Delmastro, anche in aula la destra dirà no alle chat. Pd e 5S: “Senza pudore”
di Serena RiformatoROMA – Il leader del M5S Giuseppe Conte lo dice con una domanda retorica: «Come si può essere così spudorati nell’intestarsi battaglie per la legalità e la lotta alla mafia quando poi si ostacolano le indagini su un clan mafioso?». La segretaria Pd Elly Schlein, invece, tenta la via della collaborazione «perché su questi temi le istituzioni dovrebbero lavorare nella stessa direzione». Una domanda: «Se non c’è nulla da nascondere, date accesso alle chat?». Le opposizioni martellano. L’obiettivo è tenere alta l’attenzione fino e oltre il 30 luglio, quando la maggioranza, in aula alla Camera, si prepara a negare in via definitiva alla procura di Roma il sequestro della corrispondenza tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e l’imprenditore Mauro Caroccia, legato al clan Senese.
All’inizio del dibattito parleranno anche i relatori di minoranza per argomentare contro lo scudo: il deputato Pd Federico Gianassi e una collega 5S, ancora da definire. Batteranno su un punto: quelle conversa…
ROMA – Il leader del M5S Giuseppe Conte lo dice con una domanda retorica: «Come si può essere così spudorati nell’intestarsi battaglie per la legalità e la lotta alla mafia quando poi si ostacolano le indagini su un clan mafioso?». La segretaria Pd Elly Schlein, invece, tenta la via della collaborazione «perché su questi temi le istituzioni dovrebbero lavorare nella stessa direzione». Una domanda: «Se non c’è nulla da nascondere, date accesso alle chat?». Le opposizioni martellano. L’obiettivo è tenere alta l’attenzione fino e oltre il 30 luglio, quando la maggioranza, in aula alla Camera, si prepara a negare in via definitiva alla procura di Roma il sequestro della corrispondenza tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e l’imprenditore Mauro Caroccia, legato al clan Senese.
All’inizio del dibattito parleranno anche i relatori di minoranza per argomentare contro lo scudo: il deputato Pd Federico Gianassi e una collega 5S, ancora da definire. Batteranno su un punto: quelle conversazioni sono indispensabili per il procedimento penale. Lo ripetono anche in queste ore le opposizioni, a una sola voce: «Non mettere a disposizione delle indagini della magistratura le chat tra Delmastro e il prestanome del clan Senese, Caroccia, è una responsabilità enorme di questa destra e dello stesso ex sottosegretario», scrivono in una nota i componenti Pd in commissione Antimafia. Tanto più alla luce degli elementi in mano agli inquirenti: «Parliamo – aggiungono i dem – di un’inchiesta importante, che riguarda accordi tra mafie, narcotraffico e spaccio, riciclaggio, penetrazione nell’economia legale e nelle istituzioni, rapporti con settori della politica». Oltretutto, per il co-leader di Avs Nicola Fratoianni, il centrodestra privilegia l’autotutela ai problemi del Paese. «Mentre gli stipendi degli italiani continuano a perdere potere d’acquisto, la maggioranza si occupa di difendere Delmastro e se stessa negando le chat alla procura che indaga sul reato di mafia».
Dall’altra parte della barricata, la difesa di Fratelli d’Italia è senza crepe. Mentre Lega e FI, in verità, rimangono defilate. Per il sottosegretario meloniano alla Giustizia Alberto Balboni «Delmastro non è indagato» e quindi «nessuno può ipotizzare che la maggioranza voglia proteggerlo da eventuali iniziative giudiziarie». Ai microfoni di SkyTg24, ricorda un precedente del centrosinistra (che pure niente aveva a che fare con inchieste di mafia): «Nel 2024 il Pd che oggi si scandalizza negò l’autorizzazione ad acquisire chat e mail in relazione alle indagini sulla fondazione di Renzi». Puntare alle colpe (reali o presunte) degli altri, questa la strategia comunicativa. A Castellammare di Stabia, comune campano guidato dal centrosinistra e sciolto per infiltrazioni mafiose, ieri sera i Fratelli schieravano un tridente d’attacco: il responsabile Organizzazione Giovanni Donzelli e i capigruppo Lucio Malan e Galeazzo Bignami. La domanda su Delmastro era ineludibile: siete qui a dirvi contro la camorra e vietate l’uso delle chat per indagare un prestanome dei Senese? «Caroccia non è di FdI», ha risposto Donzelli. «Lo è Delmastro, che ha combattuto la criminalità organizzata e quando ha scoperto chi era Caroccia, ben prima che la notizia fosse sui giornali, è uscito dalla società».