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Moratti: “Accordo con Fn? Tra i miei valori l’antifascismo”

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L’eurodeputata di Forza Italia: “Serve coerenza nella coalizione. Noi siamo a favore dell’Ucraina, atlantisti e popolari”
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L’europarlamentare di Forza Italia, ex ministra ed ex sindaca di Milano Letizia Moratti, dice che «le coalizioni che vincono sono quelle unite e coerenti». Chiaro riferimento anche al centrodestra, e ai rapporti che (non) dovrebbe avere con Futuro nazionale.

Come commenta lo spettacolo di tre giorni fa in Parlamento, con la maggioranza andata sotto per il voto dei franchi tiratori?

«Non sono stupita. Le fibrillazioni all’interno del Parlamento ci sono sempre state...».

Dovesse definire lo stato di salute del governo?

«I governi si giudicano dai risultati e questo li ha portati, ad esempio: 150 punti di spread in meno rispetto al 2022, un milione in più di occupati, è cresciuta l’occupazione femminile e stabile, gli investimenti internazionali diretti cresciuti del 5 per cento dal 2023, idem l’export».

“La legge elettorale è un inizio di premierato”, ha detto Ciriani. Concorda?

«No, io credo che risponda all’idea di dare chiarezza e stabilità, e questo è un valore aggiunto per la credi…

L’europarlamentare di Forza Italia, ex ministra ed ex sindaca di Milano Letizia Moratti, dice che «le coalizioni che vincono sono quelle unite e coerenti». Chiaro riferimento anche al centrodestra, e ai rapporti che (non) dovrebbe avere con Futuro nazionale.

Come commenta lo spettacolo di tre giorni fa in Parlamento, con la maggioranza andata sotto per il voto dei franchi tiratori?

«Non sono stupita. Le fibrillazioni all’interno del Parlamento ci sono sempre state...».

Dovesse definire lo stato di salute del governo?

«I governi si giudicano dai risultati e questo li ha portati, ad esempio: 150 punti di spread in meno rispetto al 2022, un milione in più di occupati, è cresciuta l’occupazione femminile e stabile, gli investimenti internazionali diretti cresciuti del 5 per cento dal 2023, idem l’export».

“La legge elettorale è un inizio di premierato”, ha detto Ciriani. Concorda?

«No, io credo che risponda all’idea di dare chiarezza e stabilità, e questo è un valore aggiunto per la credibilità di un governo».

Ma invece la questione preferenze la scalda?

«Sono sempre stata eletta con le preferenze, non sono contraria, quell’emendamento le conteneva e la sinistra non l’ha votato, e comunque c’è spazio per riprenderlo al Senato. C’è un equilibrio importante da considerare però: garantire la qualità della classe dirigente, che non sempre risponde alle preferenze, ad esempio un manager o un professore universitario, non portano necessariamente preferenze».

Però la legge elettorale rende quasi obbligatoria l’alleanza con Vannacci: lei come la vede?

«Sì, è vero che favorisce il bipolarismo. FI deve garantire la coerenza con i propri valori, le coalizioni che vincono sono quelle unite ed è un elemento centrale. Si rimane forti se ogni forza soggetto mantiene la sua identità e c’è coerenza nella coalizione. La sinistra in passato ha vinto e poi è caduta perché non c’erano queste caratteristiche, né le vedo adesso. I moderati per avere rappresentanza non possono che votare FI, partito liberale e riformista».

FI e Fn non sono incompatibili?

«Noi siamo e saremo coerenti con i nostri valori, popolari e atlantisti, europeisti, e dialoghiamo con chi si ritrova con questi valori: continueremo a difendere l’Ucraina, per intenderci. Il che non significa dire sempre sì all’Europa, poco tempo fa ad esempio ho ottenuto la sospensione della direttiva acque reflue, che avrebbero avuto ingenti costi relativi al settore farmaceutico. Ma riconosco che noi da soli senza Europa non possiamo stare al passo di Usa e Cina, che hanno meno vincoli e regole».

Insomma, c’è una palese impossibilità di stare nella stessa coalizione.

«Ho riaffermato i nostri valori, siamo parti del Ppe convintamente, cioè il partito che governa l’Europa, non senza difficoltà con un approccio spesso ideologico dei socialisti».

Per sua storia familiare, lei è una antifascista mentre le esibizioni di nostalgismo e richiami al fascismo di Vannacci sono numerose. Cosa ne pensa?

«Non c’è nulla di personale in quello che penso: sì, mi ritrovo nei valori antifascisti e della nostra Costituzione».

Quindi per mantenere una coerenza della coalizione i confini devono restare quelli di adesso.

«Penso che noi di FI siamo indispensabili nel portare la cultura della credibilità di governo, ancor di più in un contesto in cui manca il centro nel centrosinistra, noi siamo la risposta».

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