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Dalla condanna alla legge Severino, Roggero non può presentarsi alle elezioni

(agf)

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Ecco perché non sussistono le condizioni per candidarlo. La procuratrice Musti: “Per il parere sulla grazia pentimento importante”
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Il generale Vannacci tira per la giacca Mattarella e afferma «se fossi presidente della Repubblica penserei alla grazia». Matteo Salvini, uscendo dal carcere di Bollate dopo «un lungo abbraccio» con il gioielliere Mario Roggero si dice «orgoglioso» di un’eventuale candidatura e certo che «in carcere non ci starà a lungo». Ma fra gli annunci e la realtà ci sono ostacoli tecnici.

La candidatura impossibile

Mario Roggero è stato condannato anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, dunque non può né votare, né essere eletto,tanto meno associarsi a partiti. Non si tratta di una scelta dei giudici, ma di una pena accessoria prevista all’articolo 28 dal codice penale per chiunque riporti una condanna che preveda una reclusione superiore ai cinque anni. Per l’avvocato Stefano Marcolini, che ha aperto all’ipotesi di una candidatura del suo assistito, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici sarebbe «un piccolo dettaglio» da superare. Ma al momento la legge non consente eccezioni.…

Il generale Vannacci tira per la giacca Mattarella e afferma «se fossi presidente della Repubblica penserei alla grazia». Matteo Salvini, uscendo dal carcere di Bollate dopo «un lungo abbraccio» con il gioielliere Mario Roggero si dice «orgoglioso» di un’eventuale candidatura e certo che «in carcere non ci starà a lungo». Ma fra gli annunci e la realtà ci sono ostacoli tecnici.

La candidatura impossibile

Mario Roggero è stato condannato anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, dunque non può né votare, né essere eletto,tanto meno associarsi a partiti. Non si tratta di una scelta dei giudici, ma di una pena accessoria prevista all’articolo 28 dal codice penale per chiunque riporti una condanna che preveda una reclusione superiore ai cinque anni. Per l’avvocato Stefano Marcolini, che ha aperto all’ipotesi di una candidatura del suo assistito, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici sarebbe «un piccolo dettaglio» da superare. Ma al momento la legge non consente eccezioni.

La normativa elettorale

A ostacolare l’eventuale avventura politica del gioielliere c’è anche la legge Severino che prevede l’incandidabilità assoluta a tutti i livelli (Camera, Senato, Parlamento Europeo, Consigli regionali e comunali) per chi abbia riportato condanne definitive superiori a 2 anni per delitti non colposi, cioè intenzionali. Roggero è stato condannato per omicidio e tentato omicidio, entrambi volontari, e porto illegale di armi. Per i giudici «ha agito in modo lucido».

La durata della detenzione

Sia il diretto interessato, che i politici che lo sostengono si sono detti certi che in carcere Mario Roggero non ci starà a lungo. In realtà, come riconosciuto dal suo legale, l’omicidio è reato ostativo, che permette di accedere a benefici penitenziari e misure alternative, come i domiciliari, solo dopo aver scontato almeno i due terzi della pena. Condizioni necessarie sono, fra le altre, il risarcimento delle vittime, il ravvedimento e un percorso rieducativo.

La carta del differimento o della sospensione della pena

In Italia, l’ordinamento penitenziario prevede la detenzione domiciliare per gli over 70, ma in caso di reati gravi come l’omicidio, la valutazione spetta al giudice ed è possibile solo in caso di gravi motivi di salute o se le condizioni fisiche o psichiche sono incompatibili con il carcere. Per l’avvocato Marcolini, che in tal senso ha presentato istanza, è possibile anche in attesa della definizione della domanda di grazia.

Il lungo percorso della grazia

Fra istruttoria ministeriale, parere non vincolante della procura generale competente e valutazione presso la presidenza della Repubblica, i tempi sono lunghi. Al momento, l’iter per Roggero non è partito perché la moglie ha presentato domanda a Torino e non al competente ministero della Giustizia.

Condizioni necessarie

«Questioni etichie», come pentimento, consapevolezza dell’illiceità del proprio agire, perdono dei familiari delle vittime, ha ricordato ieri la procuratrice generale Lucia Musti, sono elementi che i giudici devono valutare nella stesura «estremamente complessa» del parere non vincolante su una domanda di grazia. Roggero al momento non si aiuta. «Pentito? Col senno di poi», ha detto ieri prima di entrare in carcere.

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