La riforma della nuova legge elettorale approvata alla Camera con 217 voti a favore, 152 contro e 2 astenuti. Il voto è stato segreto, il provvedimento passa ora al Senato. “Meloni ha tradito italiani e alleati”, attacca Elly Schlein prendendo la parola in aula durante le dichiarazioni di voto. "Il Quirinale non sarà mai Colle Oppio”, aggiunge Giuseppe Conte. Ieri è terminato l'esame dopo due lunghe sedute e la suspance per tante votazioni segrete, la bocciatura dell'emendamento di FdI, Noi moderati e Udc sulle preferenze (con tanto di franchi tiratori), le proteste delle opposizioni, un'espulsione dall'emiciclo, il 'caso' dei video durante lo scrutinio finito sul tavolo dei Questori e l'emendamento votato all'unanimità che consente il voto dei fuorisede.
• La premier a Tajani e Salvini: “La pazienza ormai è al limite”
• Il paradosso del Melonellum: la destra ha bisogno di Vannacci
• Nella legge elettorale entra il voto ai fuorisede: sì bipartisan
• Resa dei conti dopo il flop, caccia alle franche tiratrici e veleni contro Giorgetti
Tajani: “Tanto rumore per nulla”
Sulla legge elettorale "è stato fatto tanto rumore per nulla, era un emendamento. Ho sempre detto che le preferenze non erano un elemento fondamentale della legge elettorale, l'ho detto prima che si votasse e lo dico anche dopo. L'importante è che ci sia una legge che garantisca stabilità al nostro paese, più di quanto non faccia la legge attuale". Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine dell'evento per i 100 anni dell'Ice.
Salvini: “Spero che al Senato si possano recuperare le preferenze”
"Legge approvata e capitolo chiuso. Ora si va al Senato e spero che ci sia la possibilità di recuperare anche l'indicazione, a qualche titolo, delle preferenze per lasciare più scelta ai cittadini". Così il ministro per le infrastrutture e trasporti, Matteo Salvini.
Senato, ok a pre-intesa sull'autonomia con la Liguria. Protesta delle opposizioni
Via libera, al Senato, alle pre-intese sull'autonomia differenziata con le regioni Piemonte, Lombardia e Veneto, dopo il primo voto che ha riguardato la Liguria. Solo per la risoluzione sul Veneto è stato chiesto il voto elettronico ed è stata approvata con 84 voti favorevoli e 59 contrari. La prossima settimana l'iter si completerà alla Camera con il voto finale. La risoluzione (tecnicamente un atto di indirizzo al governo) è stata votata per alzata di mano e subito dopo è scattata la protesta delle opposizioni: i senatori di Pd, M5S e Avs hanno mostrato cartelli con i toni del tricolore e la scritta "No allo SpaccaItalia" e "Una e indivisibile".
Salvini: “Non parlo di legge elettorale, tema non pervenuto”
"Di legge elettorale non ho niente da dire, tema non pervenuto, è più lontano della fisica quantistica". No comment del vicepresidente del Consiglio dei ministri e leader della Lega, Matteo Salvini, annunciando in anticipo ai cronisti che lo attendevano al punto stampa allestito nel porto di Bari che non avrebbe risposto a domande sulla legge elettorale. Sulle fibrillazioni interne alla maggioranza ha risposto ironizzando: "Fa caldo, bisogna alzare l'aria condizionata". E sulla ipotesi di un rimpasto di governo, ha detto: "Non leggo ipotesi e retroscena".
Ciriani: “Auspichiamo un iter celere in Senato per la legge elettorale”
"Il voto di oggi è la prima parte, anche se la più importante, del lavoro. Ora la legge elettorale sarà trasmessa in Senato e inizierà il suo iter in commissione. Iter che auspichiamo celere, compatibilmente con l'approvazione dei decreti e con le prerogative parlamentari", si augura il ministro per i Rapporti con in Parlamento Luca Ciriani, dopo che la Camera ha dato il primo via libera alla legge elettorale.
