Per Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana e leader di Alleanza verdi sinistra con Angelo Bonelli, non ci sono altre definizioni. «È il tonfo di Giorgia Meloni», dice. «Hanno perso clamorosamente: ne prendano atto e ne traggano le conseguenze, perché questa vicenda va ben oltre la legge elettorale». Dopo il voto in aula, assieme a Elly Schlein, Giuseppe Conte, Riccardo Magi e a Bonelli si è diretto al sit-in davanti a Montecitorio contro la legge elettorale.
Si aspettava questa sconfitta, per un solo voto, della maggioranza?
«Francamente sì, me lo aspettavo, e se ne discuteva da giorni. Meloni ha fatto un post social poche ore fa, con quell’arroganza, quella tracotanza, che in realtà non era una sfida alle opposizioni ma un …
Per Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana e leader di Alleanza verdi sinistra con Angelo Bonelli, non ci sono altre definizioni. «È il tonfo di Giorgia Meloni», dice. «Hanno perso clamorosamente: ne prendano atto e ne traggano le conseguenze, perché questa vicenda va ben oltre la legge elettorale». Dopo il voto in aula, assieme a Elly Schlein, Giuseppe Conte, Riccardo Magi e a Bonelli si è diretto al sit-in davanti a Montecitorio contro la legge elettorale.
Stop alle preferenze: vincono i franchi tiratori. L’opposizione: elezioni. Meloni: serve riflessione
Si aspettava questa sconfitta, per un solo voto, della maggioranza?
«Francamente sì, me lo aspettavo, e se ne discuteva da giorni. Meloni ha fatto un post social poche ore fa, con quell’arroganza, quella tracotanza, che in realtà non era una sfida alle opposizioni ma un avvertimento alla sua maggioranza. Non è venuta qui in aula, non è stata al centro del tonfo, ma di fatto ha posto la fiducia. Ed è stata sfiduciata, ne deve prendere atto».
“Prenderne atto” cosa significa in pratica?
«Non ha più una maggioranza, e il messaggio politico che diamo oggi è molto chiaro: andate a casa. Lei ci ha messo la faccia, ha forzato la mano, in un contesto in cui non hanno portato nulla sul piano economico ed internazionale, sulle cose che interessano davvero ai cittadini. Hanno giocato la loro carta con l’ennesima forzatura sulle regole, come hanno fatto con il referendum. Vogliono una legge per occupare tutte le postazioni istituzionali e questo è inaccettabile perché noi pensiamo che quando si discute ad esempio del Quirinale si deve avere non solo il rispetto, ma la cura per una carica che ha la funzione di garantire l’applicazione della Costituzione della Repubblica, cioè quello che poi consente a tutti e tutte di esercitare anche il legittimo diritto alla polemica politica, allo scontro e alla dialettica, anche la più aspra. Hanno perso di nuovo».
Che scene ha visto in aula a destra dopo l’esito?
«Tanti sconsolati, molto preoccupati e delusi. Mentre un’altra parte della maggioranza ha dissimulato bene: loro hanno 90 voti in più, quindi secondo i nostri calcoli almeno 46 hanno votato dall’altra parte».
Lo sgambetto da chi arriva?
«Si dice che Lega e FI avessero i maggiori mal di pancia, certamente quel voto viene da loro, anche se avevano dichiarato unitariamente il voto compatto. O magari dietro c’è qualche insospettabile di FdI».
Si tornasse al voto…?
«Noi come coalizione progressista siamo pronti, certo bisogna vedere che intenzioni ha il presidente della Repubblica. Nonostante a destra più volte si siano volute colpire le sue prerogative, noi ne abbiamo grande rispetto».
Meloni potrebbe invece arroccarsi?
«Non scommetterei sulle probabilità, noi di sicuro continuiamo a batterci contro chi ha come unico obiettivo quello di conservare il proprio potere. I problemi nel nostro Paese si aggravano, l’attenzione della destra invece era tutta sulla legge elettorale».
Però c’è anche un’altra possibile lettura: alla premier dopotutto non dispiaceva anticipare il voto, con la concorrenza da destra di Roberto Vannacci.
«Se sono contenti o avevano questo obiettivo, cosa che io non so, beh hanno scelto un modo curioso per arrivarci. Come, con questo crollo? La proposta delle destre sulla legge elettorale era inemendabile e incostituzionale, un premierato introdotto per legge ordinaria. Senza dimenticare che negli altri grandi Paesi europei nessuno pensa di cambiare le regole a pochi mesi dal voto».
Cosa vi siete detti con gli altri colleghi del campo progressista subito dopo il risultato?
«Ci siamo visti al presidio, abbiamo parlato, ci siamo abbracciati: questo è un fatto politico importante e positivo. Hanno perso».