ROMA – La storia comincia nel carcere di Secondigliano. Non la storia della bomba esplosa sotto casa di Sigfrido Ranucci, ma quella del rapporto tra i due uomini che, anni dopo, si ritroveranno al centro dell’inchiesta sull’attentato al giornalista. È nel penitenziario a nord di Napoli che, nel 2015, Valter Lavitola, indicato dagli investigatori come la mente della “strage aggravata dal metodo ma…