Donzelli: “Riproporre le preferenze in Senato? Prima riflessione”
"Giorgia Meloni ha detto che dopo l'approvazione della legge elettorale alla Camera avremmo fatto una riflessione e faremo una riflessione", riferisce il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli ai giornalisti che gli chiedono se la maggioranza proverà a inserire le preferenze, bocciate a Montecitorio, in occasione del passaggio della legge al Senato.
Siparietto Donzelli-Conte in Transatlantico: “Alla fine ci vogliamo bene”, “Non esagerare”
Siparietto Donzelli-Conte in transatlantico. Il numero 2 di FdI rivendica di essere stato “il primo studente di destra a essere eletto, nel 1997, in un organismo universitario. Allora a comandare erano i collettivi di sinistra, lì ho imparato a dare battaglia”. Il capo del M5S, che formalmente in quell’ateneo insegna, lo guarda perplesso senza proferire verbo. Alla fine Donzelli, nel congedarsi, lancia un bacio a Conte. “Addirittura un bacio?”, osservano i cronisti. “Sì perché nonostante tutto ci vogliamo bene”, la replica scherzosa. “Adesso però non esageriamo”, sorride Conte, tagliando corto.
di Giovanna Vitale da Montecitorio
La Lega il gruppo con più assenti
Il gruppo con più assenti è quello della Lega. Su 56 deputati dieci non erano presenti nel momento del voto, di cui 4 in missione e 6 non giustificati.
di Gabriella Cerami da Montecitorio
Dopo l’ok, i parlamentari ragionano sulle strategie future. “Allargare le coalizioni”
Dopo l’approvazione del Melonellum alla Camera, in attesa del passaggio in Senato, i parlamentari ragionano sulle strategie future. In un capannello di deputati Pd, a tenere banco è Lorenzo Guerini: “Questa è una legge elettorale che, per una serie di meccanismi, spinge ad allargare le coalizioni e a tenere tutti dentro”, ragiona l’ex ministro della Difesa. “Le prossime politiche si profilano come un muro contro muro. Il centrodestra imbarcherà Vannacci, i segnali sono già arrivati, e noi dovremmo provare a recuperare un dialogo con Calenda. Con questo sistema elettorale, spazio per terzi poli non ne vedo”.
di Giovanna Vitale da Montecitorio
La maggioranza festeggia il primo ok alla legge elettorale: tutti in piedi
Un secondo dopo il voto con cui il centrodestra ha dato il primo via libera alla legge elettorale alla Camera, scattano i festeggiamenti dei deputati di maggioranza, soprattutto tra i banchi di Fratelli d'Italia. Pienone nell'emiciclo, come per i voti determinanti, i deputati del centrodestra si sono alzati in piedi, tra applausi e strette di mano. Già poco prima dello scrutinio, i parlamentari di FdI si erano alzati diverse volte in piedi durante l'intervento del responsabile organizzativo del partito, Giovanni Donzelli, tra i più duri nei confronti delle opposizioni. In particolare, i deputati hanno sottolineato con applausi e standing ovation il passaggio su Giorgia Meloni e la sua storia di militanza che, prima giovane attivista, poi ministra e infine a palazzo Chigi.
Dal premio alle soglie, cosa prevede la nuova legge elettorale
La riforma della legge elettorale targata centrodestra, che ha ricevuto l'ok della Camera, prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato (fino a un tetto di 220 eletti alla Camera e 113 al Senato) alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 42% dei consensi. Dalle soglie di sbarramento alle liste bloccate, ecco cosa prevede.
Legge elettorale: via libera della Camera con 217 sì, passa al Senato
L'aula della Camera ha approvato la riforma della nuova legge elettorale con 217 voti a favore, 152 contro e 2 astenuti. Il voto è stato segreto, il provvedimento passa al Senato.
