La presidente del Consiglio si sta specializzando nel tradire le donne. Lo ha fatto sulla legge sul consenso - ha puntato il dito la deputata Laura Boldrini - Voi tutte ieri vi dovevate ribellare votando contro quell'emendamento" sulle preferenze "che voleva cancellare decenni di storia sulla pelle delle donne. Come potete sottomettervi a questo diktat?".
Ciriani: “Il testo cambierà al Senato con le preferenze? Aspettiamo”
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, si intrattiene con i cronisti in Transatlantico. “Vediamo, un passo alla volta. Intanto cerchiamo di portare a casa la legge tra oggi e domani”, risponde a chi gli chiede se il testo potrà cambiare in Senato per provare a inserire le preferenze, bocciate ieri dalla Camera: “Ci stiamo riflettendo, aspettiamo”.
di Gabriella Cerami da Montecitorio
Vannacci: “Meloni vada in aula e tiri fuori gli attributi”
"Ieri è successo che i badogliani del centrodestra hanno sparato alle spalle del proprio schieramento, con le munizioni che sono state loro fornite dal Partito democratico che ha chiesto il voto segreto". Lo ha detto il generale Roberto Vannacci, leader di Futuro nazionale, oggi a Civitanova Marche, dove prosegue il suo tour in questi giorni in giro per l'Italia, commentando quanto accaduto ieri in Parlamento sulla nuova legge elettorale. Per Vannacci, dal voto alla Camera "è emersa una realtà: nessuno vuole queste preferenze". "La politica - ha aggiunto - ha paura della sovranità popolare, ha paura che i cittadini scelgano i propri rappresentanti". Ma per Vannacci "la partita non è persa". "Oggi - ha spiegato - si vota l'emendamento di Futuro nazionale, che propone le preferenze senza capolista bloccato. E allora io dico a Meloni quello che ho già detto: tiri fuori gli attributi, vada in Parlamento, si chiami i capigruppo e facciamo approvare questa legge sulla preferenza che finalmente ridà la dignità al Parlamento". Nel mirino di Vannacci anche le opposizioni: "Secondo me il camposanto ha dimostrato di non volere le preferenze", ha detto giocando sul riferimento al campo largo del centrosinistra.
Giorgetti: “Timori sulla tenuta del governo? No, ci sono cose peggiori, come le guerre”
"Ma no, ma cosa c'entra, ci sono cose peggiori di questa: ci sono le guerre". Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, intercettato a margine dell'assemblea dell'Abi, ha risposto così ai cronisti che gli hanno chiesto se avesse timori sulla tenuta del governo dopo che ieri la maggioranza è andato sotto nel voto sull'emendamento alla legge elettorale sulle preferenze.
L’aula boccia l’emendamento +Eu sulle firme digitali
L'aula della Camera ha bocciato con 138 voti a favore e 222 contrari un emendamento alla legge elettorale presentato dal segretario di +Europa Riccardo Magi sulle firme digitali. La proposta prevedeva che "le sottoscrizioni degli elettori necessarie" alla presentazione delle liste potessero "essere raccolte anche in modalità digitale".
Il day after alla Camera, si stimano fino a 50 franchi tiratori nel centrodestra
Abbracci e sorrisi fra i leader di centrosinistra, caccia ai franchi tiratori nei capannelli dei deputati di centrodestra. Il day after della debacle della maggioranza sull'emendamento alla legge elettorale sulle preferenze è cominciato così come si era conclusa la giornata di ieri, politicamente una delle più drammatiche della legislatura. Nella prima pausa della seduta alla Camera, Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni sono circondati dai loro parlamentari. Sull'altro lato del Transatlantico i sorrisi sono decisamente più tirati. L'argomento principale è scovare chi può aver votato contro l'emendamento contraddicendo la linea di partito. Secondo il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani i franchi tiratori sarebbero stati 20-25. Ma secondo i calcoli che si rincorrono nella maggioranza potrebbero essere anche il doppio, considerando che i 7 deputati di Italia viva hanno votato a favore dell'emendamento. Dentro FdI da ieri si guarda con sospetto ai colleghi di Lega e Forza Italia, soprattutto ai deputati azzurri considerati più vicini a Marina Berlusconi. Nelle ricostruzioni giornalistiche ricorre il nome di Marta Fascina. "Non voglio commentare, è inutile", taglia corto l'ultima compagna di Silvio Berlusconi. "Noi per la prima volta ieri eravamo presenti al 98% in aula", nota un suo collega di partito. "Gli amici di FdI si guardassero al loro interno - commenta un altro parlamentare di FI a patto di restare anonimo -, molti di noi hanno messaggi di deputati del loro gruppo che non avrebbero mai votato le preferenze.
