Avviata la richiesta di grazia. Ora Nordio frena su Roggero, la Lega valuta la candidatura
di Giovanna VitaleIl richiamo di Sergio Mattarella al rispetto del dettato costituzionale manda in tilt il Guardasigilli Carlo Nordio sul caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e 9 mesi per aver sparato e ucciso due rapinatori fuori dal suo negozio. Diventato ormai una bandiera della destra.
La Lega ribadisce l’intenzione di candidarlo alle politiche («Stiamo valutando») e lancia «una massiccia raccolta di fondi destinata ad aiutarlo nel pagamento dei risarcimenti disposti dalla sentenza». Su cui la premier, di pari passo, annuncia una stretta: «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo ddl sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso», scrive sui social Giorgia Meloni. «Chi subisce un danno …
Il richiamo di Sergio Mattarella al rispetto del dettato costituzionale manda in tilt il Guardasigilli Carlo Nordio sul caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato a 14 anni e 9 mesi per aver sparato e ucciso due rapinatori fuori dal suo negozio. Diventato ormai una bandiera della destra.
La Lega ribadisce l’intenzione di candidarlo alle politiche («Stiamo valutando») e lancia «una massiccia raccolta di fondi destinata ad aiutarlo nel pagamento dei risarcimenti disposti dalla sentenza». Su cui la premier, di pari passo, annuncia una stretta: «Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo ddl sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso», scrive sui social Giorgia Meloni. «Chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari. Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali», insiste. A riprova di una campagna studiata per rilanciare il tema della sicurezza per arginare l’avanzata di Vannacci. Operazione che la confusione del ministro Nordio rischia però di compromettere.
Un passo indietro. L’altro ieri, a verdetto della Cassazione appena emanato, il titolare della Giustizia aveva avviato «di propria iniziativa» — senza avvertire il Quirinale, ma con l’avallo di Meloni — l’istruttoria per concedere la grazia al commerciante. Decisione rivendicata in un comunicato e poi pubblicizzata sui profili social del dicastero. Richiamato da Sergio Mattarella in quanto la titolarità del potere di clemenza spetterebbe al solo capo dello Stato, l’ex pm aveva abbozzato. Anche se di malavoglia. Continuando a insistere — tramite staff — sulla correttezza del suo operato.
A incaricarsi di segnalare che lo scontro istituzionale è tutt’altro che archiviato è stato ieri il sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni: «Il ministro ha agito nel pieno e assoluto rispetto della legge, della Costituzione e delle proprie prerogative», ha precisato l’esponente di FdI, di fatto sconfessando l’interpretazione del Colle. «Lo ha scritto la ministra Cartabia nella circolare del giugno 2021 sulla procedura per la grazia, che contempla anche l’iniziativa motu proprio del ministro», prosegue. «C’è inoltre una pubblicazione dell’attuale responsabile dell’Ufficio Grazie del Quirinale che sostiene la stessa impostazione», insiste. E dunque, «chi sostiene il contrario probabilmente non conosce gli strumenti normativi o la dottrina in materia». Parole di sfida destinate ad alimentare la tensione tra il governo e la presidenza della Repubblica.
La vicenda poteva infatti chiudersi senza ulteriori polemiche, dal momento che in mattinata la moglie del gioielliere condannato aveva inviato una pec a Mattarella per chiedere la clemenza in favore del marito. L’iter poteva quindi ripartire. Ma anche a seguito di nuove interlocuzioni con il Colle, Nordio ha frenato. Escludendo che «sia stato ancora compiuto alcun atto in merito alla procedura di grazia per Roggero». E così ciò che due giorni fa era stato «avviato», a distanza di 24 ore è stato smentito.
Un cortocircuito in cui subito si infila Futuro nazionale, in gara per appropriarsi del caso Roggero e lucrare consenso: «Nordio sa bene che la sua iniziativa non ha consistenza giuridica perché la richiesta di grazia può arrivare dai parenti, dal legale, o dall’iniziativa del presidente della Repubblica, non direttamente dal ministro», tuona la deputata vannacciana Laura Ravetto: «Quindi sembra un’ipotesi propagandistica sulla pelle del povero gioielliere». Con il collega Ziello a sfidare direttamente il Quirinale: «Ha dato la grazia a Minetti, non concederla a Roggero sarebbe assurdo». Ma Salvini rivendica la primogenitura e non demorde: «È una battaglia di giustizia, non ci fermiamo, faremo di tutto per aiutarlo». E pure Tajani si accoda: «È giusto chiedere la grazia, non è un pericoloso criminale».
Una competizione che scatena le opposizioni. «Il governo è succube di Vannacci», attacca il renziano Borghi. «La destra strumentalizza e mette in difficoltà il capo dello Stato», fa eco il calendiano Richetti. «È l’ennesimo attacco alle sue prerogative», insiste Magi di +Eu. «Un’operazione per delegittimare Mattarella», concorda il 5S Silvestri, perché «sparare un uomo a terra non è legittima difesa, è un’esecuzione».