Scintille in aula. Cartelli delle opposizioni: Meloni ha fallito, legge truffa
Momenti di tensione poco prima del voto. In aula il centrosinistra tira fuori a sorpresa cartelli con scritto “Meloni ha fallito” e “Legge truffa”. Gli animi si scaldano, Riccardo Magi di +Europa, insultato da Forza Italia, si fa sotto i banchi degli azzurri per rispondere a chi gli urla “buffone”. Anche Peppe Provenzano scatta nell’emiciclo pronto alla pugna.
di Francesco Bei da Montecitorio
Donzelli (FdI): “Mai più maggioranze stabili come le coppie di Temptation Island”
Ora prende la parola Giovanni Donzelli di FdI: "Oggi la stabilità sembra un dato acquisito, ma non era così qualche anno fa. Non torneremo alle maggioranze che hanno in questo parlamento una stabilità inferiore alle coppie di Temptation Island, non torneremo ai traspughi che ricattano i governi con una manciata di parlamentari".
Molteni discute in aula con un capannello di deputati di FdI
Nicola Molteni, sottosegretario all’interno della Lega, discute animatamente con un capannello di deputati di FdI. Era stato indicato di comportamenti anomali il giorno del voto: lo accusavano di essersi messo “in missione” pur essendo seduto sui divanetti del Transatlantico. Molteni torna a sedersi sbattendo il sedile del banco visibilmente irritato dopo il confronto con i colleghi meloniani.
di Francesco Bei da Montecitorio
Angelo Bonelli e Giuseppe Conte ascoltano in piedi l’intervento di Schlein
Gli alleati Angelo Bonelli e Giuseppe Conte ascoltano in piedi l’intervento di Schlein.
Fascina in aula “scortata” da Ferrante
Entra in aula Marta Fascina, come sempre “scortata” da Tullio Ferrante, sottosegretario di Forza Italia. Anche su di lei, vicina a Marina Berlusconi, si erano appuntati i sospetti di Fdi per il ribaltone nel voto segreto. Fascina e Ferrante hanno preso posto sui banchi di Forza Italia per il voto finale.
di Francesco Bei da Montecitorio
Schlein: “Opposizioni unite, vi manderemo a casa”
Continua a parlare Schlein: è Giorgia Meloni "che non ci ha messo la faccia" sull'emendamento sulle preferenze. "Siete andati sotto di un voto e lei non era qui a votare. Le opposizioni, invece sono state unite in questa battaglia. Agli italiani ci penseremo noi con il salario minimo, il congedo paritario, con l'assunzione di medici e infermieri. Vi manderemo a casa con qualunque legge elettorale", dice la segretaria del Pd in dichiarazione di voto sulla legge elettorale.
Il centrodestra “presidia” l’aula in vista del voto finale
La maggioranza serra i ranghi in vista del voto finale alla Camera sulla legge elettorale che sarà a scrutinio segreto. Il centrodestra sta “presidiando” l’aula di Montecitorio per evitare che ci possa essere un altro incidente parlamentare dopo la sconfitta sulle preferenze.
Schlein: “Meloni sfiduciata ma non mette la faccia”
"Siete stati sfiduciati per la sua arroganza, può incolpare solo se stessa, ed è incredibile che andiate avanti facendo finta di niente", dice Elly Schlein in aula alla Camera prima del voto sulla legge elettorale. "Ci aveva sfidato: metteteci la faccia. È la presidente Meloni che non ci ha messo la faccia, è andata sotto di un voto e non si è fatta nemmeno vedere in Parlamento", aggiunge Schlein.
Schlein: “Sul voto dei fuorisede avanti con la nostra battaglia”
"Quello approvato ieri, anche con i nostri voti, non è abbastanza. Il voto dei fuorisede deve contare a casa, dove hanno la residenza, noi continueremo con la nostra battaglia per un pieno e inclusivo diritto ai fuorisede", aggiunge Elly Schlein intervenendo alla Camera prima del voto sulla legge elettorale.
Schlein: “Meloni ha tradito italiani e alleati”
Attacca ancora Elly Schlein: “È lei che ha tradito, presidente Meloni, come ha tradito il Sud tagliando il contrasto alla povertà e con la guerra incomprensibile allo sviluppo delle energie rinnovabili – le parole della leader del Pd in aula alla Camera prima del voto sulla legge elettorale – Sempre lei, presidente Meloni, ha tradito i suoi alleati inseguendo Vannacci con il voto all'emendamento Ziello. Questa legge elettorale è inemendabile".”
