Calenda: “Sulla sicurezza il governo fa propaganda, a sinistra troppo timidi”
di Giovanna VitaleSenatore Carlo Calenda perché la destra ha deciso di trasformare Mario Roggero in una bandiera?
«Innanzitutto perché non sanno fare il loro lavoro, cioè governare. Sulla sicurezza hanno fallito e si sono buttati sulla propaganda. Da Bibbiano in giù l’abbiamo visto tante volte: prendono un caso di cronaca e montano il solito teatro per rincorrere gli umori della gente, prescindendo totalmente dal merito. Sparare alle spalle mentre qualcuno scappa non è legittima difesa, è farsi giustizia da soli».
E poi?
«È arrivato un fascista vero a fargli concorrenza e sono disperati, sebbene si tratti di un volgare troglodita che prenderà molti meno voti di quelli che loro temono, ma sufficienti a distruggere la Lega. Meloni non sa più che pesci pigliare, Salvini sta dando il peggio di sé perché sa che rischia di sparire, incalzato anche da Zaia e Fedriga che vogliono toglierselo di torno. Ma l’aspetto tragico è che hanno coinvolto il capo dello Stato in una scena da quinta elementare in cui ha dov…
Senatore Carlo Calenda perché la destra ha deciso di trasformare Mario Roggero in una bandiera?
«Innanzitutto perché non sanno fare il loro lavoro, cioè governare. Sulla sicurezza hanno fallito e si sono buttati sulla propaganda. Da Bibbiano in giù l’abbiamo visto tante volte: prendono un caso di cronaca e montano il solito teatro per rincorrere gli umori della gente, prescindendo totalmente dal merito. Sparare alle spalle mentre qualcuno scappa non è legittima difesa, è farsi giustizia da soli».
E poi?
«È arrivato un fascista vero a fargli concorrenza e sono disperati, sebbene si tratti di un volgare troglodita che prenderà molti meno voti di quelli che loro temono, ma sufficienti a distruggere la Lega. Meloni non sa più che pesci pigliare, Salvini sta dando il peggio di sé perché sa che rischia di sparire, incalzato anche da Zaia e Fedriga che vogliono toglierselo di torno. Ma l’aspetto tragico è che hanno coinvolto il capo dello Stato in una scena da quinta elementare in cui ha dovuto ricordare a Nordio a chi spetta il potere di grazia».
Quindi lo fanno perché hanno paura di perdere consenso?
«Questa vicenda segnala l’impotenza di una politica stracciona che prende in giro gli italiani. Mi piacerebbe chiedere a un elettore di destra se davvero vuole il Far West, se si augura di vivere in una società come quella americana in cui i conti si regolano privatamente, con le pistole. Perché è ciò che la destra sta proponendo. Senza capire che il problema, oggi, è proprio l’enorme numero di armi in circolazione. Quando hai una pistola i rischi aumentano, non diminuiscono. Non è sparando che si migliora la sicurezza».
E come si fa allora?
«Certo non aprendo inutili centri in Albania e varando cinque decreti sicurezza con 54 nuovi reati, destinati a restare lettera morta se non incrementi gli organici delle forze dell’ordine, che sono sottodimensionati. A Meloni abbiamo detto e ripetuto: usa il Safe per assumere i carabinieri, che sono militari e puoi inserirli fra le spese della Difesa. Invece non hanno fatto niente e si preoccupano solo di Vannacci che quando gli chiedi dove trova le coperture per la folle remigrazione risponde che lui non fa il ragioniere, ma i conti in tasca propria li sa far bene, visto che si è pensionato a 56 anni con 5mila euro netti al mese, a cui somma pure l’indennità da eurodeputato».
Il centrosinistra le sembra timido sul tema sicurezza?
«Non fa proposte perché ha paura di dire che i migranti che delinquono vanno cacciati».
Quali proposte dovrebbe fare?
«Intanto che va aperto un Cpr in ogni regione dove chi commette un reato viene rinchiuso fino a 18 mesi, come prevedono le regole europee, sinché non si sbrigano le procedure di rimpatrio. E proporre ai piccoli delinquenti il rimpatrio volontario, come il governo sta facendo adesso, dopo quattro anni di nulla».
Ma limitare il tema sicurezza ai soli migranti irregolari non è un pregiudizio razzista?
«I migranti irregolari fanno il 30% dei reati. Il 70% dipende da molti fattori: abbiamo regole troppo lasche sul porto d’armi; furti e rapine in aumento per scarsità di presidi sul territorio; ripresa della delinquenza minorile che ha bisogno di una stretta sui social, diventati la discarica dei teppisti. Sono provvedimenti articolati, non c’entra niente con la proposta di candidare il gioielliere che ha sparato, si tratta di governare, cosa che non riescono a fare».
La paura costringerà Meloni a imbarcare Vannacci in coalizione?
«Non credo perché salterebbe, Forza Italia non ci starebbe. Alla fine ci saranno cinque candidati premier: Vannacci, Meloni, il nostro del centro riformista, uno di sinistra e Di Battista. Nessuno avrà il 42%, ci ritroveremo in un proporzionale puro e si dovrà costruire una maggioranza in Parlamento: una benedizione perché il programma non sarà più quello elettorale, a base di ricette irrealizzabili, ma di governo sulle cose vere da fare».
Il candidato del centro sarà lei?
«Vediamo. Se c’è un candidato che prende più voti ben venga».
Dunque esclude che Azione andrà a destra?
«Azione ha un programma in cinque punti: abolizione del diritto di veto, sostegno a Kiev, riarmo europeo, politica energetica e green ragionevole, ritorno a Industria 4.0. Noi siamo per gli Stati Uniti d’Europa, Meloni è contraria e non vuole abolire il diritto di veto».
Quindi potrebbe rientrare nel centrosinistra?
«Vale lo stesso discorso. Non mi pare che Conte tifi per l’Ucraina. E non parliamo poi del riarmo, su cui pure il Pd mi pare freddo».
Renzi le ha proposto di andare in Casa riformista, ci sta pensando?
«Anch’io ho proposto al Pd di venire in Azione. Battute a parte, Renzi è un’anguilla che cerca di infilarsi ovunque ci sia una poltrona a cui non sa arrivare con i suoi voti».