Francesco Filini, responsabile nazionale del Programma di FdI, dopo il flop dell’emendamento alla legge elettorale Meloni ha detto “serve una riflessione”. Su cosa?
«Sul fatto che ci siano parlamentari che, schermati dal voto segreto, hanno votato contro l’indicazione dei partiti di maggioranza e perfino contro un parere dato dal governo. Per una persona che si nasconde dietro il voto segreto e non ha il coraggio di dire la sua contrarietà su un provvedimento che, ripeto, è stato vagliato dai partiti di maggioranza non trovo altre definizioni se non questa: un vigliacco».
E a cosa porterà questa riflessione? Alle urne anticipate?
«Noi abbiamo sempre detto di voler terminare la legislatura, perché abbiamo ancora tanti provvedimenti da realizzare, e questo governo gode del sostegno dei cittadini. Però è ovvio che bisogna essere uniti e compatti fino alla fine».
Dica la verità: ci sono stati franchi tiratori anche dentro Fratelli d’Italia o sono tutti di Lega e Forza Italia?
«Tendo ad es…
Francesco Filini, responsabile nazionale del Programma di FdI, dopo il flop dell’emendamento alla legge elettorale Meloni ha detto “serve una riflessione”. Su cosa?
«Sul fatto che ci siano parlamentari che, schermati dal voto segreto, hanno votato contro l’indicazione dei partiti di maggioranza e perfino contro un parere dato dal governo. Per una persona che si nasconde dietro il voto segreto e non ha il coraggio di dire la sua contrarietà su un provvedimento che, ripeto, è stato vagliato dai partiti di maggioranza non trovo altre definizioni se non questa: un vigliacco».
E a cosa porterà questa riflessione? Alle urne anticipate?
«Noi abbiamo sempre detto di voler terminare la legislatura, perché abbiamo ancora tanti provvedimenti da realizzare, e questo governo gode del sostegno dei cittadini. Però è ovvio che bisogna essere uniti e compatti fino alla fine».
Dica la verità: ci sono stati franchi tiratori anche dentro Fratelli d’Italia o sono tutti di Lega e Forza Italia?
«Tendo ad escludere la presenza di franchi tiratori dentro FdI. Poi è ovvio: nessuno avrà mai il riscontro al 100%, visto che c’è il voto segreto. Ma sono sicuro dei componenti del nostro gruppo».
Però sia gli azzurri che i leghisti ve l’avevano detto in tutte le salse: le preferenze non le vogliamo. Perché insistere, col rischio di andare a sbattere?
«Nel momento in cui i leader dei partiti dichiarano di sostenere un emendamento e lo fanno dopo una trattativa che è durata parecchi giorni, per me significa che tutti i gruppi voteranno conformemente a quello che hanno deciso i propri leader. È una nostra antica battaglia, era doveroso provarci fino alla fine».
Quindi Tajani e Salvini non controllano più i loro gruppi?
«Non è così, vedo che soltanto alcuni singoli parlamentari, che si sono nascosti dietro al voto segreto, chiesto vergognosamente dalle opposizioni visto che c’era in ballo il ritorno delle preferenze, si sono mossi nell’ombra senza avere il coraggio di dichiarare la propria contrarietà. Questo è stato l’unico incidente parlamentare in 4 anni di legislatura, avvenuto solo grazie al voto segreto».
C’è stata anche qualche assenza tattica?
«Ma no, chi è in missione è sempre giustificato».
Vi siete fatti un’idea di chi fossero, questi “vigliacchi”?
«Inutile fare congetture, cerchiamo di superare il dispiacere di questo incidente e soprattutto ora approviamo la riforma elettorale alla Camera».
E adesso che succede? La Russa propone una modifica al Senato, “emendamento chirurgico” per ripristinare le preferenze.
«Intanto portiamo a casa al Montecitorio la riforma elettorale, che è fatta per dare trasparenza e rispetto al voto dei cittadini italiani, dopodiché ragioneremo sul da farsi e se intervenire in Senato per correggere questo inciampo parlamentare sulle preferenze».
Si può chiudere entro l’estate?
«Non so se ci siano i tempi tecnici per l’approvazione definitiva, di certo per noi sarebbe auspicabile».
Il voto insieme ai vannacciani sulle preferenze è l’indizio di nuovi equilibri a destra?
«Non c’è nessun asse con nessuna delle opposizioni che continuano a votare contro il governo per mandare Meloni a casa. Semplicemente, si trattava di un emendamento di merito, dove i relatori si sono rimessi all’aula, e Fratelli d’Italia ha votato con la consueta coerenza un emendamento di merito. Lo avremmo fatto pure se lo avesse proposto la sinistra».