Schlein: “Chi ha tradito è la sola ossessione di Meloni”
"Quanta ipocrisia oggi in quest'aula da chi ha sfiduciato la presidente del Consiglio con un voto segreto solo tre giorni fa. Chi ha tradito? Questa è l'unica ossessione" della destra, dice Elly Schlein in aula alla Camera prima del voto sulla legge elettorale. "La presidente del Consiglio non ci dorme la notte, la priorità per voi non sono i salari, i prezzi, i rider senza diritti, non gli oltre mille morti sul lavoro, non le ondate di calore che hanno ucciso mille e trecento persone in europea. Per voi la priorità è la legge elettorale", aggiunge Schlein.
Giorgetti oggi in aula dopo i sospetti dei meloniani su voto sulle preferenze
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, sospettato dai meloniani di aver disertato di proposito il voto segreto sull’emendamento Bignami, è oggi in aula ai banchi del governo, ben visibile a tutti.
di Francesco Bei da Montecitorio
FdI sondò i dirigenti sulla legge elettorale: “Ampia adesione sulle preferenze”
Sulla riforma della legge elettorale FdI nelle scorse settimane ha svolto un sondaggio tra i suoi dirigenti. Lo si evince dal verbale della direzione nazionale del partito di Giorgia Meloni, che si è svolta il 10 giugno per l'approvazione del bilancio e del rendiconto consuntivo. Nel documento, firmato dal coordinatore della direzione nazionale Edmondo Cirielli, e dal segretario Roberto De Chiara, si legge che lo stesso Cirielli ha espresso "ringraziamento per la partecipazione ad un sondaggio svolto tra i dirigenti del partito e i cui esiti sono stati trasmessi" a Meloni, "rappresentando come vi sia stata un'ampia adesione alla proposta di riforma elettorale e all'introduzione dei voti di preferenza". Il coordinatore della direzione nazionale ha poi sottolineato che sono stati "forniti spunti utili per le iniziative dell'ultimo anno di governo, per le valutazioni" della presidente del partito. Un mese più tardi, lunedì 13 luglio, FdI ha presentato un emendamento per introdurre le preferenze solo al momento dell'esame del disegno di legge in aula alla Camera, che è stato però respinto l'indomani nella votazione a scrutinio segreto in cui la maggioranza si è spaccata con decine di franchi tiratori.
Il vannacciano Furgiuele: “Non ho detto Hitler ma mille, mille”
“Io non ho detto ‘Hitler’ ma ‘mille, mille’. Il deputato del Pd Andrea Casu stava dicendo che si potrebbe andare indietro di vent’anni o di cento. E io ho detto ‘mille, mille’”. Domenico Furgiuele, deputato vannacciano di Futuro nazionale, ha superato indenne il giudizio dei questori della Camera perché dai video non è stato possibile verificare il labiale quando invece secondo alcuni deputati delle opposizioni avrebbe pronunciato in aula la parola Hitler. “Ma avrei mai potuto dire la parola Hitler?”, domanda parlando in Transatlantico. E a chi gli fa notare che all’assemblea di Fn ha invocato i camerati dal palco, risponde: “Eravamo in assemblea, non qui. Ma un giorno ‘camerati’ lo dirò anche qui, come ho fatto la croce della Decima”.
di Gabriella Cerami da Montecitorio
Conte: “Il centrosinistra unito contro l’arroganza della destra ed è solo un antipasto”
"Dalle opposizioni la battaglia è unita contro l'arroganza con cui volete prendere il potere ed è solo l'antipasto – continua il presidente M5S Giuseppe Conte parlando in aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale – Vi state confezionando una legge elettorale vergognosa, che vi vorrebbe dare, per perpetuare il vostro potere, un premio di maggioranza assolutamente incostituzionale. La battaglia che ci avete visto fare, e qui le opposizioni hanno dimostrato massima comprensione del momento storico, massima chiarezza politica, è solo all'inizio”.
