"L'europeismo di trent'anni fa era in Italia senso comune: adesso, qui come nel resto d'Europa, è forse la questione politica più dirimente". Paolo Gentiloni fa il punto sull’Europa e il rapporto con gli Stati membri, dal Next Generation Ue fino alla Brexit, passando per il diritto di veto e la questione climatica. L’occasione è la presentazione del libro di Piero De Luca, “L’idea di Europa e il suo destino”, a cui l'ex premier ha partecipato in qualità di relatore insieme a Pierferdinando Casini e a Roberto Gualtieri, moderati dalla giornalista Monica Giandotti. Nella sua analisi, Gentiloni riflette su come sia cambiato il rapporto con Bruxelles: “Fino a qualche anno fa al termine delle campagne elettorali Europee il leitmotiv comune era che si fosse discusso soltanto di questioni nazionali. Adesso accade l’esatto contrario: in Italia come in molti altri Stati membri, nelle campagne elettorali politiche il punto di scontro è il rapporto con l'Unione Europea. Abituiamoci al fatto che …
"L'europeismo di trent'anni fa era in Italia senso comune: adesso, qui come nel resto d'Europa, è forse la questione politica più dirimente". Paolo Gentiloni fa il punto sull’Europa e il rapporto con gli Stati membri, dal Next Generation Ue fino alla Brexit, passando per il diritto di veto e la questione climatica. L’occasione è la presentazione del libro di Piero De Luca, “L’idea di Europa e il suo destino”, a cui l'ex premier ha partecipato in qualità di relatore insieme a Pierferdinando Casini e a Roberto Gualtieri, moderati dalla giornalista Monica Giandotti. Nella sua analisi, Gentiloni riflette su come sia cambiato il rapporto con Bruxelles: “Fino a qualche anno fa al termine delle campagne elettorali Europee il leitmotiv comune era che si fosse discusso soltanto di questioni nazionali. Adesso accade l’esatto contrario: in Italia come in molti altri Stati membri, nelle campagne elettorali politiche il punto di scontro è il rapporto con l'Unione Europea. Abituiamoci al fatto che questa non è più una questione esterna, ma quella su cui si gioca lo scontro politico interno”.
Certo, la “lagna” deve finire: per Gentiloni “abbiamo avuto un eccesso di lagna sull'Europa, che poi crea anche una simmetria tra nemici e amici dell'Europa. Siamo in una congiuntura in cui l’Ue deve fare dei passi in avanti, dobbiamo uscire dalla lagna, che non serve a nessuno se non ai nemici dell'Europa: noi che dell'Europa siamo amici dobbiamo essere protagonisti. Negli ultimi 25 anni - ha concluso Gentiloni - ci siamo riconciliati con il patriottismo nazionale: c'è stata una pedagogia che ci ha portati a commuoverci adesso quando sentiamo il nostro inno”. Un punto che, però, non cambia lo stato delle cose: "La sovranità – è il monito di Gentiloni – è già condivisa: la giurisdizione ha una preminenza europea, due terzi delle nostre regole vengono decisi a Bruxelles, non a Roma".
Dello stesso avviso Pierferdinando Casini, secondo cui per l’Italia “l'Europa oggi è l'unica alternativa se non vogliamo lasciare i nostri figli sudditi di Xi Jinping o di Putin o di Trump. Se vogliamo riprendere in mano il nostro destino e soprattutto evitare la sudditanza infelice per i nostri figli a qualche potere di turno, l'Europa è l'unica possibilità concreta che abbiamo. Quando io sono nato settant'anni fa, il Pil mondiale era determinato per più del 50% dall'Europa, oggi siamo sotto il 15%. I singoli Stati, anche la Germania che è lo stato più importante in Europa, nulla può fare se non in un concerto europeo”.
Allora come andare avanti? “Uno strumento concreto è ad esempio quello della cooperazione rafforzate. Tutte le grandi conquiste europee, a partire dall'euro, sono arrivate proprio con questo metodo. Ci sono delle avanguardie disponibili a mettere in comune qualcosa. Il combinato disposto tra l'Ucraina e Trump determina delle possibili e nuove virtuosità europee”.
Per l’autore del testo edito da Baldini e Castoldi, Piero De Luca “il volume riflette sul senso dell'Europa e sul destino dell'integrazione europea”. Il volume scritto dal deputato Pd e capogruppo in commissione Politiche europee alla Camera ha richiamato molti esponenti politici, soprattutto compagni di partito. Nel pubblico, tra gli altri, Igor Taruffi, Alessandro Alfieri, Gianni De Gennaro, Filippo Sensi, Angelo Sansa, oltre al papà Vincenzo De Luca.
“In un mondo - ha continuato De Luca - caratterizzato da conflitti, da crisi energetiche, economiche, guerre, tensioni, attacco al diritto internazionale, l'Europa non è la causa ma è la soluzione alle difficoltà e alle criticità dei nostri cittadini e dei nostri stati. È necessario andare avanti verso gli Stati Uniti d'Europa. Se non ora, quando?”.