La politica deve “indirizzare la discussione su termini ragionevoli e non stravolgerla attraverso gli impulsi più viscerali”. Francesco Petrelli, presidente delle Camere penali, commenta la piega ‘politica’ che stanno assumendo i casi di cronaca che hanno riguardato la condanna del gioielliere Mario Roggero, per aver ucciso alle spalle due rapinatori, e la morte di Abderrahim Fakir ammanettato dalla polizia a Bologna. Andando avanti con l’allargamento della legge sulla legittima difesa “si arriva alla barbarie”.
Pensa sia davvero possibile concedere la grazia a Mario Roggero?
“Purtroppo quando questioni di giustizia finiscono nel tritacarne della contesa politica, il Paese non se ne avvantaggia e non ne traggono beneficio né gli equilibri interni del Paese né gli equilibri tra i poteri dello Stato”.
Si riferisce al richiamo del presidente della Repubblica al ministro della Giustizia Carlo Nordio?
“C’è grande preoccupazione per quello che è accaduto e per quello che sta accadendo. Il C…
La politica deve “indirizzare la discussione su termini ragionevoli e non stravolgerla attraverso gli impulsi più viscerali”. Francesco Petrelli, presidente delle Camere penali, commenta la piega ‘politica’ che stanno assumendo i casi di cronaca che hanno riguardato la condanna del gioielliere Mario Roggero, per aver ucciso alle spalle due rapinatori, e la morte di Abderrahim Fakir ammanettato dalla polizia a Bologna. Andando avanti con l’allargamento della legge sulla legittima difesa “si arriva alla barbarie”.
Pensa sia davvero possibile concedere la grazia a Mario Roggero?
“Purtroppo quando questioni di giustizia finiscono nel tritacarne della contesa politica, il Paese non se ne avvantaggia e non ne traggono beneficio né gli equilibri interni del Paese né gli equilibri tra i poteri dello Stato”.
Si riferisce al richiamo del presidente della Repubblica al ministro della Giustizia Carlo Nordio?
“C’è grande preoccupazione per quello che è accaduto e per quello che sta accadendo. Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, è stato sottoposto a un’indebita pressioni politica”.
Con l’annuncio da parte del ministero della richiesta di grazia prima ancora che Roggero fosse in carcere?
“Nulla da ridire sulla richiesta di grazia, assolutamente legittima da parte dei familiari o degli altri che hanno diritto a farlo”.
Anche da parte del ministro, quando sembrava che volesse avanzare richiesta prima che si esprimesse la moglie?
“È discutibile che il ministro della Giustizia possa esercitare questa funziona, è tutto da vedere. Di certo, è grava la strumentalizzazione che questa vicenda sta subendo divenendo una sorta di vessillo della contesa politico elettorale. La giustizia dovrebbe rimanere il più possibile a riparo da queste controversie”.
Al caso Roggero si è aggiunta la morte di Abderrahim Fakir, qual è il filo conduttore che lega queste due storie?
“Ci sono vicende della cronaca giudiziaria che destano un’emozione collettiva e sono destinati a divenire oggetto della discussione pubblica. Ed è utile che ciò avvenga purché la discussione rimanga nei binari di una corretta valutazione giuridica e non si pretenda di stravolgere i principi della nostra Costituzione e del nostro ordinamento penale. La politica dovrebbe avere questa funzione: indirizzare la discussione su termini ragionevoli e non stravolgerla attraverso gli impulsi più viscerali. Il dialogo deve restare nell’ambito della ragionevolezza di una possibile riforma. Qui la politica anziché svolgere questo doveroso compito di razionalizzazione soffia sul fuoco, sfrutta questi sentimenti viscerali. Quando invece il compito del legislatore dovrebbe essere quello di fare sintesi tra le esigenze di sicurezza dell’opinione pubblica e le regole di convivenza civile”.
La Lega propone di allargare le maglie della legittima difesa per non punire chiunque reagisca a un’aggressione armata. Cosa ne pensa?
“Che è un indiscriminato invito alla vendetta, uno sproposito. L’articolo 52 è già stato oggetto di profonde modificazioni: due riforme, quella del 2006 e quella del 2019, voluta anche dalla Lega che era al governo. Quest’ultima riforma ha già ampliato a dismisura, fino all’ultimo limite possibile, il diritto di difendere i propri beni e la propria integrità fisica”.
Il suo è un invito a fermarsi?
“Un’altra modifica sarebbe un passaggio ulteriore, si autorizzerebbe a sparare su una persona che ha eventualmente cessato l’azione aggressiva, come avvenuto nel caso Roggero. Certe pulsioni aggressive devono essere comunque dominate e se non ci si sottrae non si può essere esenti da pena. Altrimenti si arriva alla barbarie. Lo Stato, che ha il monopolio dell’uso della forza, deve saperlo dosare. Non si capisce perché anche un cittadino non debba essere sottoposto alla stessa regola”.