Conte alla destra: “Non avete idea della battaglia che vi aspetta”
Giuseppe Conte si rivolge alla destra e termina il suo intervento alla Camera dei deputati prima del voto sulla legge elettorale: “Non avete idea della battaglia che vi aspetta" in Parlamento sulla legge elettorale.
Conte: “Il Quirinale non sarà mai Colle Oppio”
Ancora Conte: “Meloni non ci ha messo la faccia, non è venuta in Parlamento" dopo la bocciatura dell'emendamento sulle preferenze. Ci ha sfidato a metterci la faccia, ma lei è rimasta a palazzo Chigi e invece di venire in Parlamento è andata dai maestri della cucina". Per Conte, "con questa legge state confezionando una legge elettorale vergognosa, che introduce un premierato di fatto. Non vi permetteremo di confondere il Colle del Quirinale con Colle Oppio", storica sede della sezione del Msi.
Conte: “Emendamento preferenze truffa nella truffa”
È il momento del presidente del M5S, Giuseppe Conte: “Nella legge truffa c'è la truffa nella truffa, l'emendamento truffaldino, una foglia di fico per ingannare gli italiani. Un emendamento in cui se tutto andava bene forse si poteva eleggere il 5% dei candidati, ma da moduli prestampati nelle segreterie di partito", dice Conte intervenendo alla Camera sulla legge elettorale. "Inoltre il soffitto di cristallo" della parità tra uomo e donna "non viene abbattuto, ma viene cementato con il cemento armato", aggiunge.
Richetti (Az): “Noi ci siamo confrontati ma serve altro”
"Il collega Colucci (di Noi Moderati) dice che l'opposizione si è opposta per partito preso. No, Azione non si è opposta a priori. Ci siamo confrontatati su tutto", ma "siamo convinti che serva un sistema politico fondato su altre basi. Il punto è che si sta cercando di fare il premierato" senza cambiare la Costituzione, precisa il capogruppo di Azione Matteo Richetti nell'aula della Camera in dichiarazione di voto sulla legge elettorale. Richetti sottolinea "le riforme irrealizzate" da parte del governo e la necessità di essere seri nel rispettare "gli impegni assunti". Durante il suo intervento, Richetti parla del relatore di maggioranza Angelo Rossi (FdI) come "un galantuomo delle istituzioni, che non si è mai sottratto per un minuto al confronto", ma sui contenuti "tengo il punto". Queste parole sono state accompagnate da un applauso dei meloniani.
Fratoianni (Avs): “È 'schiforma' ma l’aula vi ha sfiduciato”
Della legge elettorale "fa schifo il premio di maggioranza, fa schifo l'idea di forzare il presidente della Repubblica nelle sue prerogative. Ma il punto politico decisivo è che questo obbrobrio, questa 'schiforma', rimuove la centralità del Parlamento". Sono le parole del leader di Avs Nicola Fratoianni parlando in aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale. “La Repubblica è un bene comune, la dovete rispettare - aggiunge -. Se volete fare il premierato o il presidenzialismo, abbiate il coraggio di cambiare la Costituzione e presentatevi davanti agli italiani. Prenderete un altro ceffone, ma dovete avere il coraggio di farlo. Perché non è roba vostra. Chiaro? Questo è il punto politico, ed è la ragione per cui è inutile che Giorgia Meloni sfidi le opposizioni, 'vedremo al Senato, non c'è voto segreto'. Voteremo contro a tutti i vostri emendamenti. Perché il punto è la politica. È l'obiettivo. È inemendabile questa legge perché il suo obiettivo è quello che noi contrastiamo. Perché noi, le opposizioni, quelle che si candidano ad essere un'alternativa a questa destra, sono le opposizioni repubblicane costituzionali".
