Insulti tra il meloniano Zaffini e il leghista Centinaio: “Succube delle opposizioni”, “Hai rotto”
di Giovanna VitaleOrmai non si sopportano più. E neanche lo nascondono. Al punto da mandarsi a quel paese, con insulti e lessico triviale, nella solennità di una seduta parlamentare.
Aula del Senato, ora di pranzo. Il clima è torrido, specie fra gli alleati di centrodestra: le preferenze volute da FdI, ma affossate a Montecitorio dai franchi tiratori annidati nella maggioranza, hanno lasciato scorie difficili da smaltire. Rimbalzano da una Camera all’altra, e a risentirne è l’intera coalizione di governo.
Basta un niente per accendere la miccia. Accade nel corso delle votazioni a palazzo Madama sulle quattro pre-intese previste dalla legge sull’autonomia differenziata.
A presiedere la seduta è il leghista Gian Marco Centinaio. Le opposizioni, in modalità combat, chi…
Ormai non si sopportano più. E neanche lo nascondono. Al punto da mandarsi a quel paese, con insulti e lessico triviale, nella solennità di una seduta parlamentare.
Aula del Senato, ora di pranzo. Il clima è torrido, specie fra gli alleati di centrodestra: le preferenze volute da FdI, ma affossate a Montecitorio dai franchi tiratori annidati nella maggioranza, hanno lasciato scorie difficili da smaltire. Rimbalzano da una Camera all’altra, e a risentirne è l’intera coalizione di governo.
Basta un niente per accendere la miccia. Accade nel corso delle votazioni a palazzo Madama sulle quattro pre-intese previste dalla legge sull’autonomia differenziata.
A presiedere la seduta è il leghista Gian Marco Centinaio. Le opposizioni, in modalità combat, chiedono più tempo per replicare al ministro Roberto Calderoli intervenuto a sostenere l’ultimo ordine del giorno. Centinaio chiede agli uffici se, a norma di regolamento, si può concedere. Gli uffici danno l’ok. Ed è a quel punto che il senatore meloniano Francesco Zaffini perde la testa e si mette a inveire. “Ora basta, tu la devi smettere, ti metti sempre a pecorina con le opposizioni”, urla contro l’alleato che guida l’aula. Il leghista resta basito, non ci sta a farsi insultare pubblicamente e in modo tanto volgare. A microfono aperto replica netto: "ma come ti permetti? Io non ti dico che tu stai a pecorina, come non ti dico che hai rotto i coglioni durante la seduta. Sai quante volte ti avrei dovuto sbattere fuori per quello che dicevi in aula? A pecorina....? Ci vuole rispetto!!!" scandisce a squarciagola. “Rispetto”, ribadisce.
In aula scoppia il parapiglia. Zaffino viene trattenuto dai colleghi. Centinaio sospende l’aula. Ma ormai la frittata è fatta. E l’alleanza di centrodestra ne esce a pezzi.
Sulla questione, interviene il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, che commenta: "Voglio esprimere al presidente Centinaio anche a nome delle senatrici e dei senatori del Pd, massima solidarietà per le offese ricevute dai banchi di FdI. Questa è l'aula di Palazzo Madama, non è consentita a nessuna persona di esprimersi in quel modo, tanto meno di rivolgersi al presidente dell'Aula in quel modo. Ci auguriamo che vengano prese le decisioni che consentano all'aula di sentirsi rispettata e non violata nella sua dignità".