Reintegro medici no vax, destra in imbarazzo studia la retromarcia dopo la forzatura
di Michele BocciMaggioranza a caccia di una soluzione per l’emendamento al decreto sulle professioni sanitarie che introduce la possibilità di reiscriversi all’Ordine per medici e infermieri radiati a causa delle posizioni antiscientifiche prese durante la pandemia. Il Quirinale non lo farà passare, cosa che rischia di bloccare tutta la legge, dove tra l’altro è previsto lo scudo penale per i medici. E proprio i camici bianchi si stanno mobilitando in modo sempre più massiccio.
Dopo la durissima presa di posizione della Federazione degli Ordini, Fnomceo, si sono schierate la Società italiana di medicina interna (Simi) e la Siaarti, società scientifica degli anestesisti. «Siamo soprattutto preoccupati per la tutela della salute dei cittadini e per le implicazioni etiche e deontologiche della questione - scrivono dalla Simi - L’esercizio della professione medica richiede infatti il rispetto del Codice di deontologia, che impegna il medico ad aggiornare costantemente le proprie conoscenze e a fondare la…
Maggioranza a caccia di una soluzione per l’emendamento al decreto sulle professioni sanitarie che introduce la possibilità di reiscriversi all’Ordine per medici e infermieri radiati a causa delle posizioni antiscientifiche prese durante la pandemia. Il Quirinale non lo farà passare, cosa che rischia di bloccare tutta la legge, dove tra l’altro è previsto lo scudo penale per i medici. E proprio i camici bianchi si stanno mobilitando in modo sempre più massiccio.
Dopo la durissima presa di posizione della Federazione degli Ordini, Fnomceo, si sono schierate la Società italiana di medicina interna (Simi) e la Siaarti, società scientifica degli anestesisti. «Siamo soprattutto preoccupati per la tutela della salute dei cittadini e per le implicazioni etiche e deontologiche della questione - scrivono dalla Simi - L’esercizio della professione medica richiede infatti il rispetto del Codice di deontologia, che impegna il medico ad aggiornare costantemente le proprie conoscenze e a fondare la pratica clinica sulle migliori evidenze scientifiche disponibili nell’interesse del paziente». Oggi dovrebbe partire una petizione su Change.org avviata da una cinquantina di camici bianchi che promette, vista l’atmosfera che si respira nel mondo della sanità, di essere molto partecipata.
Dentro la maggioranza ci sono divisioni. Nella stessa FdI c’è chi vorrebbe fare marcia indietro e chi, nel gruppo di esponenti del partito di maggioranza che da inizio legislatura cerca riabilitazioni per i No Vax e in generale per chi diffondeva teorie antiscientiche, non si fermerà. Al ministero alla salute, intanto, è netta la lontananza tra il ministro Orazio Schillaci e il sottosegretario Marcello Gemmato, con sullo sfondo un caso di natura tecnico giuridica. Schillaci, infatti, aveva formalmente dato parere negativo all’emendamento, esprimendo così la posizione del dicastero. È stato Gemmato a dare il via libera al testo in commissione Affari sociali della Camera. Ora si cerca di capire se un sottosegretario può esprimere una posizione diversa dal suo ministero.
Intanto l’emendamento sarebbe uscito dall’ordine del giorno della commissione Affari sociali della Camera. Oggi l’ufficio di presidenza deciderà se ricalendarizzare il provvedimento e si capirà se la soluzione è congelare tutto, oppure se si va avanti. C’è anche la possibilità che il testo arrivi in aula e che, se si riescono a convincere i promotori dell’emendamento, venga eliminato con un emendamento soppressivo. Il tutto eviterebbe il blocco di tutta la legge da parte del Quirinale.
E ieri è stato scontro alla commissione Covid, dove si è deciso di chiamare in audizione Galeazzo Bignami, capogruppo Fdi alla Camera. L’opposizione non si è presentata: «Perché sentirlo? È estraneo alla gestione della pandemia». Bignami ha attaccato sul piano pandemico, dicendo di averlo ottenuto solo dopo un ricorso al Tar, e accusato il governo Conte II di «problemi con la trasparenza». Poi ha criticato la scelta di inviare mascherine alla Cina nei primi giorni dell’emergenza. I cinquestelle hanno parlato di «teatrino» ed è scattato, tra maggioranza e opposizione il consueto scambio di accuse legato ai lavori della commissione Covid.