Colucci (Nm): “Chi vota contro è per inciuci e opacità”
"Noi Moderati voterà a favore" di una legge elettorale "che garantisce governabilità e stabilità". "Se nel campo largo sono così convinti di vincere le elezioni dovrebbero valutare valida e interessante questa legge elettorale" che consente a chi vince di governare. Lo ha detto Alessandro Colucci di Noi Moderati in dichiarazione di voto sulla legge elettorale in Aula Camera. Colucci ha inserito anche il voto sui fuorisede tra i punti forti della legge elettorale: più in generale, "non c'è stata disponibilità a collaborare da parte del campo largo, ma noi ce l'abbiamo messa tutta". "Chi vota contro questa legge è per l'opacità e gli inciuci", ha aggiunto.
La sfida del vannacciano Sasso a Forza Italia e Lega
Rossano Sasso, deputato vannacciano, dal Transatlantico di Montecitorio sfida ancora Forza Italia e Lega: “Se al Senato approvano con voto palese l’emendamento sulle preferenze e poi il testo torna qui alla Camera con voto di fiducia, voglio vedere cosa fanno i deputati di Forza Italia e Lega che due giorni fa hanno votato contro. Lì ci divertiamo, lì sì che ci divertiamo”.
di Gabriella Cerami da Montecitorio
Boschi (Iv): “La maggioranza con 50 franchi tiratori non esiste”
"Avete nella maggioranza 50 franchi tiratori che non hanno il coraggio di votare secondo le loro idee ma a voto segreto vi mandano sotto. Non avete la maggioranza neanche in quest'aula e una presidente del Consiglio seria si sarebbe dovuta dimettere – attacca la capogruppo di Iv alla Camera Maria Elena Boschi parlando durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale –Non avete approvato la riforma del presidenzialismo, non avete approvato la riforma dell'elezione diretta del presidente del Consiglio, non avete approvato il federalismo, non avete ridotto le tasse, non avete approvato una vera riforma della giustizia - aggiunge - Avevate promesso tutte queste riforme e non ne avete approvata nemmeno una. Il vuoto cosmico delle vostre riforme sotto gli occhi di tutti, a quel vuoto cosmico oggi si aggiunge un vuoto 'comico', perché l'unica riforma che riuscite a fare, forse, è la legge elettorale... E fa ridere".
Boschi (Iv): “Meloni perderà alle urne, karma implacabile”
Il governo ha voluto questa "legge elettorale perché avete paura di perdere, ma perderete lo stesso perché il tempo è galantuomo, il karma è implacabile", sostiene la capogruppo di Iv alla Camera, Maria Elena Boschi, in dichiarazione di voto confermando il voto contrario del suo gruppo. "Vi aspetteremo alle urne dove gli italiani non sceglieranno voi, perché dopo questi 4 anni gli italiani stanno peggio. Si può rimediare a un voto contrario, a un emendamento bocciato, ma avete perso l'occasione di cambiare il Paese e quello è irrecuperabile, perché il karma è implacabile".
Ziello (Futuro nazionale): “Se il Senato inserisce le preferenze noi pronti a votare la legge”
Continua Edoardo Ziello di Futuro nazionale con Vannacci parlando in aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale: “Annuncio il voto contrario alla legge elettorale, sperando che Meloni, al passaggio al Senato, possa far riflettere i suoi alleati e possa far introdurre delle preferenze in quel passaggio. Perché in quel caso noi saremmo pronti a votare favorevolmente nella terza lettura, via Camera e Senato”.
Ziello (Futuro nazionale): “Votiamo no. Il centrodestra ha tradito i suoi valori”
"Noi partiremo mesi prima con la campagna elettorale e porteremo a conoscenza prima del voto quello che avete fatto. Non è un leader di destra come Vannacci ad essere funzionale alla sinistra se ricorda alla destra di essere coerente con la propria storia, è funzionale alla sinistra chi tradisce quei valori e fa anche accordi con la sinistra per arginare un nuovo partito di destra, ma noi continuiamo a crescere nonostante la censura della vostra tv di stato. Preferenze? Chi volevate prendere in giro? C'erano i capilista bloccati e i candidati sarebbero stati scelti nelle segrete stanze dei segretari. Annuncio il voto contrario di Futuro Nazionale", dice in dichiarazione di voto sulla legge elettorale il deputato di FnV Edoardo Ziello.
