ROMA – Non permettere il frontale. Evitare che Fratelli d’Italia approvi davvero un emendamento con le opposizioni, con il voto contrario di Forza Italia, avvicinando una possibile crisi. Che succede se nessuno dei due contendenti si ferma? Come se ne esce? Con Ignazio La Russa. Sarà con ogni probabilità il presidente del Senato a risolvere la battaglia tra Palazzo Chigi e Arcore, allontanando di qualche settimana una resa dei conti sulla giustizia tra Giorgia Meloni e Marina Berlusconi. È infatti ormai quasi certo che la presidenza del Senato dichiarerà a inizio settimana inammissibile l’intervento sulle intercettazioni che FdI intendeva votare con i cinquestelle.
Passo indietro, a giovedì sera. La Russa, si apprende dal cerchio magico meloniano, entra ufficiosamente in contatto con Palazzo Chigi. E in qualche modo comunica a Giovanbattista Fazzolari – assieme a Chiara Colosimo il regista della linea dura sulla giustizia con gli azzurri, il teorico dell’impossibilità di cedere su un …
ROMA – Non permettere il frontale. Evitare che Fratelli d’Italia approvi davvero un emendamento con le opposizioni, con il voto contrario di Forza Italia, avvicinando una possibile crisi. Che succede se nessuno dei due contendenti si ferma? Come se ne esce? Con Ignazio La Russa. Sarà con ogni probabilità il presidente del Senato a risolvere la battaglia tra Palazzo Chigi e Arcore, allontanando di qualche settimana una resa dei conti sulla giustizia tra Giorgia Meloni e Marina Berlusconi. È infatti ormai quasi certo che la presidenza del Senato dichiarerà a inizio settimana inammissibile l’intervento sulle intercettazioni che FdI intendeva votare con i cinquestelle.
Passo indietro, a giovedì sera. La Russa, si apprende dal cerchio magico meloniano, entra ufficiosamente in contatto con Palazzo Chigi. E in qualche modo comunica a Giovanbattista Fazzolari – assieme a Chiara Colosimo il regista della linea dura sulla giustizia con gli azzurri, il teorico dell’impossibilità di cedere su un tema cruciale come la mafia – che gli uffici di palazzo Madama nutrono enormi dubbi sull’ammissibilità della proposta dei meloniani. C’entra poco o nulla con il provvedimento, rischia anche uno stop successivo dagli esperti del Colle.
Non è quello che aveva fatto in commissione la presidente Giulia Bongiorno. Non si era pronunciata ufficialmente su quella modifica perché, è la lettura nella maggioranza, in quel momento sembrava possibile siglare un patto con i berlusconiani. Una volta compresa l’impraticabilità di quel percorso, il nodo è diventato politico: chi frena per primo?
Nessuno. E dunque è stata la presidenza del Senato a prendere la palla al balzo. Il tema, adesso, sembra un altro: FdI eviterà di presentare l’emendamento o lo farà comunque, facendoselo cancellare dalla presidenza di Palazzo Madama, ma dimostrando almeno pubblicamente di averci provato? Dettagli, anche perché è evidente che Meloni, per non perdere la faccia, dovrà accompagnare questa bocciatura con la promessa di varare già ad agosto un nuovo decreto con dentro la norma contestata da Forza Italia. Cosa farà a quel punto FI? Di nuovo, presto: Palazzo Chigi contro Arcore.