✕

Querele-bavaglio, infrazione europea contro Roma

Ascolta l'audio

La direttiva introduce strumenti per consentire ai tribunali di archiviare rapidamente le cause manifestamente infondate in materia civile
1 minuti di lettura

La Commissione europea apre una procedura d’infrazione contro l’Italia per il mancato recepimento della direttiva europea contro le Slapp, le querele temerarie utilizzate per intimidire in primis i giornalisti. Insieme all’Italia finiscono nel mirino anche altri 13 Paesi: Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Irlanda, Grecia, Spagna, Lussemburgo, Ungheria, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Romania e Slovacchia.

La direttiva, che gli Stati membri avrebbero dovuto recepire entro il 7 maggio scorso, introduce strumenti per consentire ai tribunali di archiviare rapidamente le cause manifestamente infondate in materia civile con implicazioni transfrontaliere, oltre a prevedere tutele e risarcimenti per le vittime di azioni giudiziarie abu…

La Commissione europea apre una procedura d’infrazione contro l’Italia per il mancato recepimento della direttiva europea contro le Slapp, le querele temerarie utilizzate per intimidire in primis i giornalisti. Insieme all’Italia finiscono nel mirino anche altri 13 Paesi: Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Irlanda, Grecia, Spagna, Lussemburgo, Ungheria, Paesi Bassi, Austria, Portogallo, Romania e Slovacchia.

La direttiva, che gli Stati membri avrebbero dovuto recepire entro il 7 maggio scorso, introduce strumenti per consentire ai tribunali di archiviare rapidamente le cause manifestamente infondate in materia civile con implicazioni transfrontaliere, oltre a prevedere tutele e risarcimenti per le vittime di azioni giudiziarie abusive. Secondo Bruxelles, le Slapp sono «azioni legali infondate e abusive che mirano a mettere a tacere coloro che operano nell’interesse pubblico», come giornalisti, attivisti e organizzazioni della società civile. Ora il governo ha due mesi di tempo per rispondere alla lettera di messa in mora; in caso contrario la Commissione potrà procedere con un parere motivato.

«L’infrazione europea all’Italia è solo il primo degli schiaffi che a Meloni arrivano da Bruxelles sul fronte della libertà di stampa», afferma la senatrice del M5S Barbara Floridia. L’ex presidente della commissione di Vigilanza Rai lega il caso a un altro dossier aperto con l’Ue: «Il prossimo sarà quello per il mancato recepimento del Media Freedom Act, ancora fermo dopo un anno per i veti incrociati nella maggioranza sulla riforma della Rai». A chiedere un intervento rapido è anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, perché «c’è ancora margine per recuperare» recependo pienamente la direttiva europea. Sulla stessa linea la segretaria della Fnsi, Alessandra Costante, che ricorda come il sindacato dei giornalisti abbia sollecitato per anni tutti i governi, ad approvare una normativa efficace contro le querele temerarie. «Serve una legge che impedisca di usare le querele come un randello».

Leggi i commenti