Senato, Boccia (Pd): “Ora sospendere la forzatura sull’autonomia”
Intanto, al Senato il capogruppo Pd Francesco Boccia: “Prima dei singoli provvedimenti c'è un problema che riguarda il rispetto del Parlamento e il corretto equilibrio tra i poteri dello Stato. Ieri la Camera ha espresso un voto politico di grande rilievo. Una parte consistente della maggioranza, insieme alle opposizioni unite, ha respinto un emendamento che veniva propagandato come l'introduzione delle preferenze. Ed è significativo che la maggioranza abbia bocciato quel testo dopo che aveva respinto tutti gli emendamenti delle opposizioni che superavano davvero le liste bloccate e restituivano ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Questo dice molto della confusione politica che attraversa il centrodestra e della distanza tra la propaganda e la realtà". "Mi rivolgo al presidente del Senato: ieri - ha aggiunto Boccia - abbiamo contestato pubblicamente alcune sue dichiarazioni, nelle quali, dopo quel voto della Camera, si è sostenuto che il Senato avrebbe potuto correggere quella decisione. Lo abbiamo fatto perché siamo convinti che le Camere della Repubblica siano organi costituzionali autonomi e non il luogo nel quale si riparano le sconfitte del governo o si correggono le sconfitte della maggioranza. Siamo certi che lei, nel suo ruolo di presidente del Senato, sarà il primo garante dell'autonomia di quest'Aula e della dignità del Parlamento".
Relatore cambia parere su due emendamenti sulle preferenze: “Decide l’aula”
Nel corso della seduta dell'aula della Camera con al centro la riforma della legge elettorale, il relatore di maggioranza Angelo Rossi (FdI) ha annunciato il cambio di parere su due emendamenti sulle preferenze, passando dal 'no' alla 'remissione all'Aula': uno a prima firma del deputato di FnV, Edoardo Ziello, e l'altro a prima firma Francesco Gallo (Misto). La ministra per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, a nome del governo, ha dato parere conforme.
Riprendono le votazioni nell'aula della Camera
Sono riprese le votazioni sugli emendamenti alla legge elettorale nell'aula della Camera. I voti procedono per lo più a voto segreto.
FdI per il sì all'emendamento sulle preferenze dei vannacciani, FI per il no
Al momento, secondo quanto si apprende, il gruppo di FdI è orientato a esprimere voto favorevole all'emendamento alla legge elettorale sulle preferenze proposto da Futuro nazionale. Forza Italia sarebbe orientata invece a votare contro e potrebbe preannunciarlo in aula.
Protesta M5S al Senato, cartelli con 'Imbullonati'
Cartelli con su scritto "Imbullonati": è la protesta che i senatori M5S hanno attuato nell'aula di Palazzo Madama, all'indomani del passo falso della maggioranza, ieri alla Camera, sulla legge elettorale. È stato il capogruppo M5S, Luca Pirondini, a dire che "il 4 settembre questo governo si vanterà di essere il più longevo della storia, ma passerete alla storia come il governo più 'imbullonato' alla poltrona".
Renzi: “Non hanno i numeri, ieri perso in Aula e oggi faccia”
"Giorgia Meloni ha fatto una forzatura, cambiando la legge elettorale a otto mesi dalle elezioni. Penso che questo nasca dalla paura che ha Giorgia Meloni di perdere" le elezioni. "Il fatto politico è che i numeri non li hanno. Bene? Male? Fatti loro. Noi" del centrosinistra "avremmo dovuto dire una cosa molto semplice: non siamo disponibili per governi tecnici. Se si va al Quirinale, si va alle elezioni". Lo ha detto il leader di Italia viva, Matteo Renzi, a SkyTg24. "Forza Italia ha paura di essere tagliata fuori da Futuro nazionale, la Lega è in crisi e Fratelli d'Italia è meno compatto. Ieri hanno perso in Aula, oggi hanno perso la faccia nel tentare di andare avanti".
Aula della Camera gremita, anche i ministri presenti
Anche questa mattina l'aula della Camera è gremita per l'esame della legge elettorale. Pieni i banchi della maggioranza e dell'opposizioni, presenti anche diversi ministri e sottosegretari.
Ripresa in aula alla Camera la discussione sulla riforma della legge elettorale
È ripresa in aula alla Camera la discussione sulla riforma della legge elettorale. La seduta si è riaperta con i pareri sugli emendamenti espressi da Angelo Rossi di FdI, uno dei relatori della legge.
Dopo il ritiro degli emendamenti delle opposizioni ne restano una sessantina
Dopo il ritiro per protesta da parte delle opposizioni di quasi tutti gli emendamenti alla legge di bilancio, sono rimasti da votare in aula una sessantina di proposte di modifica. Inizialmente si partiva da 200.
Vannacci: “Ieri hanno vinto ancora gli infami della poltrona”
"Ieri hanno vinto quelli che io chiamo gli infami della poltrona". Così il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, durante un incontro a Vasto, sulla costa abruzzese, parlando del voto sulla legge elettorale di ieri. "I badogliani del centrodestra hanno potuto sparare alla schiena del loro stesso schieramento - ha aggiunto - ma grazie alle munizioni che gli ha fornito il Pd, la sinistra. Perché è la sinistra che ha chiesto il voto segreto. Nessuno vuole queste preferenze, né la sinistra né i badogliani della destra. Futuro Nazionale è l'unico partito che da subito ha detto che dobbiamo ridare la sovranità al popolo. Dobbiamo consentire agli italiani di scegliere i propri rappresentanti presso il Parlamento".