Magi (+Europa): “È colpo di Stato elettorale”
Questa legge è un "colpo di stato elettorale", così il segretario di +Europa Riccardo Magi che, parlando in aula durante le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale, stigmatizza "l'investitura del capo introdotta surrettiziamente" e il testo "con il quale il potere costituito pretende di diventare costituente senza dichiararlo". "La palude non è nel voto autonomo che hanno espressi alcuni colleghi ma l'avete creata voi e sta in un sistema bloccato" che rappresenta "un salto in avanti verso un modello 'Orbaniano'".
Aula della Camera ancora semivuota, i deputati arrivano alla spicciolata
L'aula della Camera, quando già sono iniziate le dichiarazioni di voto finale sulla legge elettorale, è ancora semi vuota. I deputati arrivano alla spicciolata, presente la ministra Maria Elisabetta Alberti Casellati.
Al via l'aula della Camera: dichiarazioni e voto finale atteso tra circa due ore
È iniziata la seduta dell'aula della Camera sulla legge elettorale. Sono iniziate le dichiarazioni di voto, il voto finale è atteso tra circa due ore, alle 11.30. Il testo poi passerà all'esame del Senato.
I leader delle opposizioni tutti iscritti a parlare
I leader delle forze di opposizione sono tutti iscritti a parlare in dichiarazione di voto finale sulla legge elettorale: intervengono la segretaria del Pd Elly Schlein, il leader M5S Giuseppe Conte, uno dei due leader di Avs Nicola Fratoianni, il segretario di Più Europa Riccardo Magi. Per Iv e Azione interverranno i capigruppo Maria Elena Boschi e Matteo Richetti. Quanto alla maggioranza, per Forza Italia è iscritto a parlare il presidente della commissione Affari costituzionali Nazario Pagano e, chiuderà la serie di dichiarazioni di voto il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli.
Il paradosso del Melonellum: la destra ha bisogno di Vannacci
Basta spostare un tassello e cambia radicalmente tutto. Nello scenario in cui Roberto Vannacci corre da solo e il campo largo invece unito, con Pd, M5s, Avs, Italia viva e +Europa, il Melonellum consegnerebbe la maggioranza parlamentare al centrosinistra, più ampia che con il Rosatellum, dove invece il vantaggio sarebbe risicato, di un solo eletto alla Camera per esempio. È una delle simulazioni elaborate da YouTrend sulla base della Supermedia dei sondaggi, che fotografano gli effetti della nuova legge elettorale di Matteo Pucciarelli
La premier a Tajani e Salvini: “La pazienza ormai è al limite”
«La pazienza è al limite», mette in guardia Giorgia Meloni alla vigilia del voto finale, almeno alla Camera, della sua legge elettorale. I destinatari dell’ammonimento sono i due vicepremier, Antonio Tajani e Matteo Salvini, che ha sentito di nuovo ieri, e che diversi “fratelli” accusano, ormai senza remore, di non tenere più i rispettivi gruppi di Lorenzo De Cicco
Schlein: “Quanta arroganza, finito il tempo del governo”
"Il governo di Giorgia Meloni è finito, il dibattito alla Camera sulla legge elettorale lo ha certificato", dice in un'intervista a la Repubblica, Elly Schlein, segretaria del Pd. "La maggioranza non esiste più - aggiunge -, adesso vadano a casa, tocca a noi. Ha perso Meloni, che ha cercato di imporre una riforma elettorale cucita su misura perché ha paura di essere sconfitta dalla nostra coalizione che ha una proposta competitiva. Ha perso l'arroganza di forzare anche rispetto ai suoi alleati, che non la volevano. Ha perso la superbia della prima presidente del Consiglio donna che per difendere il suo potere era pronta a sacrificare le altre donne. Lei e il suo governo sono stati sfiduciati e di questo può incolpare solo se stessa" di Giovanna Vitale