L’aula della Camera subito sospesa in attesa dei pareri sugli emendamenti
In apertura della seduta della Camera, che oggi riprenderà i lavori sulla legge elettorale, il presidente della commissione Bilancio Giuseppe Mangialavori ha chiesto, una sospensione (subito accordata) dei lavori assembleari. La commissione "ha bisogno di esprimere gli ultimi pareri, siamo in attesa del Mef. Chiedo all'aula una sospensione di almeno mezz'ora", ha detto Mangialavori.
Ciriani: “Noi intendiamo andare avanti e concludere l'esperienza di governo”
"Noi non intendiamo concludere la nostra esperienza di governo e siamo orgogliosi della stabilità che abbiamo dato al Paese", dice il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ospite di Start su Skytg24 rispondendo a chi gli chiede quale sia la posizione del governo dopo la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze alla legge elettorale e sottolineando come il governo sia pronto ad andare avanti.
Schlein: “Elezioni a settembre? Noi pronti in qualunque momento”
La segretaria del Pd, Elly Schlein, intervistata da Rtl 102.5 ha dichiarato che l'opposizione è pronta "in qualunque momento" ad andare a elezioni. Schlein ha aggiunto che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni "dovrebbe trarre le conseguenze" dopo che la maggioranza ieri è andata sotto sulla legge elettorale alla Camera; "si è aperta una crisi di governo", ha detto. Alla domanda poi su quale sia per lei l'orizzonte temporale per nuove elezioni e se sia d'accordo con Matteo Renzi, che ha chiesto di andare al voto a settembre, la leader dem ha risposto: "Noi saremo pronti con le opposizioni in qualunque momento, perché la vera notizia di ieri è che è crollata tutta la narrazione di questo governo che si basava sull'idea di una maggioranza solida e compatta e di divisioni presunte fra le opposizioni. Ieri la fotografia chiara al Paese è stata il contrario, c'è stata una maggioranza divisa, è bastata la prima prova di un voto segreto, mentre tutte le opposizioni hanno agito unitariamente ieri".
Schlein: “Frattura nella maggioranza, serve un’alternativa”
"Ieri si è fratturata la maggioranza. Giorgia Meloni si è limitata sui social a dire che serve una riflessione e nel frattempo ha imposto ai suoi di provare andare avanti" ma ora "è inutile andare avanti con questa farsa, perché è mancata la maggioranza, quindi evidentemente il problema Giorgia Meloni ce l'ha tra i suoi alleati che non vogliono davvero andare avanti con questa legge elettorale. Quindi è chiaro che dovrebbero trarne le conseguenze e dovrebbero andare a casa e finalmente consentire che arrivi un'alternativa che possa fare quello che non hanno fatto loro per questi anni", sottolinea a Rtl 102.5 la segretaria del Pd Elly Schlein aggiungendo che "la verità è che per questi quattro anni questo governo aveva in Parlamento i numeri per fare tutto e sono riusciti a non fare nulla che migliorasse in concreto la vita degli italiani".
Schlein: “La maggioranza è andata sotto ma va avanti come se nulla fosse”
"Ieri è successo che la maggioranza è andata sotto, con il governo sfiduciato dagli stessi deputati della maggioranza, perché hanno punito evidentemente l'arroganza di Giorgia Meloni cercava di imporre una legge elettorale piena di problemi che noi abbiamo definita da subito irricevibile" anche perché il premio di maggioranza previsto "permetterebbe di raggiungere quasi da soli i voti che servono per eleggere il presidente della Repubblica". Lo afferma a Rtl 102.5 la segretaria del Pd Elly Schlein sottolineando che i partiti di maggioranza "quando hanno perso il referendum costituzionale sulla giustizia hanno deciso di fermarsi" sulla riforma che aprirebbe al premierato: e siccome "non vogliono andare incontro a un altro referendum stanno cercando di realizzare il premierato via legge". Continua la leader dem: "Ora Giorgia Menoni dovrebbe trarne le conseguenze di questo gesto, perché si è aperta una crisi di governo" ma "siamo all'assurdo con una maggioranza che cerca di andare avanti fischiettando come se non fosse accaduto niente", ha aggiunto Schlein.
L’opposizione festeggia in piazza e occupa l’aula: adesso tocca a noi. Schlein: siamo stati perfetti
Schlein: “Meloni per il potere voleva sacrificare le altre donne”
Giorgia Meloni "pur di difendere il suo potere era pronta a sacrificare le altre donne", dice la segretaria del Pd, Elly Schlein, a Rtl 102.5 parlando della legge elettorale e del contestato emendamento sulle preferenze bocciato ieri dalla Camera.